NewsMobilitàAuto Ad IdrogenoAuto ElettricaAuto Ibrida

Mobilità: Tra il 2020 ed il 2030 ibride ed elettriche sostituiranno le diesel

    Milano, 27 marzo 2017 – Dal 2020, anche sotto la spinta delle normative europee e degli stringenti target di emissioni di CO2i motori diesel perderanno quote di mercato in tutta Europa a vantaggio delle vetture ibrideEntro il 2030, quando i veicoli diesel rappresenteranno solo una quota residuale del 9%, il mercato automotive si sposterà verso le soluzioni elettriche che raggiungeranno il 20% del totale immatricolazioni, anche in virtù della riduzione dei costi delle batterie. Lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica è oggi in netto ritardo e per supportare questo processo di evoluzione e riduzione delle emissioni saranno necessari, nei prossimi 15 anni, investimenti per 3.700 miliardi di euro. 

    Sono questi i principali trend che emergono dall’analisi condottacondotta
    Rete di tubazioni adibite al trasporto di combustibili (gas e petrolio) dai luoghi di produzione ai luoghi di stoccaggio, di imbarco, di trattamento e di consumo.
    , a livello europeo, dalla società globale di consulenza aziendale AlixPartners dal titolo “Emissioni: sempre più vicina l’Era dell’ibrido e dell’elettrico”, i cui risultati sono stati illustrati da Giacomo Mori, Managing Director, nel corso di #FORUMAutoMotive, promosso a Milano oggi con l’obiettivo di dare una nuova forte scossa alle istituzioni, che alle parole sull’esigenza di una svolta nella mobilità a motore continuano a non far seguire fatti concreti. La ricerca evidenzia come siano stati compiuti evidenti passi in avanti nella riduzione delle emissioni, ma anche come nei prossimi 15 anni l’industria automobilistica abbia davanti a sé una sfida tutta incentrata sull’ulteriore abbattimento delle emissioni.

     

    EMISSIONI RIDOTTE NEGLI ULTIMI ANNI, MA NON BASTA

    Secondo lo studio, le emissioni di ossidi di azotoazoto
    Elemento chimico costituente il 78% dell’aria in volume. L’uso commerciale più diffuso dell’azoto è nella produzione di ammoniaca, sostanza costituente dei fertilizzanti. L’azoto liquido è impiegato anche come refrigerante per il trasporto di alimenti.
    dei veicoli si sono ridotte del 40% nel passaggio dalle vetture Euro 3 a quelle Euro 6, ma nell’uso su strada i veicoli diesel ancora oggi emettono ossidi di azoto 5-7 volte superiori ai limiti di legge e dalle 3 alle 7 volte superiori rispetto ai dati di omologazione
    Inoltre, per raggiungere i target di CO2 previsti per il 2021, i costruttori dovranno più che raddoppiare il tasso annuale di riduzione delle emissioni su strada.

     

    OBIETTIVI EUROPEI RAGGIUNGIBILI SOLO GRAZIE AD IBRIDE ED ELETTRICHE

    Rendere più efficienti i propulsori attuali è la soluzione più conveniente, ma non consente ai costruttori di raggiungere i target attesi in termini di emissioni di COper il 2030 (circa 50 g/km per auto di piccole dimensioni e circa 65 g/km per auto di grandi dimensioni) che potranno essere rispettati solo se una quota significativa di veicoli ibridi ed elettrici sostituirà le vetture con i propulsori attuali.

      

    IBRIDE ED ELETTRICHE PROTAGONISTE DEI PROSSIMI 10 ANNI. DIESEL IN CALO

    Il differenziale di costo dell’auto elettrica nei prossimi anni si ridurrà sensibilmente per effetto, da una parte, dell’aumento dei costi per rendere efficiente il propulsore tradizionale e, dall’altra, della contrazione dei costi di produzione delle batterie dovuta al progresso tecnologico e alla loro maggiore diffusione.

    Lo studio di AlixPartners stima che nei prossimi 15 anni le auto elettrificate domineranno i propulsori convenzionali. A partire dal 2020 si ridurrà il divario tra le vetture ibride e quelle con alimentazioni “tradizionali” e le auto elettriche di piccole dimensioni diventeranno sempre più convenienti. Con l’inizio del nuovo decennio i veicoli ibridi conquisteranno un’ampia quota di mercatoquota di mercato
    Percentuale del mercato servito da una determinata azienda, definita come il rapporto tra la quantità di prodotto venduto dall’impresa in un determinato mercato e quella venduta in totale (nello stesso mercato).
    , soprattutto se il loro TCO (Total Cost of Ownership) si avvicinerà al livello dei diesel. Nel lustro successivo le idride consolideranno ulteriormente la propria presenza sul mercato, l’elettrico inizierà a diffondersi maggiormente, se sostenuto da sovvenzioni pubbliche, mentre le auto diesel verranno gradualmente sostituite in quanto dopo il 2030 non saranno più convenienti per costi ed emissioni. In particolare, nel 2030 il mix di propulsori auto europei vedrà quelli “alternativi” sostituire in modo significativo quelli convenzionali, con al primo posto i motori idridi a benzina (28%), seguiti da quelli a benzina (25%), dai veicoli elettrici (20%), dagli elettrici plug-in (18%). In coda i diesel con una quota residuale (9%).

    Non si prevedono quote significative di veicoli a celle a combustibile entro il 2030 con un’offerta di automezzi  limitata e in crescita: permangono ancora problematiche tecniche da risolvere particolarmente per la produzione, il trasporto e l’immagazzinamento dell’idrogenoidrogeno
    Primo elemento della tavola periodica, presente sulla Terra in forma combinata, soprattutto nell’acqua e nei composti organici. Esso è costituito da 3 isotopi: prozio (cioè l’idrogeno propriamente detto) per più del 99.9 %, il deuterio e il trizio. La forma molecolare dell’idrogeno (H2) dà origine ad un gas inodore, incolore, altamente infiammabile e molto più leggero dell’aria (ecco perché lo si trova in bassissime concentrazioni in atmosfera).
    , oltre a opinioni discordanti sul reale beneficio ambientalebeneficio ambientale
    Beneficio che la società ricava dal miglioramento della qualità dell’ambiente.
     quando si considerino le emissioni totali dalla produzione del combustibile al suo utilizzo sui veicoli (“well to wheel”). Il gas (MetanoMetano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    e GPLGPL
    Miscela di idrocarburi gassosi, principalmente butano e propano derivanti dalla raffinazione di petrolio e gas naturale. Il GPL si presenta in forma gassosa a temperatura e pressione ambiente, mentre si presenta in forma liquida a temperatura ambiente se sottoposto a lievi pressioni. Questo è il motivo per cui il trasporto e lo stoccaggio del GPL sono agevoli, sia in forma gassosa attraverso reti urbane, sia in bombole o su carri cisterna. È caratterizzato da una grande versatilità d’uso, ma è normalmente più costoso del metano. È utilizzato per scopi di riscaldamento laddove non esiste una rete di metano capillare ed anche per scopi di autotrazione.
    ) rimarrà, in Europa, una soluzione efficiente per il mercato aftermarket e transitoria per il primo impianto, in attesa dell’elettrificazione diffusa, con volumi fortemente dipendenti dalle oscillazioni del prezzo del petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    e dalle politiche di incentivazione dei diversi Paesi.

    La ricerca dedica un focus, infine, allo sviluppo dell’infrastruttura pubblica di ricarica, ancora oggi in netto ritardo rispetto all’evoluzione del parco di vetture elettriche. Saranno necessari investimenti in infrastrutture per 3.700 miliardi di euro nei prossimi 15 anni a livello globale per 448 città con oltre un milione di abitanti; 30 miliardi di investimenti saranno necessari a Londra, Francoforte, Milano e Parigi. Per raggiungere questa cifra, spiega l’analisi, si potranno utilizzare finanziamenti diretti (Comuni, Regioni, nazionale pubblico) e indiretti da capitale privato (incentivi, detrazioni fiscali, prestito a bassi interessi e rendimenti regolamentati).

    Quella esposta dall’ingegner Mori, che ringrazio per aver accettato ancora una volta il nostro invito – ha commentato il Promotore di #FORUMAutoMotive, Pierluigi Bonora – è un’analisi che da una parte mette in evidenza lo stato dell’arte del settore automotive, mentre dall’altra ribadisce le persistenti carenze delle istituzioni a livello decisionale, brave solo a enunciare e minacciare sanzioni e molto meno a mettersi d’accordo su un piano condiviso a livello globale e soprattutto realizzabile da parte dei costruttori, come se questi ultimi fino a ora fossero rimasti a guardare. La frattura sul tema emissioni che si va prospettando, inoltre, tra la nuova visione americana, dettata dalla politica del Presidente Donald Trump, e quella Ue, più concentrata sul “green”, non farà altro che rendere ancora più complicata la vita alle Case automobilistiche. Insomma, il rischio è che a prevalere sarà il caos e che a farne le spese potrebbero essere, nella sempre più disgregata Europa, i livelli occupazionali nel settore. Per non parlare dello spettro di nuove tassazioni per contribuire a completare gli ingenti investimenti evidenziati nella ricerca di AlixPartners”.

    I timori connessi alle emissioni inquinanti generati dal “dieselgate” e la consapevolezza dei maggiori costi che le aziende automobilistiche dovranno sopportare, per migliorare l’ecologia dei motori a combustionecombustione
    Processo chimico esotermico (ovvero che comporta sviluppo di calore) in cui il combustibile si combina con l’ossigeno presente nell’aria oppure appositamente separato (comburente). La reazione di combustione avviene previo innesco localizzato (accensione).
    interna, alimentano la convinzione che l’elettrificazione diffusa sia più vicina”
    ,
    commenta Giacomo Mori, Managing Director di AlixPartners in Italia, “la tecnologia delle batterie si sta evolvendo rapidamente e i costi scendono per effetto delle economie di scalaeconomie di scala
    Relazione tra l’aumento della dimensione dell’unità di produzione di un bene e la riduzione dei costi medi. Questo significa che al crescere delle dimensioni dell’impianto, diminuisce il costo medio del bene prodotto perché le risorse utilizzate come input vengono “sfruttate” in modo più efficiente. Sulla curva che rappresenta il legame tra le grandezze (dimensione impianto -costo medio di produzione) esiste un punto di minimo al di sopra del quale non è più conveniente aumentare ulteriormente la produzione perché altrimenti si va incontro a diseconomie di scala. Le economie di scala vanno valutate in una prospettiva di lungo termine.
    ; nei prossimi 15 anni dovremo aspettarci una progressiva trasformazione delle fabbriche di motori per adattarsi alle nuove tecnologie e molti produttori saranno obbligati ad affrontare un cambiamento strutturale dei rispettivi assetti produttivi”.

     

    Notizie correlate

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button