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L’ENERGIA ELETTRICA CHE VIENE DAL MARE

    Le risorse idriche marine sul pianeta sono vitali per l’uomo non solo perché garantiscono il mantenimento dell’equilibrio dell’ecosfera, ma anche perché in futuro potrebbero rappresentare una fonte di approvvigionamentoapprovvigionamento
    Insieme di attività finalizzate al reperimento dei quantitativi materie prime necessarie allo svolgimento delle attività economico-produttive di un Paese consumatore.
    energetico. Certo, le previsioni più ottimistiche parlano di un ingresso nell’energy mix non prima del 2030, ma c’è fermento nel settore, soprattutto per lo sviluppo di piattaforme di test facilities e di standards operativi condivisi.

    Con i termini “energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    marina
    ” si fa riferimento ad una serie di tecnologie molto diverse tra loro che sfruttano il potenziale di onde, maree, correnti e differenze di salinità e di temperatura. Molte di queste si trovano in una fase dimostrativa, ancora lontana dall’applicabilità commerciale su ampia scala, ma val la pena di capire di cosa si tratta.

    Energia dalle maree

    Si tratta di catturare la potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    derivante dallo spostamento di grandi masse d’acqua (che possiedono un’elevata energia cineticaenergia cinetica
    Energia di movimento, ovvero l’energia che un corpo possiede in virtù del fatto che si sta muovendo. La massa d’acqua di una cascata possiede energia cinetica, per esempio. Un corpo di massa M, infatti, muovendosi a velocità V, ha in sé la capacità di compiere un lavoro, ovvero di ‘far muovere’ qualcos’altro mentre cade o si muove. L’energia cinetica è data dall’espressione: Ec=1/2 x M x V2.
    ) a causa dell’attrazione gravitazionale esercitata dal sole e dalla luna sulla massa liquida. Il fenomeno è accentuato dalla presenza di canali che aumentano la velocità dell’acqua fino a raggiungere i 15 m/s in zone caratterizzate da una morfologia particolare.  Essendo questi moti periodici, la predicibilità del fenomeno rappresenta un vantaggio rispetto alle altre rinnovabili, soggette ad andamenti intermittenti e non programmabili. L’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    viene prodotta grazie ad una barriera che viene scavalcata dalle acque quando queste si innalzano oppure tramite l’impiego di opportune turbine simili alle pale eoliche.

    Energia dalle onde

    Deriva dai venti che soffiano sulle superfici degli oceani, laddove raffiche  intense arrivano dopo aver viaggiato per lunghe distanze, ad alte latitudini. La produzione di energia avviene mediante dispositivi flottanti dalle forme più svariate che trasformano il movimento delle onde nel moto relativo di un rotore.

    Gradiente di salinità

    In questo caso si sfrutta l’energia osmotica derivante dalla differenza di salinità tra gli oceani e l’acqua dolce in corrispondenza delle foci dei fiumi.

    Gradiente di temperatura

    La differenza tra la temperatura delle acque superficiali (più calde) e di quelle profonde (più fredde) viene sfruttata per la produzione di energia elettrica mediante un ciclo a vapore (cicli OTEC – Ocean Thermal Energy Conversion), concettualmente simile a quello degli impianti termoelettrici convenzionali.

    Video

    Gli oceani potrebbero rappresentare una fonte energetica importante se si pensa che secondo alcune valutazioni sarebbero in grado di coprire lo 0.1 % della domanda mondiale di energia. Attualmente questa forma di energia copre lo 0.02 % del fabbisogno europeo, con un potenziale stimato tra i 150 e 240 TWh/anno. Alcuni studi della Commissione Europea, prevedono nel 2020 una capacità installata pari a 0.9 GW con prospettive di raddoppiamento nel 2030. In effetti l’Europa è molto attiva nel settore e sostiene numerosi progetti che puntano a ricavare energia pulita dalle maree, applicando in molti casi il know-how derivante dall’industria eolica off-shoreoff-shore
    Aree situate in mare, ad una certa distanza dalle coste, dove è possibile svolgere attività di ricerca o di produzione di idrocarburi o dove è possibile installare un parco eolico, sfruttando la maggiore velocità dei venti.
    .

    In particolare il Regno Unito si conferma il Paese con un vivo interesse verso l’energia “marina” . Lo dimostrano il recente via libera a progetti dimostrativi (anche in collaborazione con la Scozia) finalizzati a dimostrare la fattibilità tecnica di questi impianti. Il business dell’energia dall’oceano sta decollando e garantirà la creazione di migliaia di posti di lavoro grazie ad esempio al centro di studio Solent Ocean Energy che sorgerà sulle isole Wight, all’impianto che nascerà sulle isole Orkney ed al prototipo che la svedese Minesto vuole inaugurare a nord dell’Irlanda.

    La strada verso lo sfruttamento dell’energia dagli oceani è ancora molto lunga e non certo priva di ostacoli, ma il consenso attorno a questa tecnologia è già un ottimo punto di partenza. Speriamo che l’ottimismo inglese sia contagioso.

    Viviana Marchitelli
    Ingegnere Energetico

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