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“Leggere” la bolletta energetica senza cadere nei luoghi comuni

    Besseghini: “Un lavoro che dimostra la consistenza, la competenza e le capacità di un struttura come quella di RSE”.

    Nel “leggere” la fattura energetica italiana è fin troppo facile cadere nei luoghi comuni: l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    costa troppo e potrebbe costare molto di meno! Troppo semplice, anzi troppo semplicistico; e in effetti un’affermazione così 
    stringata  finisce per fornire una lettura distorta della realtà. La questione è molto più complessa e articolata e non può essere correttamente descritta da un singolo fotogramma. 

    Per questo assume particolare significato la monografia Energia elettricaEnergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    , anatomia dei costi
      che è stata ufficialmente presentata il 9 dicembre a Roma, presso l’auditorium del GSE. I punti di forza della pubblicazione, realizzata all’interno della collana RSEview, sono ben sintetizzati in un commento del Sole 24 Ore. “Lo studio, fondando le proprie valutazioni su un parametro il più possibile oggettivo quale il Levelized Cost of Electricity, non si limita a confermare uno scenario largamente noto. Rivela i reali costi per produrre elettricità, scompone i sussidi alle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    per calibrarne la razionalità e stimarne gli sprechi, traccia il percorso dell’energia dal produttoreproduttore
    Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 79/99, il produttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprietà dell’impianto.
    al consumatore per vedere dove si annidano gli ulteriori extra-costi, come variano nel tempo e dove si potrebbe e si dovrebbe risparmiare. Ne escono utili indicazioni, con qualche sorpresa
    ”. 

    Un altro aspetto interessante è stato colto e ribadito dall’ANSA. “La penalizzazione in termini di costi dell’energia elettrica pesa soprattutto sulle piccole e medie imprese, mentre gli utenti domestici con bassi consumi beneficiano di tariffe addirittura inferiori rispetto alla media europea”. La stessa ANSA ha voluto dare spazio ad uno degli aspetti più interessanti della questione. Grazie alla ricerca e all’innovazione tecnologica nel settore energetico, l’Italia potrebbe risparmiare 3,5 miliardi l’anno (quasi il 7 per cento della bolletta energetica nazionale). “Si tratta di un contributo molto importante – ha commentato l’amministratore delegato di RSE, Stefano Besseghini – che la ricerca può dare al Paese, considerando che la Ricerca di Sistema in Italia costa relativamente poco, circa 50 milioni di euro l’anno”. 
    La monografia Energia elettrica, anatomia dei costi  ha anche il merito di fare un deciso richiamo alla realtà. Il diverso mix di fonti energetiche determina per l’Italia un extra-costo dell’ordine di 15 euro per MWh e in quest’ambito i margini di manovra sono limitati. Il sistema di generazione di un Paese non si cambia dall’oggi al domani, il sistema elettrico ha una lunga inerzia e le scelte di oggi hanno ricadute che si prolungano per molti anni. 

    Numeroso, qualificato, attento il pubblico che ha partecipato all’evento, come hanno dimostrato alcune richieste puntuali giunte alla fine delle presentazioni. 
    Dopo un’introduzione da parte di Besseghini, che ha inquadrato gli obiettivi e il senso complessivo dello studio, la presentazione dei principali temi sviluppati nella monografia è stata svolta da Massimo Gallanti e Luigi Mazzocchi. Molto efficace il loro commento, che sembra aver colto decisamente nel segno riuscendo a presentare i temi principali senza troppo dettaglio e senza far perdere la logica complessiva: la struttura dei costi dell’energia elettrica in Italia, la genesi degli extra-costi che sfavoriscono il nostro Paese, un possibile scenario di evoluzione nei prossimi 15 anni, le azioni prioritarie dell’innovazione e della ricerca, i benefici che ne possono derivare. 

    Gli interventi successivi, di Alberto Biancardi (AEEGSI), Laura Vecchi (MISE) e Romano Giglioli (Università di Pisa) hanno manifestato apprezzamento per il lavoro di RSE e apportato utili elementi informativi sull’evoluzione tecnologica, normativa e regolatoria del sistema. Silvia Rezessy (Commissione europea) ha poi sostanzialmente confermato la visione espressa da RSE, sia in termini di valutazione dello stato attuale sia di priorità di azione. Il suo è stato un contributo molto focalizzato  ma certamente positivo perché ha fatto chiaramente risuonare ad un livello superiore gli stessi ragionamenti che sono stati proposti dalla monografia. 
    In conclusione – ha commentato Besseghini – mi pare che si possa dire che il lavoro ha meritato il lungo periodo di gestazione e di riflessione, mettendo sul tavolo un prodotto che dimostra, forse meglio di mille parole, la consistenza, la competenza e le capacità di un struttura come quella di RSE”.

    Scarica e leggi la monografia

    Fonte: RSE

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