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LE RINNOVABILI SONO UNA RISORSA PER USCIRE DALLA CRISI E NON UN PROBLEMA

    Aper risponde alla lettera inviata al Ministro Romani dal Tavolo della Domanda di Confindustria in cui si chiede una moratoria per gli impianti FER

     

    L’Europa ha definito già dieci anni fa con la direttiva 2001/77/CE gli obiettivi di riequilibrio del mix energetico per il decennio successivo. Con il Pacchetto 20-20-20 Clima-EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    approvato nel 2009, sottoscritto anche dall’Italia, l’Europa ha poi rilanciato tali obiettivi rendendoli precisi e vincolanti al 2020.

    Non stiamo rispettando i limiti previsti dal protocollo di Kyotoprotocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    e rischiamo di essere in ritardo anche con lo sviluppo delle FER a causa delle note difficoltà di adeguamento e sviluppo delle infrastrutture di rete, rallentato dalle problematiche burocratiche e autorizzative che si trascinano da lungo tempo e di cui i produttori da energia da fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    sono vittime.

    “Non ci stiamo a fare da capro espiatorio di tutti i mali del sistema energetico ed elettrico italiano, ed una paventata moratoria sulle rinnovabili – afferma Agostino Re Rebaudengo, Presidente di APER – sarebbe la cosa più sbagliata che si possa ipotizzare. Infatti – prosegue Re Rebaudengo – non risolverebbe i problemi del settore energetico del nostro Paese. Essi risiedono, tra l’altro, nello sbilanciamento del mix energetico troppo a favore delle fonti fossili e non come incredibilmente sostenuto dal Tavolo della Domanda di Confindustria, nell’eccessiva presenza delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    oltre che nel mancato completamento dei processi di liberalizzazione del mercato.

    Una moratoria metterebbe a rischio lo sviluppo di un settore chiave ed anticiclico per la nostra economia che sta già portando benefici diretti a tutti i cittadini/consumatori sia in termini di occupazione, decine di migliaia di posti di lavoro, sia in termini di investimenti, decine di miliardi di euro nei prossimi dieci anni. La soluzione moratoria equivarrebbe a sostenere che per risolvere i problemi del traffico occorre da subito bloccare la produzione di automobili.

    Le rinnovabili non sono un problema ma una grande opportunità, una risorsa preziosa per uscire presto e meglio dalla crisi. Devono essere uno dei due pilastri (l’altro è l’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    ) su cui fondare la Strategia Energetica Nazionale per i prossimi decenni” continua Re Rebaudengo.

    APER chiede quindi al Ministro Romani, a tutte le Istituzioni, agli operatori ed ai cittadini di continuare a lavorare per lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    , a viso scoperto, in coerenza con quanto si sta facendo in tutti gli altri Paesi UE.

    “Lavorare tutti insieme per favorire la massima integrazione delle FER nella nostra infrastruttura di trasporto e distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    dell’energia, vuol dire lavorare per il presente e per il futuro del Paese. – conclude Re Rebaudengo – Questo è quello che stiamo facendo ed indietro, anche come cittadini, non si può tornare!”

     

    Fonte: Aper, 17/10/2011

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