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Liberalizzazioni, in Italia il primo posto è del comparto elettrico

    Secondo il rapporto IBL nel nostro Paese il mercato è libero solo per il 49%, mentre nel campo dell’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    siamo al 72%

     

    Le liberalizzazioni in Italia proseguono a passo ridotto, ma il settore elettrico si contraddistingue comunque per quello maggiormente aperto al mercato. Secondo quanto riportato dal rapporto annuale dell’Istituto Bruno LeoniIndice delle liberalizzazioni 2011” in Italia si è ancora fermi al 49 per cento, ma il settore più liberalizzato è appunto il mercato elettricomercato elettrico
    Mercato dove si effettua l’acquisto e la vendita di energia elettrica attarverso un sistema di contratti bilaterali o attraverso la borsa elettrica. Il prezzo viene determinato dall’incontro tra la domanda e l’offerta di energia elettrica da parte dei vari operatori che vi partecipano.
    (72 per cento, con la crescita di un punto rispetto al 2010).

    Subito dopo si trovano i servizi finanziari (69 per cento, in crescita di 5 punti principalmente per la contrazione delle attività finanziarie nel benchmark elvetico) e la televisione (62 per cento, in calo di tre punti a causa del maggior dinamismo osservato nel benchmark spagnolo). I peggiori? I servizi idrici (19 per cento, due punti in più del 2010), autostrade (28 per cento, in calo rispetto all’anno scorso) e i trasporti ferroviari (36 per cento, in arretramento di 5 punti rispetto all’anno scorso a causa delle nuove restrizioni ai contratti nel trasporto regionale).

    Restando al comparto elettrico, il merito del costante miglioramento negli ultimi quattro anni è dovuto principalmente al contesto normativo fortemente orientato alla concorrenza e all’esistenza di un’autorità di regolazione indipendente che, stimolando la trasparenza, consente di ottenere dati aggiornati e attendibili. Questo risultato è stato raggiunto nonostante gli effetti della crisi economica abbiano influito anche su tale settore, che ha subito una contrazione dei consumi del 5,7% determinando un eccesso di offerta. La riduzione della domanda è stata comunque minore nel mercato liberomercato libero
    Mercato in cui sia le imprese che producono sia le imprese che vendono energia elettrica operano in regime di concorrenza, stimolando una competizione che può portare benefici ai consumatori in termini di prezzi e qualità del servizio.
    , piuttosto che in quello vincolato, grazie al completamento della liberalizzazione del settore della vendita nel 2007. Il fabbisogno è stato coperto con fonti nazionali per l’86%, con un aumento delle importazioni nette dall’estero pari al 12,3% rispetto al 2010 e una riduzione del contributo dell’incumbent nazionale alla produzione lorda dell’1,4%. Si osserva, inoltre, un aumento dell’utilizzo delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , in particolare della produzione fotovoltaica.

    E per quanto riguarda il resto d’Europa, il mercato elettrico in Italia è in linea con quello di Austria, Francia, Germania, Spagna e UK, il paese benchmark: anche in Italia, infatti, è stata attuata una separazione proprietaria per la rete di trasporto e una divisione legale per quella di distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    .

    Sulle privatizzazioni, l’IBL ha inoltre pubblicato il Policy Paper disponibile qui in Pdf – “Uscire dalla crisi. Un’agenda di privatizzazioni

     

    Fonte: Terna WebMagazine, 29/09/2011

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