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L’eolico e la sostenibilità – Siamo lontani dal punto di arrivo?

  • Intervistato: Simone Togni

Intervista a Simone Togni
Presidente ANEV


Parlando di sostenibilità energetica intesa come punto di equilibrio tra benessere della persona, patrimonio storico-culturale, equilibrio socio-istituzionale, economia e ambiente, dove collocherebbe il settore dell’eolico? Siamo lontani dall’equilibrio?

I benefici portati dalla fonte eolica sono apprezzati da tutti e comprovati scientificamente. Non è un caso infatti che oltre l’80% della popolazione italiana, secondo uno studio dell’Ispo, gradirebbe che si investisse di più sull’eolico e sulle rinnovabili.

Dal punto di vista ambientale i benefici sono tangibili, soprattutto se si considerano gli effetti sul clima. La sola energia eolicaenergia eolica
Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
oggi, in Italia, produce 15 TWh di energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
, in grado di coprire i fabbisogni domestici di 15 milioni di persone e di apportare benefici ambientali, con il risparmio di circa 19 milioni di barili di petroliopetrolio
Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
corrispondenti a circa 10 milioni di tonnellate di emissioni risparmiate di CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

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Il Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle più importanti Università di ricerca del mondo, ha pubblicato uno studio scientifico in cui si attesta che vivere in prossimità di impianti eolici non arreca nessun tipo di danno alla salute umana. Analizzando gli effetti sulla salute, tra cui anche lo stress, i disturbi del sonno e altre patologie spesso erroneamente associate alla vicinanza di impianti eolici, gli studiosi hanno affermato che non c’è correlazione tra le emissioni acustiche delle turbine e malattie, disturbi o altri indicatori di danno per la salute umana.

>>> Vivere in prossimità di impianti eolici
non comporta alcun rischio per la salute umana

Eolico_Avifauna Foto: ShutterstockInoltre numerosi studi hanno dimostrato quanto l’eolico sia benefico per la fauna e per l’avifauna. La Canadian Wind Energy Association (CanWEA) ha evidenziato che su 10.000 incidenti accorsi ai volatili, meno di uno è imputabile agli impianti eolici. L’ente inglese per la protezione degli uccelli (Society for the Protection of Birds – RSPB) ha detto “I Cambiamenti climatici rappresentano la più grande minaccia a lungo termine per i volatili e per altre specie. Quella eolica è la tecnologia più avanzata tra le rinnovabili, disponibile in larga scala oggi. La RSPB supporta la crescita significativa della produzione di energia eolica onshore e offshore”.

Considerando i benefici che l’eolico comporta all’avifauna contrastando i cambiamenti climatici grazie alle mancate emissioni di gas serra, il WWFWWF
Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
ha pubblicato un Report (A Climate Risk Report. Bird Species and Climate Change. The Global Status Report) che, sulla base di più di 200 lavori scientifici, constata gli ingenti impatti dei cambiamenti climatici sull’avifauna in ogni parte del globo, evidenziando come gli scienziati hanno trovato popolazioni in declino fino al 90% o con insuccesso riproduttivo totale e senza precedenti. A causa dei cambiamenti climatici oggi 985 specie di volatili sono in via di estinzione e la fonte eolica permette di risparmiare milioni di tonnellate di CO2 ogni anno.

Dal punto di vista economico, il settore eolico crea ogni anno flussi finanziari notevoli, crescita, sviluppo e occupazione, stimabile entro il 2020 ad una cifra pari a circa 67.000 unità nel caso di realizzazione di tutto il potenziale eolico.

Da punto di vista geopolitico, lo sviluppo di una fonte come l’eolico contribuisce a rendere l’Italia più indipendente dall’estero e crisi internazionali, come quella Ucraina o come quelle in Medioriente, risulterebbero meno pericolose per la sicurezza energetica nazionale laddove si sviluppasse tutto il potenziale eolico.

Questi benefici si riverberano sulla salute dell’ecosistemaecosistema
È l’insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
e quindi anche dell’uomo, sul benessere delle istituzioni e del sistema Paese. Per tanto si può concludere che l’eolico ha tutte le potenzialità affinché si raggiunga un equilibrio in termini di sostenibilità energetica.

 

Grazie anche al patrocinio di ANEV è disponibile Eureka, uno strumento web per stimare il livello di sostenibilità energetica delle differenti fonti di generazione elettrica e valutare i possibili impatti che la realizzazione di un nuovo impianto provoca su ambiente, società ed economia.

Come giudica lo strumento? Ritiene che esso possa essere funzionale per favorire il consenso nell’ambito dell’approvazione di nuovi progetti eolici?

Eureka_SimulazioneIn qualità di membro del Comitato Tecnico Scientifico del “Progetto Eureka” www.progettoeureka.it non posso che esprimere parere positivo in merito a tale strumento.
Ritengo che far conoscere all’opinione pubblica quelli che sono i veri aspetti riguardanti gli impianti eolici e quindi una comunicazione trasparente e mirata alla divulgazione di dati e informazioni certe e scientificamente provate, sia un aspetto imprescindibile per favorire un’opinione positiva sull’eolico.
Puntare su uno strumento come Eureka aiuterebbe molto gli opinion leader, ma anche la popolazione, a valutare la veridicità o meno di molte notizie che vengono fatte circolare sui media in materia di eolico e rinnovabili.

 

Come emerso dagli ultimi elaborati di ANEV, il 2014 dell’eolico si è concluso con un calo di installazioni del 76% rispetto all’anno precedente.

Quanto è riconducibile a fattori di insostenibilità economica e in particolar modo al sistema incentivante delle aste al ribasso?
Quali sono i principali gap di questo sistema d’incentivazione e quali i potenziali correttivi per ridare slancio al settore?

Il calo dell’installato eolico è dovuto principalmente ad ostacoli di natura normativa e istituzionale.

Al contrario non si può parlare di insostenibilità economica per un settore come l’eolico, che è giunto oggi ad una maturità tecnologica tale da aver raggiunto la grid parity e da aspirare alla market parity.

In tale contesto, va detto anche che l’eolico, spesso incriminato con le altre rinnovabili di gravare troppo sulla bolletta degli italiani per il finanziamento degli incentivi, riuscirebbe oggi a reggersi ugualmente, qualora si sostituisse il meccanismo di incentivazione come attualmente concepito con sistemi più moderni di sgravi fiscali e contributi in conto capitale.

Entrando nel merito del calo delle installazioni, un crollo così sostenuto è dovuto ad interventi normativi penalizzanti per le aziende del settore, in particolare al sistema delle aste al ribasso per l’assegnazione degli incentivi.

Il tracollo dell’installato è infatti iniziato nel 2012, anno in cui è stato introdotto il nuovo sistema d’incentivazione, ripercuotendosi già sull’installato del 2013 pari a solo 450 MW, contro gli oltre 1.200 MW del 2012. Tale situazione si riscontra solo in Italia, mentre nel resto del Mondo il settore eolico registra ogni anno tassi di crescita notevoli ed è riconosciuto come quello più maturo ed efficiente tra le tecnologie rinnovabili.

Le aziende del settore eolico attendevano per la fine del 2014 l’emanazione dei correttivi per le aste da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, tuttavia il Decreto per la definizione dei contingenti 2016 – 2020 non è stato ancora emanato.

In attesa che il Ministero intervenga, possibili correttivi individuati dall’ANEV potrebbero essere, intanto quello di evitare il progressivo innalzamento dei livelli di sconto che renderà presumibilmente irrealizzabile gran parte degli impianti in graduatoria e quindi in particolare ridurre al massimo la “sindrome del vincitore”, cioè il fatto che pur di risultare vincitori alcuni partecipanti si spingano a formulare offerte poi insostenibili economicamente; rendere operativo il meccanismo di scorrimento della graduatoria prima dei 42 mesi attualmente previsti, che oggi ne rende impossibile l’applicazione, mentre basterebbe prevedere meccanismi di controllo dell’avanzamento delle realizzazioni e consentire l’uscita anticipata dalle graduatorie dei progetti irrealizzabili.

 

Quanto la cosiddetta sindrome NIMBY o posizioni ideologiche di parte influenzano la realizzazione di nuovi progetti?

A fronte delle reali potenzialità dell’eolico quante sono/saranno le effettive realizzazioni e quanti i progetti che non hanno trovato/non troveranno applicazione per via di ostruzionismi locali/territoriali?

Il dato che ho già citato, ovvero che l’80% della popolazione italiana è a favore delle rinnovabili e dell’eolico, lascia trasparire il fatto che la sindrome Nimby non colpisce l’eolico, se non in misura marginale.

Troppo spesso infatti si rischia di confondere la voce di pochi detrattori, in grado a volte di avere grande risonanza, con l’opinione vera della maggior parte delle persone che come detto apprezzano i benefici dell’eolico. Il fatto che in alcuni casi le opposizioni puramente ideologiche e per lo più votate alle fonti fossili, riescano ad ostacolare la realizzazione di alcuni progetti è un problema legato alla mancanza di certezza della normativa. La frammentarietà delle regole a livello regionale e la continua proliferazione di norme spesso in sovrapposizione e in contrasto tra loro crea costi ed oneri, che di fatto si concretizzano in una serie di lungaggini amministrative, che complicano ulteriormente l’attività dell’industria eolica e ne aumentano i costi.

Un iter così farraginoso rende possibile per chi lotta contro l’eolico per interesse, interporsi nella costruzione di un parco eolico. La certezza del dirtto è la chiave per ridurre tale problematica.


Simone Togni
Presidente ANEV

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