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Lo chiamavano il Paese del sole | Il fotovoltaico italiano tra spontaneo insediamento e pianificazione

    Recensione di Romano Giglioli*

    Lo chiamavano il Paese del SoleLo chiamavano il Paese del sole. Già dal titolo emerge l’acuta capacità di analisi degli autori, ma anche un tono un pò amaramente ironico. Gli obiettivi tecnico-sociologici perseguiti dagli autori con le loro analisi sono, peraltro, ben sintetizzati dal sottotitolo “Il fotovoltaico italiano tra spontaneo insediamento e pianificazione”.

    Dopo un’introduzione sulle principali tecnologie per la conversione della forma dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    dalle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    e della loro diffusione, elemento centrale e, a mio parere, più originale del volume è il secondo capitolo “L’insediamento fotovoltaico nel tessuto geografico italiano”.

    Qui sono rielaborati i dati statistici disponibili nella banca dati del GSE (Gestore dei Servizi Elettrici) in maniera originale ed utile. A partire da un’attenta analisi della distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    territoriale degli impianti, divisi in classi in relazione alla potenza nominalepotenza nominale
    Potenza massima a cui una macchina può funzionare in determinate condizioni, generalmente specificate dal costruttore.
    , gli autori sviluppano ed analizzano le correlazioni con la densità abitativa e i vincoli territoriali (ambientali, paesaggistici, amministrativi), da cui emergono sintesi importanti quali, ad esempio, la relazione inversa tra la diffusione degli impianti e la densità abitativa che implica una scarsa penetrazione nei centri urbani. Aspetto, quest’ultimo, di stimolo a ricercare e valorizzare l’integrazione architettonica degli impianti fotovoltaici.

    Come integrare la produzione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    da fotovoltaico è ancora un tema “caldo” a livello mondiale e presenta criticità ancora non risolte anche nel sistema nazionale. Il tema è trattato nel terzo capitolo dove sono evidenziate le criticità legate alla variabilità e aleatorietà della fonte e ai “colli di bottiglia” della rete, nonché ai sistemi di controllo adottati. Anche se è da notare che, in qualche caso, sarebbe stato opportuno un maggior approfondimento degli argomenti trattati, è comunque, da evidenziare la proposta di affrontare il tema dell’integrazione del fotovoltaico nei sistemi elettrici con più sofisticati strumenti matematici di teoria delle reti (rivelando inequivocabilmente l’origine di ricercatori universitari degli autori).

    Nel capitolo conclusivo sulla pianificazione, emerge l’esperienza e la competenza di pianificatore di uno degli autori, Riccardo Basosi, insieme alla sua giovanile e mai abbandonata passione di ambientalista.

    Un libro agevole da leggere ma con attenzione. Utile per una riflessione e un’apertura del dibattito politico su come le amministrazioni debbano affrontare la regolamentazione del settore per diminuire le barriere ad un’ulteriore diffusione del fotovoltaico. Utile al dibattito economico sui nuovi modelli di business e in particolare, con l’aiuto dello sviluppo tecnologico, al raggiungimento della “market parity” dell’energia prodotta dal fotovoltaico.

    *Romano Giglioli, Professore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia, DESTEC – Dipartimento di Ingegneria dell’Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni

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