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L’auto in bottiglia

    di Carlo Stagnaro

    Austerità sì, ma non per tutti. Ci sono dei fortunati, in Italia, che possono ancora contare sui rubinetti della spesa pubblica. L’ultima notizia – che arriva a valle di una manovra lacrime e sangue, tutta giocata dal lato delle entrate – è quella di una nuova spesa, e una nuova tassa. La nuova spesa è il sussidio all’auto elettrica. La nuova tassa è sulle bottiglie di acqua minerale. Una parola sola: vergogna.

    La Commissione Attività produttive della Camera ha approvato un testo bipartisan, attualmente sulla scrivania del ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, che prevede un piano di incentivazione a favore dell’auto elettrica. Chi acquista un veicolo alimentato dall’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    riceverà un “bonus” fino a 5.000 euro già nel 2012 (che scenderanno fino a 1.000 euro nel 2015).
    La manovra sarà finanziata con una nuova imposta da 1,5 centesimi sull’acqua in bottiglia (tecnicamente: sulla bottiglia in plastica), di cui l‘Italia è tra i maggiori consumatori al mondo. Il gettito complessivo dell’imposta è previsto nell’ordine dei 34,6 milioni di euro.

    Pare che, se le disponibilità finanziarie lo consentiranno, tale “tesoretto” verrà utilizzato anche per finanziare la realizzazione della rete di colonnine per la ricarica delle auto. Altri chiedono di considerare tali colonnine come “infrastruttura di rete” e, quindi, considerarle parte della regulatory asset base finanziata attraverso la componente tariffaria della bolletta elettrica, al pari degli elettrodotti e delle stazioni e sottostazioni elettriche.

    Non ci sono parole per commentare questa iniziativa assurda. Assurda per almeno tre ragioni diverse. Assurda, anzitutto, dal lato delle uscite. Oggi, il paese non può semplicemente permettersi di aumentare le voci di spesa. Tutte le eventuali ulteriori entrate vanno utilizzate per ridurre il debito pubblico. Punto. I mercati lo dicono chiaramente, tutti i giorni. In più, non c’è alcuna ragione o alcun interesse generale per sussidiare la mobilità elettrica – per quanto rappresenti una prospettiva interessante da tanti punti di vista. Lo stesso vale per le colonnine: non c’è nessuna ragione al mondo per considerarle come un monopolio tecnico e dunque farle finanziare da tutti i consumatori elettrici. Ciascuna società automobilistica è libera di investire nell’auto elettrica e proporla ai suoi clienti; ciascun distributoredistributore
    Soggetto proprietario e responsabile della rete di distribuzione locale (di elettricità o di gas) a cui sono allacciati direttamente gli utenti finali.
    elettrico può liberamente decidere di dotarsi (commercialmente) di colonnine.

    Dal lato del prelievo, la mossa è assurda. Anzitutto, non c’è alcuna ragione visibile per cui il consumatore d’acqua debba finanziare l’automobilista elettrico. Secondariamente, il settore delle acque minerali ha, in Italia, volumi stagnanti e margini in declino: non si capisce perché debba essere colpito in una congiuntura così difficile. Terzo, un’imposta di questo genere è chiaramente regressiva: tutti beviamo acqua in bottiglia, ma pochi possono permettersi un’auto elettrica, anche perché, per le sue caratteristiche, essa è evidentemente una seconda (o terza) macchina da impiegare per gli spostamenti urbani. Alzi la mano chi ritiene fiscalmente equa una redistribuzione dalla totalità della popolazione (in particolare dalle famiglie con numerosa prole, grandi consumatori di bevande in bottiglia, evidentemente non solo acqua ma anche bibite) ai ceti urbani medio-alti.

    Infine, questo provvedimento – se confermato – sarebbe devastante dal punto di vista del messaggio. Direbbe alle imprese che l’Italia è un paese ancora e sempre disposto a dare, tanto paga Pantalone. E scatenerebbe una nuova corsa lobbistica, incurante del fatto che la casa crolla. Il sussidio all’auto elettrico per interposta bottiglia di plastica sarebbe una proposta intollerabile in qualunque momento: ma, in questo momento particolare, oltre che intollerabile è semplicemente inqualificabile.

     

    Fonte: ChicagoBlog – IBL, 28/07/2011

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