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Nucleare: La Corte UE ratifica l’imposizione della tassa alle centrali spagnole

Iberdrola ed Endesa perdono una battaglia da 300 milioni di euro all'anno

    La Corte di giustizia europea ha decretato giorni fa che l’imposta sul nucleare, approvata dal governo spagnolo nel 2012, è compatibile con le normative europee, costringendo così alcune società elettriche a partecipare finanziariamente alla gestione delle scorie nucleari.

    Il nucleare spagnolo è in gran parte gestito dalle due società elettriche Iberdrola ed Endesa (controllata dall’Enel), che, per evitare uno svantaggio economico rispetto agli altri operatori, avevano imbastito una battaglia legale contro l’applicazione di questa imposta aggiuntiva, a copertura del cosiddetto disavanzo tariffario (differenza tra la tariffa applicata ai consumatori ed il costo della fornitura).

    Dati sull'energia nucleare in Spagna nel 2018
    Fonte: Foro Nucleare Spagna

    Le due maggiori compagnie elettriche perdono così una battaglia con la quale speravano di alleviare il costo del settore nucleare, i cui utili sono diminuiti negli ultimi anni. Situazione ulteriormente aggravata per Iberdrola, a causa  dello stato di vetustà del suo parco nucleare e dall’avvicinarsi della data del possibile smantellamento.

    Dopo il respingimento del loro ricorso da parte del tribunale nazionale, i due operatori si sono rivolti alla Corte Suprema Europea che, secondo la sentenza letta di recente a Lussemburgo, ha ritenuto che “la libera concorrenza nel mercato dell’elettricità sarebbe distorta se venisse applicata una tassazione sulle modalità di generazione elettrica. La tassa infatti non si riferisce alla  produzione di elettricità da impianti nucleari, bensì al combustibile utilizzato, alle scorie radioattive e alla gestione e lo stoccaggio delle stesse”.

    In Italia non abbiamo più centrali nucleari, ma siamo pionieri nel pagamento di una simil tassa. Per lo smaltimento del nucleare ogni cittadino italiano paga ancora. La tassa sull’atomo è imposta nel calderone della bolletta indicato con la generica dicitura “oneri di sistema”, ovvero incentivi alle rinnovabili, agevolazioni alle industrie energivore e sconti alle ferrovie. E anche il contributo al nucleare che orrisponde alla voce A2+Mct. Da quel capitolo di spesa il governo ricava il denaro per finanziare il decommissionamento delle centrali nucleari, ovvero lo smantellamento di quei quattro reattori nucleari ormai in disuso da decenni e per la creazione di un cimitero per le scorie. In media ogni anno ciascun contribuente spende 3,3 euro.

     

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