NewsNucleareStakeholder energiaEnel

Nucleare, consapevolezza oltre gli slogan

    Se è vero che “non esiste la fonte perfetta“, come spiega Marco Ricotti, docente del Politecnico di Milano e membro dell’Agenzia per la sicurezza nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    , l’atomoatomo
    È il costituente fondamentale della materia, che ne conserva le caratteristiche chimiche e fisiche. Più atomi si legano tra loro per formare aggregati più complessi, ovvero le molecole. L’atomo è costituito da un nucleo, contenente cariche positive e cariche neutre, dove si concentra quasi tutta la sua massa. Tale nucleo, che costituisce il “cuore” dell’atomo è circondato da una nube di elettroni (cariche negative) distribuiti a strati. Le forze che legano gli atomi sono di natura elettrica.
    rappresenta una “scelta strategica” per rispondere al problema energetico

    Ho da poco una tesista, che viene dagli Emirati arabi e vuole lavorare sui criteri per l’individuazione dei siti nucleari nel suo Paese“. Marco Ricotti, professore del Dipartimento energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    del Politecnico di Milano e membro dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, cita questo e altri esempi per documentare come lo sviluppo dell’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    dell’atomo sia una realtà con cui tutto il mondo sta facendo i conti, anche quello che produce petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    .

    Per la fondazione EnergyLab Ricotti ha guidato la realizzazione del rapporto “Energia Nucleare in Italia. Come proseguire il percorso”. Presentando il volume, il 20 gennaio, ha parlato da tecnico ed esperto di una tecnologia oggi tanto dibattuta quanto ancora sconosciuta. Lo ha fatto superando le contrapposizioni e sgombrando il campo da quei pregiudizi che sviano l’attenzione dai veri punti decisivi. Per Ricotti il nucleareè una scelta strategica” che governi, imprese e cittadini devono fare in piena consapevolezza e considerando il problema energetico nel suo complesso.

    Di certo è una scelta che non può essere messa in dubbio dai temi della sicurezza e dell’impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    , perché i dati su questo fronte parlano chiaro. “I reattori di terza generazione [previsti per l’Italia, ndr] vanno oltre il livello comunque elevato di sicurezza già dimostrato da quelli di seconda generazione”, sottolinea Ricotti e “l’estensione di vita delle centrali decisa dai governi di molti Paesi è un risultato che non si ottiene se non si dimostra un grande livello di sicurezza“.

    Il docente del Politecnico di Milano cita alcuni esempi concreti. Come il sisma che nel luglio 2007 ha colpito l’impianto nucleare di Kashiwazaki-Kariwa in Giappone, il più grande al mondo in termini di produzione di energia. La centrale ha risposto al terremoto con l’arresto automatico delle attività e dopo un controllo lungo e accurato ha ripreso le sue attività senza produrre danni per la sicurezza e la salute della popolazione.

    Ricotti va anche oltre e ricorda che il 2011 si è aperto con una centrale nuclearecentrale nucleare
    Le centrali nucleari hanno uno schema di funzionamento del tutto simile a quelle di una classica centrale a vapore. La differenza sta nel modo in cui viene generato il calore. Infatti nelle centrali nucleari non ci sono i generatori di vapore classici, ma il vapore viene generato utilizzando il calore messo a disposizione dalla reazione nucleare di fissione. Questa consiste in una reazione a catena nella quale alcuni atomi colpiti da neutroni si dividono in atomi più leggeri dando origine ad altri neutroni che colpiscono altri atomi,ecc… liberando un enorme quantitativo di energia secondo il principio di Einstein. Le centrali nucleari che sfruttano la fusione sono ancora in fase di studio.
    , l’impianto di Peach Bottom, in Pennsylvania (Usa), che ha addirittura ricevuto un premio da un’associazione ambientalista per la protezione degli animali e la difesa della biodiversità.

    Tutto a posto allora? Per Ricotti “serve un notevole sforzo di comunicazione e condivisione“, bisogna “evitare slogan” e considerare ogni aspetto. Nucleare, rinnovabili e fonti fossili presentano tutte pregi e criticità. La strada è valorizzarne i pregi e lavorare sulle criticità. “Non esiste la fonte energetica perfetta“, ne esistono tante e devono essere tutte valorizzante secondo le loro potenzialità e peculiarità.

    Comunicato stampa ENEL, 24/01/2011

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button