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Mobilità: Firmato protocollo FCA, Ministero Sviluppo e 4 Regioni per l’auto del futuro

    Il Ministero dello Sviluppo Economico, le Regioni Piemonte, Campania e Abruzzo e la Provincia Autonoma di Trento hanno siglato il 26 maggio a Roma, presso la sede del Ministero, un protocollo d’intesa con FCA e il Centro Ricerche Fiat a fronte di un piano di attività di ricerca e sviluppo incentrato sul Veicolo per la mobilità del futuro e la Fabbrica Intelligente, che include anche gli aspetti legati al fine vita nell’ottica di “circular economy”.

    Sono quattro le linee di progetto indipendenti che verranno sviluppate nei siti piemontesi di Orbassano e Torino, di Pomigliano d’Arco (Napoli) e di Trento: la prima è finalizzata allo sviluppo di tecnologie mirate al miglioramento dell’efficienza dei motori, la seconda è relativa alle nuove tecnologie per lo sviluppo delle architetture ibride, la terza è rivolta alle tecnologie di comunicazione per il veicolo connesso geolocalizzato e la quarta fa riferimento ad un processo di sviluppo prodotto e tecnologico totalmente digitalizzato. Questi progetti confermano la scelta strategica di voler rafforzare la presenza FCA in Italia e di investire nei Centri di Eccellenza nella R&S, con ricadute positive per le Regioni ed il Sistema Paese, sia rispetto ai centri tecnici coinvolti direttamente nelle attività di Ricerca e Sviluppo, sia su tutti gli stabilimenti italiani, che dovranno industrializzare e produrre i nuovi modelli ed i sistemi di propulsione loro associati in base alle normative 2020.

    Il protocollo d’intesa prevede un investimento complessivo in R&S pari a oltre 150 milioni di euro ed è teso a sostenere la competitività del settore automotive italiano che nel 2016 ha visto proseguire il trend positivo avviato nel 2015 per quanto riguarda la produzione di autoveicoli in Italia, cresciuta del 9%, per un totale di 1.103.000 unità. I volumi delle autovetture destinati all’estero rappresentano il 56% della produzione domestica.

    L’export, con oltre 716.000 autoveicoli, ha registrato una crescita del 5% nel 2016, agendo da traino sulla produzione italiana, insieme alla domanda interna: nel 2016, sono stati immatricolati nel nostro Paese 2,05 milioni di autoveicoli (+18,9% sul 2015). Per le autovetture, il mercato ha superato 1,82 milioni di unità vendute (+16%) mentre i veicoli commerciali hanno registrato un incremento del 51%.

    In questo contesto si inseriscono le attività del Gruppo FCA che ha 162 stabilimenti in tutto il mondo, un fatturato di 111 miliardi di euro e impiega circa 231 mila dipendenti di cui oltre 65 mila in Italia. Circa 20 mila addetti sono impegnati in attività di ricerca e sviluppo, con un investimento, nel 2016, di 4,2 miliardi euro. I Centri di ricerca in tutto il mondo sono 87.

    L’iniziativa annunciata è coerente con le linee di politica industriale del Piano Nazionale Industria 4.0 varato dal Governo italiano, grazie al quale si intende accompagnare e supportare gli investimenti a maggior contenuto tecnologico ed innovativo del sistema produttivo del Paese per cogliere le opportunità della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, ovvero la trasformazione digitale del manifatturiero, intesa come l’insieme dei cambiamenti associati all’utilizzo delle tecnologie digitali in tutti i comparti industriali.

    Il progetto piemontese compreso nel programma di investimento complessivo del Gruppo FCA, su cui oggi a Roma presso il Ministero dello Sviluppo Economico è stata siglata un’intesa, prevede un impegno di spesa di circa 95 milioni di euro. A fronte di tale investimento, il sostegno regionale con il Fesr 2014-2020 (attraverso la misura IR2 – industrializzazione dei risultati della ricerca), è di circa 9 milioni ed è associato a un contributo ministeriale (tramite il Fondo di Crescita Sostenibile) di circa 19 milioni di euro. Il piano di attività di ricerca e sviluppo è incentrato sul veicolo per la mobilità del futuro e la Fabbrica Intelligente, includendo anche gli aspetti legati alla circular economy.

    Secondo il Presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, questa intesa finalmente dà un segnale molto concreto in termini di investimenti in un campo che in generale si sta delineando come strategico per il futuro dell’auto, quello dei motori ibridi ed elettrici. Il fatto che questo avvenga a Torino conferma la vocazione del nostro distretto dell’auto, e la sua competitività a livello globale.

    Penso che possa essere molto positivo – ha poi aggiunto Ciamparino in un’intervista alla Repubblica pubblicata il 27 maggio – constatare che Fca ha deciso di continuare a scommettere sul futuro non solo produttivo ma anche nella ricerca in quest ‘area. Significa che l’azienda intende proseguire a sperimentare in questo territorio, condizione essenziale perché l’intera filiera dell’automotive torinese sia in grado di lavorare per l’auto del futuro. Tutti gli esperti prevedono che nei prossimi anni il settore del’automobile sarà attraversato da una profonda rivoluzione. Questo signiifca che in poco tempo nulla sarà più come prima ed è decisivo che l’industria torinese e piemontese si faccia trovare pronta“.

    Secondo l’assessore alle Attività Produttive, Giuseppina De Santis,  le iniziative di ricerca da realizzare nella nostra regione consentiranno significativi avanzamenti tecnologici ed industriali in grado di rafforzare la presenza FCA sul territorio, con ricadute positive sugli stabilimenti produttivi di Mirafiori e Grugliasco, oltre che sui centri tecnici coinvolti dalle attività di r&s. Sul fronte del rafforzamento del sistema della ricerca industriale è prevista inoltre l’attivazione di percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca con relative assunzioni di giovani ricercatori, ulteriore esempio di utilizzo congiunto dei fondi Fesr ed Fse che sta caratterizzando la nuova programmazione.

    La parte della ricerca e dei processi innovativi legati al progetto verranno svolti in Abruzzo grazie ad un finanziamento dei fondi europei su Ricerca e Innovazione. “L’Abruzzo è chiamato a recitare un ruolo di coordinamento di tutte le attività di ricerca legate al progetto – spiega il vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli -. È bene chiarire che noi eravamo fuori da questo progetto; in due anni abbiamo portato a termine un lavoro intenso, grazie anche al polo Automotive, che ci ha permesso di rientrare nell’investimento nazionale di FCA. È un successo importante non solo per gli effetti occupazionali ma anche per le prospettive che si aprono e che collocano l’Abruzzo all’interno del perimetro della ricerca FCA con innegabili ricadute positive sull’intero sistema regionale“. Il protocollo d’intesa prevede un investimento complessivo in R&S pari a oltre 150 milioni di euro ed è teso a sostenere la competitività del settore automotive italiano che nel 2016 ha visto proseguire il trend positivo avviato nel 2015 per quanto riguarda la produzione di autoveicoli in Italia, cresciuta del 9%, per un totale di 1.103.000 unità. I volumi delle autovetture destinati all’estero rappresentano il 56% della produzione domestica. L’export, con oltre 716.000 autoveicoli, ha registrato una crescita del 5% nel 2016, agendo da traino sulla produzione italiana, insieme alla domanda interna: nel 2016, sono stati immatricolati nel nostro Paese 2,05 milioni di autoveicoli (+18,9% sul 2015). Per le autovetture, il mercato ha superato 1,82 milioni di unità vendute (+16%) mentre i veicoli commerciali hanno registrato un incremento del 51%. In questo contesto si inseriscono le attività del Gruppo FCA che ha 162 stabilimenti in tutto il mondo, un fatturato di 111 miliardi di euro e impiega circa 231 mila dipendenti di cui oltre 65 mila in Italia. Circa 20 mila addetti sono impegnati in attività di ricerca e sviluppo, con un investimento, nel 2016, di 4,2 miliardi euro. I Centri di ricerca in tutto il mondo sono 87. L’iniziativa annunciata oggi è coerente con le linee di politica industriale del Piano Nazionale Industria 4.0 varato dal Governo italiano, grazie al quale s’intende accompagnare e supportare gli investimenti a maggior contenuto tecnologico ed innovativo del sistema produttivo del Paese per cogliere le opportunità della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, ovvero la trasformazione digitale del manifatturiero, intesa come l’insieme dei cambiamenti associati all’utilizzo delle tecnologie digitali in tutti i comparti industriali.

    Il protocollo prevede un investimento complessivo in R&S pari a oltre 150 milioni di euro, di cui poco meno di un terzo andrà in Campania, ed è coerente con le linee di politica industriale del Piano Nazionale Industria 4.0 varato dal Governo italiano  che la Regione Campania, inserita nella Cabina di regia nazionale di Industria 4.0 con la partecipazione dell’Assessore alle attività produttive Amedeo Lepore, ha anticipato, promulgando la Legge Regionale “[email protected] Campania: Industria 4.0”, voluta per promuovere l’attrattività del territorio campano e favorire l’insediamento delle imprese della manifattura innovativa, attraverso gli investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo produttivo, con particolare riferimento alle tecnologie abilitanti per la crescita della Fabbrica Intelligente come modello industriale della Campania, e con la “Strategia regionale di ricerca e innovazione per la specializzazione intelligente” (RIS3), fondata sull’integrazione del sistema dell’innovazione con quello produttivo-economico e socio-istituzionale. “L’investimento previsto per la Campania è di grande importanza – ha dichiarato l’assessore alle attività produttive Amedeo Lepore – Si rilancia il centro di ricerca ‘Elasis’ di Pomigliano per un’attività legata all’auto del futuro, ibrida e in prospettiva a guida autonoma. Questo intervento apre le porte ad altri investimenti industriali e alla nuova missione produttiva dello stabilimento di Pomigliano. La Giunta De Luca, anche attraverso l’accordo quadro sui contratti di sviluppo, ha creato le condizioni per una sempre più intensa attrazione di investimenti e per la realizzazione di grandi progetti industriali“.

    In Trentino, nel Polo della Meccatronica di Rovereto, verrà sviluppata la parte informatica, riguardante i sistemi di comunicazione e georeferenziazione , ovvero l’auto “connessa”. La parte trentina dell’ambizioso programma, ribattezzata “VeGa”, prevede una spesa di 5,3 milioni di euro, di cui al massimo il 20% di parte provinciale. Il progetto prevede un importante coinvolgimento dei centri di ricerca e delle imprese trentine.  “Siamo una delle quattro regioni italiane leader nel settore che partecipano a questo programma – sottolinea con soddisfazione il vicepresidente Alessandro Olivi – La presenza del Trentino è dovuta innanzitutto al fatto che nel nostro territorio esiste da tempo un Centro ricerche Fiat e quindi una ‘tradizione’ di innovazione nel campo dell’automotive, in rete con gli altri centri di competenza nazionali. Non solo: il Trentino ha chiesto e ottenuto che le attività di ricerca e prototipazione di questa parte del programma venissero realizzate nel Polo della Meccatronica di Rovereto, che sta diventando sempre di più un punto di riferimento a livello nazionale per l’innovazione tecnologica. Il progetto ‘VeGa’, fortemente voluto da FCA Italy e Centro Ricerche CRF, lo rafforza ulteriormente. Infine, il Trentino consolida il suo ruolo di territorio pilota nel campo della mobilità sostenibile, sicura, intelligente. A partire dal 2018 avremo a Rovereto un nucleonucleo
    È il “cuore” dell’atomoatomo
    È il costituente fondamentale della materia, che ne conserva le caratteristiche chimiche e fisiche. Più atomi si legano tra loro per formare aggregati più complessi, ovvero le molecole. L’atomo è costituito da un nucleo, contenente cariche positive e cariche neutre, dove si concentra quasi tutta la sua massa. Tale nucleo, che costituisce il “cuore” dell’atomo è circondato da una nube di elettroni (cariche negative) distribuiti a strati. Le forze che legano gli atomi sono di natura elettrica.
    , la parte dove si concentra la quasi totalità della massa. Il nucleo è costituito da protoni (particelle dotate di carica positiva) e neutroni (particelle non caricate elettricamente).
    di persone che si occuperanno della sperimentazione di veicoli digitali sui strade digitali, che potranno avvalersi di collaborazioni con imprese e start-up locali
    “.

    Fonte: Regioni.it

     

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