NewsAmbienteCambiamenti ClimaticiStakeholder energiaUnione Europea

L’European Economic and Social Committee ritiene indispensabile una riduzione delle emissioni di carbonio del 25 % entro il 2020

    L’UE dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di fissare un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    del 25 % entro il 2020 per arrivare al traguardo concordato di una diminuzione globale dell’80­95 % entro il 2050: è questa la proposta formulata dal Comitato economico e sociale europeo in un parere, adottato in sessione plenaria, sulla tabella di marcia della Commissione europea verso un’economia competitiva a basse emissioni di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante. nel 2050.

    Questi traguardi dovrebbero anche prevedere una serie di obiettivi indicativi per una riduzione delle emissioni del 40 % entro il 2030 e del 60 % entro il 2040, ed essere accompagnati dall’applicazione di politiche europee vincolanti che consentano di raggiungere tali risultati. A giudizio del CESE, solo l’adozione di ambiziosi obiettivi intermedi permetterà all’UE di ottenere il taglio concordato dell’80-95 % entro il 2050. “La definizione di obiettivi ben precisi e a lungo termine offre inoltre la necessaria stabilità agli investitori e ai decisori”, ha dichiarato il relatore del parere Josef Zboril (gruppo Datori di lavoro, Repubblica ceca).

    Per arrivare a questi risultati saranno necessari circa 270 miliardi di euro l’anno per i prossimi 40 anni – un programma impossibile da realizzare senza un sostanziale impegno da parte del mondo imprenditoriale: ecco perché il Comitato invita la Commissione a fare di più per incoraggiare le aziende a investire nei settori dell’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    e delle tecnologie a basse emissioni di carbonio. Il CESE raccomanda di attuare una revisione in profondità dell’ETS – il sistema UE di scambioscambio
    Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
    delle quote di emissioni di gas a effetto serra che consente la compravendita sul mercato internazionale dei permessi di scambio di tali quote; gli utili così ricavati dovrebbero servire a finanziare la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

    Nel parere del CESE si sottolinea che tale processo di transizione necessiterà di una “spinta tecnologica”, da realizzare grazie ad una politica industriale proattiva e al coordinamento delle politiche dell’Unione nel campo della ricerca e sviluppo. Occorre passare risolutamente all’azione in settori quali la produzione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    – quasi il 100 % dell’elettricità dovrebbe essere prodotto con tecnologie a basse emissioni di carbonio entro il 2050 – e i trasporti, dove è essenziale accelerare il processo di sviluppo di auto elettriche e ottenere un accresciuto rendimentorendimento
    In termini generali il rendimento è il rapporto tra “quanto ottenuto” in un processo e “quanto speso” per fare avvenire lo stesso processo. In termodinamica rappresenta la capacità di un sistema di convertire l’input di calore in lavoro utile. Il rendimento è un numero puro (cioè non ha unità di misura) ed è sempre compreso tra 0 e 1. A seconda dei termini che vengono messi a confronto è possibile ottenere diverse tipologie di rendimento utili a definire la bontà di un processo o di una macchina (per esempio rendimento elettrico, rendimento termico, ecc..) ma il ragionamento alla base è sempre lo stesso.
    del carburante, oltre a realizzare trasporti pubblici più efficienti. Secondo il CESE, edilizia e agricoltura sono altri due settori in cui si può ancora fare molto per migliorare.

    Tuttavia, non si deve fare eccessivo affidamento sulla tecnologia per mitigare i cambiamenti climatici, mette in guardia il correlatore del parere Richard Adams (gruppo Attività diverse, Regno Unito). “Modificare il nostro stile di vita è sicuramente altrettanto importante – ha aggiunto – poiché consumatori consapevoli possono esercitare pressioni sulle aziende inducendole a produrre beni e servizi a basse emissioni di carbonio”.

    A suo giudizio, poiché la transizione verso una nuova economia avrà profonde ripercussioni sociali, è essenziale che la società civile venga coinvolta in un dialogo permanente perché possa contribuire ad attenuare l’impatto del processo di trasformazione.

     

    Fonte: UE, 07/10/2011

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *