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Le fonti rinnovabili in cerca di strategia

  • Autore: Marco Pigni

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di Marco Pigni – Direttore APER

Indossare per un attimo i panni dell’analista di politiche pubbliche e provare a fornire un giudizio netto e inequivocabile sullo stato di salute delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
in Italia o sul ruolo che esse rivestono (e rivestiranno) nella futura strategia energetica nazionale si rivela un compito assai complesso: lo sfortunato analista si trova infatti davanti un proliferare di provvedimenti, talora di segno opposto, che rendono arduo tracciare una traiettoria precisa dello sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

Ci si chiederà da cosa possa scaturire tanta incertezza, quando le politiche pubbliche volte allo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia si inseriscono in un più ben ampio scenario di policy europea, dove la virata verso la produzione di energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
verde è già avvenuta, peraltro in maniera molto decisa, con la pubblicazione del ben noto pacchetto 20-20-20 (20% di produzione di energia da fonti rinnovabili, 20% di incremento dell’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
, 20% di riduzione di emissioni di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

entro il 2020).

Dinanzi all’obbligo di raggiungere il 17% di produzione da fonti di energiafonti di energia
Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
rinnovabile (FER) sul totale dei consumi al 2020, il nostro analista, ottimo conoscitore di molte altre realtà europee, non si aspetterebbe tanta incertezza quanta quella che è ormai una costante del mondo delle FER italiane.

In effetti, ricondurre ad un’unica strategia unitaria tutti provvedimenti che nelle ultime settimane si sono susseguiti risulta compito molto arduo.

Procediamo con ordine. A fine maggio viene approvata, all’interno della Manovra Economica estiva una misura assai controversa: si tratta del ben noto art.45, con cui si sopprime il regime di ritiri obbligatori dei Certificati VerdiCertificati Verdi
I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
non ceduti sul mercato. Incidendo su un mercato (quello dei Certificati Verdi) dove si registra uno strutturale eccesso di offerta (a livelli doppi rispetto alla domanda), e dove pertanto il ritiro dei CV in esubero assume un ruolo fondamentale per la tenuta dei prezzi, una siffatta misura avrebbe avuto l’effetto di mettere fuori gioco almeno metà delle iniziative già esercizio e di bloccare completamente lo sviluppo dei nuovi progetti. Con 3 righe di provvedimento si sarebbe pertanto scritta la parole fine sul settore delle fonti rinnovabili in Italia.

Più o meno contemporaneamente, usciva in consultazione il Piano di Azione delle Fonti Rinnovabili: lo strumento con cui ciascuno Stato Membro è tenuto, ai sensi della direttiva 2009/28/CE, a dettagliare gli obiettivi al 2020 (nel caso dell’Italia, indicare la ripartizione del 17% di energia da fonti rinnovabili sui consumi primari per il settore elettrico, termico e dei trasporti) e indicare le misure mediante il quale raggiungere detti obiettivi. Curiosamente, proprio mentre in Consiglio dei Ministri si sanciva la condanna a morte delle rinnovabili, all’interno del PAN, veniva indicato come obiettivo per la produzione elettrica da fonti rinnovabili un valore di 106 TWh annui al 2020, corrispondente un incremento di circa il 55% rispetto alle produzioni rinnovabili 2009 (che diventa del 150% se si esclude dalle produzioni attuali l’idroelettrico storico).

Solo dopo poche settimane, nella Conferenza Unificata dell’8 luglio, venivano finalmente approvati, lungamente attesi dagli operatori (rispettivamente 6 e 79 mesi), il nuovo Conto EnergiaConto Energia
Il Conto Energia è una forma di incentivazione statale a sostegno della produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Entrato in vigore con il Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007, consiste nell’attribuzione di una tariffa incentivante, proporzionale all’energia prodotta, in base alla tipologia di impianto (non integrato architettonicamente, parzialmente integrato, integrato). Le tariffe vengono corrisposte per un periodo di 20 anni a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e rimangono costanti per l’intero periodo.
Fotovoltaico e le Linee Guida per l’inserimento degli impianti per la produzione da fonti rinnovabili (e in particolare dell’eolico) nel paesaggio.

Riassumendo: mentre al Ministero dello Sviluppo Economico si cerca di disegnare un documento di tipo programmatico, in ottemperanza alla direttiva europea, in cui le fonti rinnovabili giochino un ruolo primario, mentre la Conferenza Unificata approva sia la misura di incentivazione che garantirà lo sviluppo di altri 3600 MW di impianti fotovoltaici sia lo strumento normativo che dovrebbe finalmente uniformare le discipline autorizzatorie delle varie Regioni, ponendo così fine al proliferare di legislazioni incoerenti e schizofreniche e a disposizioni di carattere prescrittivo da parte degli enti regionali, il Governo dispone, de facto, l’azzeramento del principale strumento di incentivazione per le produzioni elettriche da eolico, idroelettrico, biomasse e geotermico (con esclusione degli impianti sotto il MW).

Proprio negli ultimi giorni, l’emergenza sul fronte Certificati Verdi sembrerebbe essere rientrata (con la riscrittura dell’art.45 dal testo della legge di conversione del DL appena approvato dal Senato e adesso in discussione alla Camera).

Ciò nonostante, agli operatori rimane forte la sensazione di operare in un settore privo di quei punti di riferimento che consentono di pianificare sul medio-lungo periodo i propri investimenti. In una parola si avverte la carenza di una strategia chiara e reclama a gran voce maggiore stabilità e certezza.

E’ proprio questo che si chiede al Piano Nazionale di Azione sulle fonti rinnovabili che sarà inviato proprio in questi giorni a Bruxelles: di divenire, dal pur ben dettagliato esercizio compilativo presentato alle Associazioni ed agli altri stakeholders, un documento di carattere realmente programmatico, ove agli obiettivi fissati si affianchino le misure di incentivazione necessarie per il loro raggiungimento, gli elementi di semplificazione e razionalizzazione delle procedure autorizzative, le misure di governance, gli elementi di sviluppo infrastrutturale, la rimozione degli ostacoli allo sviluppo del settore.

Così, il PNA dovrebbe esplicitare anche i principi alla base del un sistema di incentivazione per il prossimo decennio, ossia quelli di massimizzare accettabilità industriale e accettabilità sociale: accettabilità industriale in riferimento alle necessarie caratteristiche di stabilità e certezza delle regole e delle procedure che un sistema di incentivazione deve possedere; accettabilità sociale in relazione al contenimento delle inefficienze (quelle rendite di posizione, arbitraggi, costi di transazione tipici dell’attuale sistema dei CV), al trasferimento delle economie di apprendimento (riduzione dei costi di produzione delle tecnologie) sul sistema di incentivazione, all’individuazione di specifici premi per investimenti che inducano alla creazione di una filiera “green made in Italy”.

Inoltre, dovrebbe contenere indicazioni sulle modalità di ripartizione degli obiettivi a livello regionale (mediante il Burden Sharing), in modo da co-responsabilizzare in maniera virtuosa e sostanziale le regioni e gli enti locali nel raggiungimento dei medesimi obiettivi, anche col ricorso a meccanismi di scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
delle quote, e fornire indirizzi sulle necessari opere infrastrutturali, e in particolare sull’intensificazione degli investimenti nella pianificazione e nello sviluppo delle reti elettriche (sia in AAT che in AT e MT), smart gridsmart grid
Trattasi di una rete di informazione che affianca la rete di distribuzione elettrica e gestisce la rete elettrica in maniera “intelligente” sotto vari aspetti o funzionalità ovvero in maniera efficiente per la distribuzione di energia elettrica evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Ciò avviene attraverso un sistema fortemente ottimizzato per il trasporto e diffusione della stessa, dove gli eventuali surplus di energia di alcune zone vengono redistribuiti, in modo dinamico ed in tempo reale, in altre aree oppure regolando costantemente il dispacciamento tra centrali di autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili della rete di distribuzione (generazione distribuita) con le centrali elettriche della rete di trasmissione (produzione centralizzata).
incluse, per rendere accoglibile la generazione elettrica distribuita e spesso non programmabile dalle strutture di dispacciamentodispacciamento
Energia elettrica:
Attività di gestione, istante per istante, dei flussi di energia elettrica consumata e dei flussi di energia elettrica prodotta in modo da garantire un costante equilibrio tra domanda e offerta. L’energia elettrica, infatti, è un bene che non si può immagazzinare, quindi a fronte di una richiesta deve esserci necessariamente un punto di produzione in tempo reale. Queste operazioni, molto complesse, sono svolte da Terna.
Gas naturale:
Attività di gestione del sistema di trasporto e distribuzione del gas per rendere disponibile, in qualsiasi momento e in ogni punto della rete, la quantità di gas richiesta.
dell’energia.

Infine, dovrebbe affrontare le attuali criticità che affliggono le procedura amministrative per l’ottenimento dei titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio degli impianti (come il sistematico mancato rispetto del termine dei 180 giorni per la chiusura dei procedimenti, per tacere della disomogeneità delle varie discipline legislative regionali di dettaglio con quelle statali di principio, frutto della tardiva approvazione delle Linee Guida).

Un documento così costruito non sarebbe ovviamente la panacea di tutti i mali, fisiologici e non, che affliggono un settore comunque giovane, fondamentalmente sano ed in crescita come quello delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
– il sole
– il vento
– l’acqua
– la geotermia
– le biomasse
. Certamente, dato il suo carattere di strumento programmatico, dovrebbe essere seguito da una serie di provvedimenti attuativi, non tutti di facile attuazione.

Quantomeno però consentirebbe di rendere meno imprevedibili le prospettive del settore, di allontanarsi dalla logica del continuo cambio delle regole a colpi di emendamento parlamentare, di tracciare, in ultima istanza, un solco su cui far confluire le politiche settoriali dei prossimi anni, garantendo quella stabilità necessaria per consolidare il mondo della fonti rinnovabili come un settore industriale di primaria importanza per il tessuto economico del nostro Paese.

04 agosto 2010


MARCO PIGNI

Nato a Legnano (Mi) il 30 agosto 1966.

Coniugato, con 1 figlia.

Abitante a Castellanza (Va), in via Don Luigi Testori 24.

Tel.: 0331 505320 – mobile: 349 1815892 – email: m.pigni@libero.it

Diplomato al Liceo Scientifico Galileo Galilei di Legnano, Laureato in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Milano, con  esame di stato in ingegneria gestionale.

Dopo le prime esperienze lavorative come consulente qualità, sicurezza e ambiente nel settore cartario, dei servizi tecnici per accesso a finanziamenti a medio termine  e dei servizi per il trasferimento dell’innovazione nelle PMI, nel 1998 entra nella Associazione Artigiani della Provincia di Varese (Confartigianato Imprese Varese), lavorando all’Area Sviluppo associativo,  con responsabilità di animazione, sviluppo e tutela degli interessi delle categorie dell’artigianato manifatturiero.

Nel luglio 2001 passa alla sede Nazionale della Confartigianato Imprese in veste di funzionario responsabile del Settore Energia e Utilities, nell’ambito dell’Area Economica, con competenze e responsabilità operative nelle seguenti aree: Privatizzazioni e Liberalizzazioni, Prezzi e Tariffe, Concorrenza, Consumi, Politiche energetiche territoriali di Sistema, Politiche per la generazione distribuita da fonti rinnovabili e l’efficienza energetica negli usi finali, Rapporti con le Autorità di regolazione del mercato, Rapporti con i decisori pubblici nazionali e con l’Unione Europea.

Tra l’ottobre 2004 e il dicembre 2006 è stato anche membro supplente del Foro Europeo dell’ Energia e dei Trasporti, Organo ufficiale consultivo della Commissione UE, DG Energia e Trasporti, e in tale ambito membro del Gruppo di lavoro 4 (politiche per lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
).

Dal settembre 2007 al febbraio 2013  è stato il direttore generale di APER – Associazione Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili – la principale associazione di rappresentanza delle industrie produttrici di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
da fonti rinnovabili italiane (conta più di 480 associati, oltre 1.150 impianti idroelettrici, eolici, fotovoltaici, geotermici e da bioenergia, per un totale di più di 8.000 MW di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
elettrica installata).

E’ Dirigente del settore terziario dall’aprile del 2009 (iscritto a Manageritalia).

E’ stato consigliere comunale di maggioranza del Comune di Castellanza dal 1995 al 1999  e membro del CdA di AGESP Holding (azienda per la gestione dei servizi di pubblica utilità del Comune di Busto Arsizio e di numerosi comuni limitrofi) dal 2000 al 2006.

In gioventù ha svolto il servizio civile sostitutivo del servizio di militare presso la Comunità per minori Casa del Giovane di Pavia fondata da don Enzo Boschetti ed è stato volontario in numerose associazioni del no profit del varesotto.

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