NewsMobilitàAuto ElettricaAuto IbridaMobilità SostenibileSostenibilitàStakeholder energiaOrizzontenergia.itSilvio BosettiEnergylab

MOBILITA’ SOSTENIBILE – QUANTA STRADA C’E’ ANCORA DA PERCORRERE? ORIZZONTENERGIA HA INTERVISTATO SUL TEMA L’ING. SILVIO BOSETTI, DG ENERGYLAB

    Intervista a Silvio Bosetti

    Negli ultimi anni si sente sempre più spesso parlare di mobilità sostenibile. Gli appellativi si sprecano fra intelligent, smart, e-mobility… Ma in realtà non si è ancora assistito ad una diffusione su larga scala di concrete modalità di trasporto “sostenibile”.

    • Quale – secondo lei – sarà la strada da intraprendere per trascinare il settore della mobilità verso una maggiore sostenibilità? Vi sono in tal senso benchmark internazionali ai quali ispirarsi?

    Quello verso la mobilità sostenibile è un orientamento molto incoraggiato a livello di politica comunitaria: infatti, nel quadro normativo europeo non mancano gli espliciti indirizzi. Siamo tuttavia ancora in fase embrionale. Occorre però guardare con attenzione allo sviluppo di progetti pilota caratterizzati dalla realizzazione di nuove infrastrutture o di organizzazione del servizio che si rilevano molto interessanti.

    Penso ad esempio al progetto Autolib’, lanciato nella città di Parigi, che consiste in  un diffuso servizio urbano di car-sharing elettrico, oppure ad altri ambiti cittadini (Lisbona o Berlino) che puntano invece su incentivi indiretti per promuovere l’utilizzo dei veicoli elettrici. A Londra, ad esempio, vi sono corsie riservate e parcheggi a tariffe molto agevolate per i possessori di e-car.

    Altro aspetto, il più determinante, è il ruolo che assumono le grandi case automobilistiche. Sono loro a dettare i percorsi. Tra gli impegni che queste dovranno assumersi, cito l’iniziativa  Cars 20-20 Action Plan, che stabilisce le nuove norme sulle emissioni della CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    e sulle tecnologie per raggiungerle. La Germania, in questo senso, punta ad avere entro il 2020 1 milione di veicoli elettrici in circolazione nelle proprie strade, così da raggiungere l’obiettivo di riduzione del 40% delle emissioni derivanti dal settore dei trasporti.

    Le stesse case automobilistiche stanno inoltre lanciando sul mercato diversi modelli di veicoli elettrici mentre è ormai positivamente consolidato il mercato dei motori ibridi.

    Per l’auto elettrica ci si trova ancora però di fronte alla barriera del prezzo che ne impedisce la diffusione su larga scala e di fatto rende difficile il processo di sostituzione dell’attuale parco auto.

    Come cominciare quindi? Una buona soluzione potrebbe essere quella di partire dalla sostituzione delle attuali flotte aziendali e pubbliche, ad esempio le poste, i servizi di consegna della larga distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    , gli autonoleggi  e i taxi. Quest’ultima, ad esempio, è la strada intrapresa da Shangai, dove in un anno sono stati introdotti 20.000 taxi a propulsione elettrica. Ovviamente non bisogna considerare solo le automobili, ma ampliare il discorso anche ai motocicli e alle citycar.

    • Questo cambio di rotta in favore dei veicoli elettrici, che impatto produrrebbe sull’attuale sistema elettrico italiano?

    Come è stato rilevato da molte fonti di studio, qualora il 30% del parco auto venisse sostituito da veicoli elettrici, l’incremento del consumo di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    sarebbe del solo 3%. Tuttavia l’impatto si rivela molto significativo per la rete di distribuzione locale, che richiede una modifica, spesso radicale, del sistema necessaria per l’installazione delle colonnine di ricarica.

    Questo elemento ci introduce ad un discorso più ampio, ovvero quello sulle Smart GridSmart Grid
    Trattasi di una rete di informazione che affianca la rete di distribuzione elettrica e gestisce la rete elettrica in maniera “intelligente” sotto vari aspetti o funzionalità ovvero in maniera efficiente per la distribuzione di energia elettrica evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Ciò avviene attraverso un sistema fortemente ottimizzato per il trasporto e diffusione della stessa, dove gli eventuali surplus di energia di alcune zone vengono redistribuiti, in modo dinamico ed in tempo reale, in altre aree oppure regolando costantemente il dispacciamento tra centrali di autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili della rete di distribuzione (generazione distribuita) con le centrali elettriche della rete di trasmissione (produzione centralizzata).
    : ovviamente il miglioramento  della rete consentirebbe di dare vita ad un circolo virtuoso facilitando la più ampia diffusione dei veicoli elettrici.

    Al momento sono molti i test in corso in Europa al fine di comprendere l’applicabilità e le potenzialità delle diverse tecnologie: parliamo ad esempio di prese di ricarica elettriche, di batterie, di sistemi di ricarica tradizionali e colonnine di rifornimento veloci, piuttosto che dell’uso delle batterie posizionate sulle auto per fungere da sistemi di accumulo ad ausilio di abitazioni o uffici.

    In Italia, grazie a progetti finanziati della Commissione Europea e ai sussidi erogati dall’AEEG, alcune realtà aziendali – tra cui ad esempio Enel, Acea, A2A – hanno già avviato progetti di sviluppo della mobilità elettrica, sia sul fronte delle stazioni di ricarica che nell’ambito delle tecnologie per l’alimentazione installate sui veicoli stessi. Interessanti sono anche le prime iniziative di nuovi operatori energetici, come Sorgenia o Repower.

    • Al di là degli interrogativi tecnologici appena illustrati, ritiene si debba agire anche sulla sfera culturale/sociale?

    Certamente un’azione di divulgazione appare determinante. Il livello culturale e sociale, come evidenziato da uno studio dell’Università Cattolica di Milano, rappresenta una delle barriere d’ingresso. Serve sicuramente più informazione, sia da parte delle case automobilistiche (che nel 2012 hanno un po’ allentato la presa rispetto al biennio 2010-2011) che da parte delle amministrazioni locali che dovrebbero promuovere più iniziative sul territorio. Un consumatore ben sensibilizzato è un passo importante. Ma è soprattutto da riesaminare l’intera filiera automobilistica, dai concessionari alle autoriparazioni, dalle stazioni di servizio ai rivenditori di componenti: ciascuno andrebbe infatti munito degli strumenti tecnologici necessari ad oggi non ancora presenti nella maggior parte del Paese. Impresa non facile.

    • In tutto ciò, che peso hanno – a suo parere – le attuali politiche di incentivazione?

    Dato l’elevato costo dei veicoli a basse emissioni gli utenti ritengono che i sussidi erogati a livello statale siano da incrementare: ciò nonostante i sussidi  rappresentano una quota ridotta dell’importo totale dell’investimento iniziale, nonostante nel tempo questo venga ripagato. L’auto elettrica costa sì molto, ma consideriamo che bastano 3 € per effettuare un pieno di elettricità e percorrere 150 chilometri.

    Alla luce delle incertezze che l’utenteutente
    Soggetto che consuma elettricità o gas.
    privato continua ad avere, penso sia importante agire, come già premesso, sulla flotta pubblica, sui taxi e sulla mobilità aziendale. Un’azione tra l’altro che produrrebbe, in città congestionate come Milano e Roma, notevoli benefici in termini di abbattimento dell’inquinamento locale.

    14 Maggio 2013

    Silvio Bosetti

    DG EnergyLab

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button