ArticoliAutore: Lorenzo AntimianiMobilità Sostenibile

Mobilità sostenibile: Il settore e-mobility, trend e modelli di business

L'industria automotive si sta sempre più concentrando sullo sviluppo di veicoli elettrici e sta anche investendo in tecnologie di ricarica.

    Lorenzo Antimiani (Service design – Repower Italia) ci fornisce un’analisi sullo scenario attuale e futuro del mercato dell’e-mobility, la cui crescita raggiunge percentuali sempre maggiori. Nel mercato internazionale le grandi case automobilistiche stanno investendo nello sviluppo di nuovi modelli di veicoli elettrici; si assiste anche ad una penetrazione delle case automotive nel comparto dell’infrastruttura di ricarica, come dimostra il progetto Ionity 2019. Per quanto riguarda il mercato italiano, come riportato nel White Paper sulla mobilità sostenibile ed i veicoli elettrici (Repower), si assiste ad una crescita seppur a livelli inferiori rispetto ai principali mercati continentali. 

     

    La spinta verso l’elettrico è inesorabile. Dati in mano, nel prossimo ventennio la vendita di vetture elettriche toccherà il 55%, rappresentando il 33% del totale parco auto globale.

    Ad avviare questo cambiamento necessario e paradigmatico, sono prima di tutto le maggiori case automobilistiche, le quali stanno effettuando ingenti investimenti per lo sviluppo di modelli elettrici. In ordine sparso, Renault Nissan ha come obiettivo di raggiungere la quota vendita del 20% di vetture elettriche (modelli ibridi inclusi) già nel 2022. Sul versante tedesco, BMW ha in programma la produzione di 25 nuovi modelli di tipo elettrico e circa il 25% di vendita totale di auto elettriche nel 2025. Altrettanto sfidante è invece l’obiettivo di vendita di un milione di veicoli full-electric da parte di Tesla nel corso del 2020.

    Lo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici è legato a quello degli strumenti di ricarica e viceversa. Lato infrastruttura, le statistiche ci dicono che la ripartizione tra strumenti a disponibilità pubblica e privata è eterogenea: a livello globale, l’80% degli strumenti di ricarica si trova in contesti privati quali abitazioni e uffici.

    Di conseguenza in Europa, il settore pubblico e privato si stanno attrezzando per dotare le arterie autostradali di strumenti di ricarica accessibili al pubblico in senso lato. Veri e propri consorzi si stanno formando in chiave sinergica con questo obiettivo, tra cui Ionity 2019, costituita da BMW, Mercedes, Ford e VW. Il piano di questa “strategic alliance”, è di fissare 2.400 punti di ricarica sulle autostrade europee nel corso dell’anno 2019. Allo stato attuale dei fatti però, occorre dire che quasi tutti i paesi europei, Norvegia a parte, si trovano in una fase iniziale di adozione della mobilità elettrica.

    In Italia, il trend elettrico è in crescita al pari degli altri paesi europei, ma siamo ancora lontani in numeri assoluti da Paesi come Germania, Francia e UK. In concreto, come riporta il White Paper sulla mobilità sostenibile e i veicoli elettrici, a cura di Repower, , il gap italiano in termini di punti di ricarica pubblici rispetto ai primi tre mercati europei – Germania, Francia, UK – si aggira tra il 10 e il 20%. Ad ogni modo, nel 2018 in Italia sono state vendute 5.010 auto elettriche, facendo registrare una crescita del +148 % rispetto al 2017. Per le strade italiane sono invece presenti 3.562 punti di ricarica.

    Ci troviamo quindi in un momento dove non esiste una tecnologia o un modello che riesca a cannibalizzare il mercato e ad imporsi come standard, ma in uno dove c’è fermento tecnologico con soluzioni anno dopo anno sempre più interessanti. Anche rispetto alla gestione dello strumento di ricarica esistono approcci profondamente diversi. Nel caso di strumenti di ricarica installati in luoghi privati ad accesso pubblico (ad esempio il parcheggio di un hotel) un modello molto diffuso prevede che l’e-driver si relazioni direttamente con il cosiddetto EMP, Electric Mobility Provider, il soggetto che gestisce il servizio di ricarica, tagliando fuori l’host, in questo caso l’hotel che ha deciso di ospitare nel proprio spazio lo strumento di ricarica. Altro approccio è quello seguito ad esempio da Repower, che immagina PALINA, lo strumento di ricarica prodotto da ABB, come una leva di business dell’attività che se ne dota per cui ne lascia la gestione all’hotel stesso, che è quindi libero di erogare gratuitamente il servizio, di farlo a condizioni proprie o di aderire a formule standard presenti su piattaforme digitali terze.

    Sul fronte dell’innovazione il mercato è molto vivace e viene naturale apprezzare queste soluzioni, a volte avveniristiche e ambiziose, senza dimenticare che in alcuni casi si tratta di formule sporadiche e non destinate a diventare lo stato d’arte. Al contrario, si è già affermato un vero e proprio ecosistema digitale legato alla mobilità elettrica, nella forma di App, community, social e connettività: la mobilità elettrica sta infatti cogliendo le opportunità̀ del mondo digitale creando e offrendo un ventaglio di servizi agli utenti. Il fatto che le applicazioni che si rivolgono ai driver siano in aumento rappresenta una conferma di questo trend.

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