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LE BOLLICINE COI SOLDI DI TUTTI. NUOVO FOCUS IBL SULLE “CASE DELL’ACQUA”

    Spreco, inefficienza, interessi di parte sono la realtà quotidiana nel grande gioco della spesa pubblica – e spesso sfuggono all’attenzione dei più. È il caso dell’iniziativa delle “case dell’acqua” attraverso la quale alcuni Comuni hanno cominciato ad offrire un servizio di gasatura e imbottigliamento dell’acqua potabile. Questa attività, gestita in Lombardia da alcune imprese municipalizzate, beneficia di un finanziamento regionale.

    Al tema è dedicato il nuovo Focus dell’Istituto Bruno Leoni, “Case dell’acqua gratis? Non la bevo!” di Serena Sileoni (Fellow, Istituto Bruno Leoni”. Si tratta di una iniziativa, scrive Sileoni, “ingiustificata, poiché interviene in quella che potrebbe essere una normale attività di impresa, ripagabile dai profitti come avviene ora con la vendita di acqua minerale”.

    “Se lo Stato almeno non intervenisse laddove è già presente un mercato privato, sul cui grado di concorrenzialità non possono esserci dubbi come nel caso delle acque minerali, avremmo assieme meno spesa e meno inutili distorsioni”, nota Alberto Mingardi, Direttore Generale dell’Istituto Bruno Leoni. “Iniziative come quella dei Comuni lombardi che usano i soldi dei contribuenti per fare concorrenza alle acque minerali possono apparire innocue, ma nessun bicchiere d’acqua e’ gratis. Lo Stato e gli enti locali spendono il denaro dei contribuenti per provare a manipolarne le scelte: questo è inaccettabile, fra persone adulte e specialmente in un quadro di finanza pubblica complesso come l’attuale”.

    “Case dell’acqua gratis? Non la bevo!” di Serena Sileoni è liberamente scaricabile dal sito IBL (PDF).

     

    Fonte: IBL, 03/09/2012

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