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Liberalizzazione o green economy? Il caso britannico

    La pretesa di indirizzare il mercato verso target puramente politici è, a lungo andare, incompatibile col mercato stesso. Il rischio dell’estremismo verde è di sacrificare un obiettivo che l’Europa non ha ancora raggiunto

    Fino a che punto gli obiettivi europei sul clima sono compatibili con un mercato concorrenziale? La questione è al centro del Focus di Stefano Verde (specialista tradingtrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    mercato elettricomercato elettrico
    Mercato dove si effettua l’acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
    presso Hera Trading), “Mille luci sul Tamigi. Proposte di riforma del settore elettrico in Gran Bretagna tra mercato e incentivi” (PDF)

    Il Focus illustra le diverse proposte di riforma del mercato elettrico britannico, alla luce degli obiettivi politici di riduzione delle emissioni e di “sicurezza”. Scrive Verde: “Lontana dall’essere la panacea a tutti mali del settore, la proposta del Governo UK rappresenta un’utile base da cui partire per dare forma al nuovo settore elettrico e a cui guardare anche per disegnare i nuovi sistemi di incentivazione nostrani. Non da ultimo perché la preparazione e diffusione pubblica di documenti di consultazione, analisi di impatto come quelli d’oltremanica, finalizzati allo stimolo del dibattito tecnico e costruttivo sarebbe un’abitudine che chiunque sia impegnato nel settore gradirebbe venisse adottata anche al di qua delle Alpi, dove invece troppo spesso regnano poca trasparenza, molta incertezza con un aumento del rischio associato agli investimenti e, conseguentemente, dell’impatto economico sulle casse dello Stato delle forme di sostegno a fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    o low carbon
    “.

    Aggiunge Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell’IBL: “il confronto britannico vede diverse proposte, più o meno coerenti col market design che era stato impostato ai tempi della liberalizzazione. Sebbene alcune di queste proposte siano molto pragmatiche, è difficile non rilevare come la pretesa di indirizzare il mercato verso target puramente politici sia, a lungo andare, incompatibile col mercato stesso. Il rischio dell’estremismo verde, allora, è di sacrificare un obiettivo che l’Europa non ha ancora raggiunto, come la piena integrazione e liberalizzazione dei mercati, nel nome di uno che potrebbe essere troppo costoso da raggiungere e non necessariamente desiderabile, come la rapida decarbonizzazione dell’economia“.

    Il Focus di Stefano Verde, “Mille luci sul Tamigi. Proposte di riforma del settore elettrico in Gran Bretagna tra mercato e incentivi”, è liberamente scaricabile qui: (PDF).

    Comunicato stampa IBL-Istituto Bruno Leoni, 03/03/2011

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