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Mercato elettrico e gas: L’andamento dei prezzi di energia elettrica e gas a Febbraio

Un approfondimento sulle performance dei prezzi di energia elettrica e gas a Febbraio da parte di Fernews

    Energia

    Il mercato energetico in Febbraio ha mostrato una sensibile contrazione dovuta ad un inverno mite con temperature stagionali sopra la media e con l’incertezza della Brexit. Il trend è discendente, anche se qualche segnale di rimbalzo si è notato a fine Febbraio. Una delle principali ragioni sembra legata alla possibilità di proroga della Brexit oltre il 29 Marzo.

    La volatilità media delle contrattazioni è diminuita tuttavia la liquidità rimane sempre scarsa, mancano all’appello i grandi operatori.

    Le nevicate che ci sono state all’inizio di Febbraio hanno creato un sufficiente manto nevoso necessario ad alimentare le centrali idro dell’arco alpino. Qualche timore che non si verifichino più precipitazioni nevose sta facendo pensare ad un minor apporto di energia idro nel periodo estivo e quindi possibili rimbalzi dai valori attuali.

    Correlazioni

    La correlazione tra CO2 e quotazioni energia in Italia è arrivata quasi a 1, segno della linearità . Il mercato della CO2 è un mercato volontario soggetto a speculazione come tutti quei mercati dove non c’è molta liquidità e invece c’è molta volatilità.

    C’è comunque una sensibile incertezza su quale trend potrà prendere la CO2 perché le centrali elettriche inglesi,se non verrà posticipata la data della brexit, rilasceranno significative quote di certificati acquistati in passato.

    Un tema che comunque potrebbe far riflettere è che da recenti analisi di studi affermati pare che nel 2018 la produzione di CO2 sia diminuita del 3%. Se associamo questo effetto ad un possibile rallentamento dell’economia potrebbe essere che i valori cosi elevati oltre i 24 €/Mt potrebbero non ripetersi.

    Gas

    Le temperature stagionali sopra i 2-3 °C stanno facendo consumare meno gas del previsto. Prezzi in sensibile discesa, tuttavia da rilevare che lo spread TTF-PSV rimane saldo oltre i 2 €/MWh.

    Iniziano già le prime strategie di approvvigionamento di alcuni grandi clienti industriali per il prossimo inverno.

    Il trend rimane discendente e non sembra risentire dell’influenza invece del Brent in rimbalzo dopo gli ulteriori tagli alla produzione dell’Arabia Saudita. Il tema del petrolio Venezuelano nel caso in cui gli USA possano avere un ruolo attivo nella crisi, potrebbe favorire gli USA che oltre allo shale oil potrebbero disporre di petrolio a basso prezzo e vicino a casa rendendoli a quel punto completamente indipendenti.

     

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