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L’efficienza energetica: Cenerentola o Principessa?

    di Clara Poletti, IEFE

     

    GME Newsletter n_37 APRILE_11.jpgL’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    può essere vista, ad un tempo, come la “Principessa” e la “Cenerentola” della politica per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    e per il clima dell’Unione Europea. “Principessa” in quanto strumento privilegiato per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo di un’economia europea ambientalmente sostenibile e a basso contenuto di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante.. “Cenerentola” in quanto unico tra gli obiettivi del cosiddetto pacchetto 20/20/20 a non avere carattere vincolante.

    La centralità, rispetto al complesso degli obiettivi della strategia energetica dell’Unione Europea, delle misure per l’efficienza energetica è stata appena riconfermata dal Consiglio Europeo del 28 febbraio. Nel definire le priorita? a breve, medio e lungo termine della strategia energetica dell’Unione per il periodo 2011-2020, il Consiglio ha infatti identificato l’efficienza energetica quale obiettivo prioritario, e ha richiesto alla Commissione Europea la tempestiva presentazione di un nuovo piano di efficienza energetica (PEE 2011) “completo e ambizioso”. Pochi giorni dopo, lo scorso 8 marzo, la Commissione Europea ha, in effetti, approvato una Comunicazione indirizzata al Parlamento e al Consiglio Europeo con il Piano Efficienza Energetica 2011.

    Il documento approvato dalla Commissione Europea è supportato da analisi molto dettagliate sullo stato di attuazione delle numerosissime norme che regolano aspetti specifici dell’efficienza energetica nell’Unione Europea e delle prospettive di evoluzione dei consumi energetici al 2020.

    Come è noto, l’UE si è data un obiettivo di riduzione dei propri consumi primari di energia al 2020 del 20% rispetto a quanto sarebbe stato in assenza di politiche per l’efficienza (cosiddetto scenario Business as Usual – BAU). Tuttavia, secondo le analisi effettuate dalla Commissione Europea utilizzando il modello “PRIMES 2009”, sulla base delle politiche attive a fine 2009 l’Unione Europea potrà raggiungere una riduzione pari a circa il 10%: la metà di quanto auspicato.

    La Commissione sottolinea, dunque, la necessità di un salto nelle politiche per l’efficienza energetica, con un raddoppio degli sforzi. Il nuovo Piano UE sull’efficienza energetica, perciò, rispondendo direttamente all’appello del Consiglio Europeo del 4 febbraio 2011, propone azioni volte a sfruttare il notevole potenziale per un maggiore risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    : In particolare, il Piano identifica nei consumi energetici per gli edifici l’ambito di intervento con i maggiori potenziali di risparmio ed assegna all’edilizia pubblica un ruolo importante in questa direzione. Le misure proposte dovrebbero, complessivamente, consentire il raggiungimento del target del 20% e ridurre le emissioni di gas ad effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    di 740 milioni di tonnellate.

    La lettura dei documenti della Commissione sollecita due brevi riflessioni generali. La prima riguarda le ragioni alla base dei risultati almeno in parte insoddisfacenti evidenziati dalla Commissione. Spesso gli interventi per il miglioramento dell’efficienza energetica vengono descritti nei documenti di analisi delle politiche come interventi a “costo negativo”, volendo in tal modo indicare che il loro costo è inferiore al beneficio privato che l’investitore ne può trarre. In realtà, come sottolineato dalla stessa Commissione, tali valutazioni non tengono conto dei costi addizionali o dei mancati ricavi causati sia da fallimenti di mercato che da fallimenti regolatori molto comuni in questo tipo di interventi. Si pensi, ad esempio, alla questione del coordinamento nella ripartizione dei benefici nel caso d’interventi di efficienza energetica negli edifici. A questi problemi si aggiunge, inoltre, il cosiddetto “rebound effect”: un aumento dell’efficienza energetica negli usi porta ad un adattamento delle abitudini di consumo, con una spinta all’aumento delle quantità totali domandate. La rapida e massiccia attuazione d’interventi per l’efficienza energetica richiede dunque delle politiche attive complementari che guidino i consumatori a contenere la domanda di energia.

    La seconda osservazione riguarda la definizione di obiettivi nazionali per l’efficienza energetica. Nel Piano la Commissione suggerisce l’eventuale definizione di obiettivi vincolanti, così come per le rinnovabili. In particolare, la proposta è condizionata alla verifica dello stato di avanzamento verso l’obiettivo del 20% da realizzarsi nel 2013. La Commissione si è dichiarata intenzionata a proporre la definizione di obiettivi vincolanti nel caso in cui tale verifica evidenziasse ancora difficoltà nel raggiungimento dell’obiettivo. Tali obiettivi terrebbero conto del punto di partenza dei diversi Stati Membri, nonché del loro Prodotto Interno Lordo e delle eventuali azioni già intraprese.

    Possiamo dunque sperare che Cenerentola riesca a diventare Principessa.

    Fonte: GME-Gestore Mercati Energetici, Newsletter n.37, APRILE’11

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