NewsAmbienteCambiamenti ClimaticiCattura E Sequestro Co2Fossili

MITIGAZIONE CAMBIAMENTI CLIMATICI: BIOCHAR PREZIOSA SOLUZIONE PER IL SEQUESTRO DI CARBONIO NEL SUOLO

    In occasione del I° Simposio Mediterraneo sul Biochar, svoltosi il 17-18 gennaio 2013, a Villa Raimondi di Vertemate con Minoprio (CO) si sono avvicendati sul palco i maggiori esperti al mondo in tema di carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    vegetale
    .

    L’ampia gamma di relazioni presentate ha consentito di comprendere lo stato dell’arte del biochar, in particolare in termini di impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    , sistemi di produzione, caratterizzazione, certificazione, normativa e analisi del mercato potenziale.

    “Il biochar è un sistema che si presta per una gestione intelligente della biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    a beneficio della collettività”, ha sottolineato Johannes Lehmann del College of Agriculture and Life Sciences della Cornell University (Ithaca, Stati Uniti).

    “E’ una soluzione interessante da diversi punti di vista: gestione di scarti agricolturali, produzione di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    in modo sostenibile mediante pirolisipirolisi
    Processo di conversione termica di combustibili solidi in assenza (o ridotto tenore) di aria che avviene tra i 400-800 °C. I prodotti derivanti dalla pirolisi possono essere in fasi differenti ( cioè possono essere solidi, liquidi o gassosi) a seconda della temperatura raggiunta e dei tempi di residenza nel reattore.
    , efficacia in termini di incremento di produttività della biomassa, minor ricorso a fertilizzanti minerali, funzione di sequestro di carboniocarbonio
    Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante., miglioramento della capacità di ritenzione idrica del terreno, disponibilità dei nutrienti, recupero di suoli degradati”.

    Massimo Valagussa, referente del MAC – Minoprio Analisi e Certificazioni – ed esponente dei Comitati scientifico e organizzatore dell’evento, ha concluso con orgoglio l’intensa due giorni esortando alla concretezza: “E’ stato dato con chiarezza il messaggio che è corretto approfondire scientificamente ogni minimo dettaglio, ma è ormai anche maturo il tempo di cominciare ad impiegare il biochar in agricoltura e nell’ortoflorovivasimo al fine di beneficiare delle sue enormi potenzialità”.

    Ed in effetti i suoi punti di forza si confermano essere davvero promettenti, su scala sia locale che globale. “L’importante è che come biomassa di partenza si impieghino scarti vegetali provenienti dall’agricoltura e dai processi di trasformazioni dei prodotti agricoli, evitando lo sviluppo di colture dedicate.

    Le variabili che incidono sull’efficacia dell’impiego del biochar sono molte: dalla biomassa di origine, al suolo a cui viene applicato, dal tipo di coltura interessata al clima considerato, e molte altre ancora, tanto che i risultati osservati non sempre sono univoci.

    Ma per alcuni aspetti la ricerca è ormai matura, e consente di trarre conclusioni particolarmente interessanti, soprattutto da un punto di vista ambientale. “In generale”, dichiara Franco Miglietta, ricercatore dell’IBIMET-CNR e coordinatore del progetto europeo Eurochar “si può affermare che circa l’80% del carbonio contenuto nel biochar al momento dell’applicazione viene trattenuto nel suolo anche oltre cento anni. Una conclusione che consente di candidare il biochar a preziosa soluzione per il sequestro di carbonio nel suolo e dunque per la mitigazione dei cambiamenti climatici. Fatta esclusione per alcune tipologie di biomassa, per le quali in funzione della tecnologia utilizzata (carbogenesi, pirolisi o gassificazionegassificazione
    La gassificazione è un processo utilizzato a livello industriale da molto tempo (i primi sistemi risalgono addirittura alla prima metà dell’ ‘800), tutt’oggi oggetto di continui miglioramenti. Essa consiste nella trasformazione di un combustibile solido o liquido in un gas combustibile (syngas), ricco di elementi incombusti (CO e H2), a seguito di complesse reazioni chimiche di ‘ossidazione parziale’. Questo significa che si ‘blocca’ il processo a metà tra la fase di pirolisi (rottura dei legami chimici ad alta temperatura in assenza di ossigeno) e quella di combustione.
    ), il bilancio costi/riduzione delle emissioni non risulta positivo”.

    Il biochar non solo contrasta l’impoverimento di carbonio del suolo, ma secondo alcuni studi (Rondon et al), grazie al suo impiego sono state completamente eliminate le emissioni di CH4 (potenziale climalterante 25 volte superiore a quello della CO2) mentre quelle di N2O (GWP 298 CO2eq) sono state dimezzate.

    […]

    Fonte: Energoclub

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button