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L’intervento sui certificati verdi, contenuto nella manovra

    La Giunta di Assoelettrica, riunitasi oggi a Roma, ha espresso profonda preoccupazione per le conseguenze dell’articolo 45 del Decreto Legge n.78/2010 all’esame del Parlamento, che tra l’altro prevede la soppressione dell’obbligo di riacquisto da parte del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) dei Certificati VerdiCertificati Verdi
    I certificati verdi, introdotti con il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione del settore elettrico, costituiscono una forma di incentivazione dell’energia prodotta con fonti rinnovabili. Essi vengono assegnati agli impianti rinnovabili entrati in funzione dopo il 1° aprile 1999 che producono energia elettrica, ad esclusione della fonte solare. Dal 2002, produttori e importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili hanno l’obbligo di immettere ogni anno in rete una certa quota di energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili. L’obbligo può essere soddisfatto anche attraverso l’acquisto di CV da altri soggetti. La quota imposta (cioè la percentuale di energia da rinnovabili rispetto a quella prodotta con fonti tradizionali) è decretata per legge.
    risultati invenduti per eccesso di offerta. Nell’attuale congiuntura la soppressione dell’obbligo di riacquisto comporterebbe, infatti, un sicuro collasso del mercato dei Certificati Verdi poiché la domanda continua a permanere largamente inferiore all’offerta.

    La conseguenza sarebbe di mettere completamente fuori mercato buona parte delle iniziative realizzate dagli operatori elettrici negli ultimi anni, rendendo sempre più difficile il conseguimento degli obiettivi che l’Unione Europea ha fissato per l’Italia in tema di fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    . Il danno per le imprese, che hanno investito quasi 10 miliardi di euro nello sviluppo di impianti eolici, idroelettrici ed alimentati a biomasse, sarebbe incalcolabile sia per il probabile default finanziario di numerose iniziative già realizzate, sia per l’inevitabile blocco dei nuovi investimenti in progetto, con tutte le conseguenti ricadute negative sul piano ambientale, occupazionale e industriale. Questo, senza considerare che il blocco degli investimenti nel settore delle fonti rinnovabili produrrebbe una sicura contrazione del gettito dell’IVA e dell’IRES, sicuramente superiore a quanto i consumatori elettrici potrebbero risparmiare sulla loro bolletta elettrica per il sostegno alle fonti rinnovabili (i risparmi sono stimabili nell’ordine di una frazione di centesimo di euro per chilowattora).

    Assoelettrica chiede, pertanto, che l’articolo 45 del Decreto Legge n.78/2010 venga stralciato e che contemporaneamente venga avviato un tavolo di confronto capace, nell’arco di poche settimane, di definire una modifica del sistema di incentivazione delle fonti rinnovabili, peraltro già prevista dalla Legge Comunitaria 2009, in grado di offrire quella certezza e stabilità del quadro normativo indispensabile alle imprese per sviluppare gli investimenti nonché di coniugare il perseguimento degli obiettivi vincolanti fissati in sede europea con una riduzione nel tempo dei livelli di incentivazione e dei relativi costi in funzione dell’evoluzione tecnologica conseguita.

    Assoelettrica, dichiarandosi immediatamente disponibile a ogni approfondimento, si appella al Parlamento e al Governo, affinché una così delicata questione venga attentamente esaminata e trattata, in ogni caso nel contesto di un provvedimento organicoorganico
    Aggettivo applicato a qualunque sostanza abbia origine animale o vegetale.
    e coerente, evitando interventi estemporanei e dannosi.

    Comunicato stampa Assoelettrica del 09/06/2010

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