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Made in Italy Green

    Food&Sharing Economy
    Voltarsi indietro per andare avanti (quando il pane era polenta). Il ritorno all’agricoltura cos’è se non il «buon» passato che ritorna? «Chi possiede la terra, possiede il Paese» è il principio ispiratore dell’ambientalista Wendell Berry, alfiere del cibo buono, pulito e giusto. Poi è arrivato Expo 2015, a Milano, l’energia per la vita, nutrire il pianeta, il food. L’alimentare, nelle sue diverse declinazioni, la sharing economy e quello che ci gira intorno. Un tutto insieme, indivisibile. È un moto, una evoluzione, una trasformazione, tenute dentro la grande pancia dell’economia verde. Il nuovo corso verde va dove c’è stile di vita. È green quello che mangi, la casa in cui vivi, come ti muovi, come ti vesti, la scuola, il comune, il quartiere, l’illuminazione delle strade, la pattumiera, le relazioni sociali. Non può esistere una smart city con una cittadinanza stupida (e nemmeno una città intelligente un po’ scema). Ed è inutile la tecnologia intelligente senza una comunità che la sa e la vuole usare. L’utopia del futuro sarà quella di vivere in modo elegante all’interno dei limiti. È un flusso inarrestabile, un «Green Attack», perché entra in un periodo storico maturo per questi cambiamenti straordinari, attesi da una vita. Sostenibile significa capace di futuro. Smart cities, car sharing, eco-quartieri, orti, urbanistica sociale, agro e bio-energia, crisi delle rinnovabili, e la loro evoluzione, la fibra ottica, mangiare sano, spreco alimentare, valore della terra, neocontadini che hanno scommesso sull’agricoltura senza chimica, alto/basso, nuovo/ vecchio sono trattati nel libro con accurati studi, relazioni, case history, esperimenti, spesso inediti, così da offrire al lettore un panorama il più fedele possibile all’Italia di domani. Gli autori sono rappresentanti delle aziende, delle istituzioni, professionisti, cioè i testimoni più attrezzati e capaci di raccontare il cambiamento. Sono input, spunti, perché vogliamo contaminare, far sì che si innesti l’effetto virale. Mettere ordine a tanti progetti e dare un indirizzo strategico comune. Un volume che funzionerà da sviluppatore di idee. Una mappa per orientarsi, lavorare, tracciare un pezzo di futuro. La sola volontà, e lo spirito, è di cambiare direzione, far emergere un’anima, per affermare che la situazione non è grave“.
    M. Guandalini, V. Uckmar – Mondadori Ed

    Anno: 2015

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