ArticoliMobilità SostenibileMobilitàStakeholder EnergiaViviana MarchitelliAuto ElettricaAutore: Viviana Marchitelli

Le auto elettriche sono sempre verdi ?

  • Autore: Viviana Marchitelli

di Viviana Marchitelli – Ingegnere Energetico

Un’invasione di auto: da 700 milioni nel 2000 a 2 miliardi nel 2050. Questo è lo scenario che ci attende, con le conseguenti minacce alla stabilità e sicurezza delle fonti energetiche, all’ambiente e particolarmente alla qualità dell’aria delle nostre città.

È riconosciuto da più parti che l’adozione di veicoli elettrici su larga scala possa essere lo strumento principale per far fronte a questo scenario e, nel lungo termine, rendere sostenibile la circolazione su strada attraverso un’alimentazione 100% ‘green’.

Molte case automobilistiche hanno lanciato sul mercato modelli di auto elettriche, spinti da una sempre maggiore consapevolezza  ed attenzione da parte dei consumatori, anche se,  in molti casi, i costi rimangono ancora proibitivi e  fanno scivolare in secondo piano il risparmio in carburante e la compatibilità ambientale.

Ma il bilancio della mobilità elettrica è sempre verde ?

Come al solito la realtà è più complessa di quanto sembri a prima vista. Una voce – autorevole  e fuori dal coro – viene dall’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia che, recentemente, ha pubblicato uno studio sull’impatto ambientaleimpatto ambientale
L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
di tutto il ciclo della vita dei veicoli elettrici confrontandolo con quello delle auto convenzionali (Allegato).

I risultati non sono scontati. Infatti, lo studio norvegese mette in luce un ‘problem-shifting’ che sta alla base del confronto. Se da un lato, utilizzando le auto elettriche, il problema dell’inquinamento dell’aria viene risolto in ambito urbano, dall’altro, l’impatto ambientale viene trasferito altrove: ovvero alla fase della generazione elettrica necessaria per la trazione, alla fase costruttiva e di smaltimento del mezzo, conducendo a rischi potenziali di tossicità dei metalli utilizzati quali rame e nickel, di inquinamento delle acque ed in particolare all’annosa questione della sostituzione delle batterie.

In effetti, da una trasparente analisi della sostenibilità ambientale lungo tutto il ciclo di vita di un auto a motore a combustionecombustione
Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
interna e di una elettrica, si evince che il confronto molto dipende da diversi fattori quali la fonte di elettricità utilizzata, la vita del mezzo, la sua efficienza di funzionamento e la durata della batteria.

Per i veicoli convenzionali la fase di utilizzo è ovviamente quella a maggior impatto ambientale (e ce ne accorgiamo facilmente transitando nei pressi dei tubi di scaricoscarico
Qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. Sono esclusi i rilasci di acque previsti all’art. 114 (rilasci da diga).
). Utilizzando le auto elettriche è invece possibile ridurne l’incidenza ambientale in termini di emissioni di gas serra fino al 24%, sulla base del fuel-mix medio europeo per la generazione elettrica e considerando una vita utile di150,000 km.

Il bilancio, però può variare sensibilmente in base ai combustibili utilizzati per generare l’elettricità necessaria ai motori elettrici.

Sempre sulla base della stessa durata di vita, le cose si invertono nella fase produttiva e lo studio stima che in questa fase le emissioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

equivalente associate ai veicoli elettrici sia circa il doppio rispetto ai veicoli convenzionali (90 gr/km contro 43 gr/km), principalmente a causa della produzione della batteria (che incide per circa il 40 % sul totale emissivo), seguita dal motore elettrico (8%), dall’inverterinverter
Dispositivi atti a modificare la velocità  di un motore elettrico modulandone la frequenza di alimentazione in base al carico richiesto, ovvero adattando il funzionamento del motore alle necessità  del momento evitando, quindi, sovradimensionamenti e sprechi.
e da altri componenti passivi.

Data la maggiore incidenza della fase produttiva sull’impatto ambientale, il beneficio per l’ambiente proveniente dall’utilizzo delle auto elettriche si esalta per percorrenze superiori a150,000 km, ma si annulla ad esempio rispetto ai veicoli a diesel se si scende ad una vita utile di100,000 km.

Considerazioni simili vengono sviluppate sui potenziali di tossicità, acidificazioneacidificazione
Processo chimico dovuto all’inquinamento, che causa una diminuzione del pH delle acque superficiali e del suolo, alterando pericolosamente gli ecosistemi che ne fanno parte.
, emissioneemissione
Qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa introdotta nell’atmosfera a seguito di processi naturali o antropogenici, che produce direttamente o indirettamente un impatto sull’ambiente.
di particolatoparticolato
Insieme delle sostanze sospese in aria, composto da tutte quelle particelle solide e liquide che si disperdono in atmosfera a causa di fattori naturali (pollini, erosione di rocce, polvere cosmica, ecc..) e di fattori antropici (traffico urbano, emissioni da riscaldamento domestico, fumo di tabacco, centrali termoelettriche, ecc..).
ed altre forme di inquinamento.

Che il sistema dei trasporti sia dunque uno degli elementi più impattanti sull’ambiente è ormai un dato di fatto, come riconosciuto anche in ambito comunitario. Anche la politica si interroga infatti su come possa agevolare e sostenere il passaggio ad una nuova generazione di automobili, tanto è vero che di recente il Commissario Europeo per il Clima – Connie Hedegaard – ha ribadito nuovamente la linea dura sposata dall’Europa nei confronti delle case automobilistiche produttrici.

Entro il 2020 tutte le autovetture immesse sul mercato dovranno infatti rispettare il limite medio di emissioni di CO2 di 95 gr/km, con un obiettivo intermedio pari a 130 gr/km da raggiungere nel 2015. Si consideri, che attualmente, le emissioni medie europee di CO2 si attestano attorno ai 135 gr/km.

La produzione di veicoli elettrici potrebbe pertanto rappresentare la strada da percorrere. Ma cosa ne pensano le case automobilistiche?

La parola al vicepresidente di Toyota, il quale ha ammesso che i tempi non sono ancora maturi per lanciare una produzione di veicoli elettici in volumi paragonabili a quelli convenzionali. Gli ostacoli sono i costi  e l’autonomia delle batterie, nonché la mancanza di infrastrutture di ricarica capillari ed adeguate.

Tra gli ottimisti più convinti c’è invece il presidente USA Barack Obama, che punta ad avere un parco auto circolante di 1 milione di veicoli elettrici entro il 2015 sulle strade americane. In un primo momento anche la cancelliera Merkel aveva posto il fatidico obiettivo di 1 milione di macchine entro il 2020, salvo poi ridimensionare le previsioni a 600,000 unità considerando che ad oggi in Germania solo lo 0.01 % delle auto registrate è elettrica.

In conclusione quindi, il presente ci porta a dirigerci verso una futura mobilità sostenibile e l’auto elettrica sembra esserne il maggiore attore. Nuovi obiettivi sono però necessari all’industria automobilistica ed al sistema che la circonda per garantirne non solo l’economicità ma anche una sempre maggiore compatibilità ambientale.

Viviana Marchitelli
Ingegnere Energetico

17 ottobre 2012

Tags
Show More

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button