NewsNucleare

Nucleare: Le ombre sul suo futuro spaventano la IEA

La IEA ha descritto ed analizzato lo scenario attuale del nucleare rapportandone la situazione al 2040 qualora i segnali di declino venissero confermati

    Il nucleare sta vivendo un periodo d’incertezza sul proprio futuro in diversi paesi; a livello globale l’utilizzo del nucleare rischia di precipitare in diverse economie avanzate, e questa situazione può generare un ricorso a sistemi di generazione energetici che potrebbero impattare negativamente sull’ambiente. Molti paesi hanno deciso di abbandonare il nucleare alla luce di preoccupazioni relative alla sicurezza, altri paesi invece nonostante vedano ancora un ruolo per il nucleare nei loro processi di transizione energetica non stanno implementando le azioni necessarie per il raggiungimento dei propri obiettivi. Queste considerazioni emergono dal report IEA “Nuclear Power in a clean energy system” che attraverso alcune analisi, cerca di analizzare il ruolo che giocherà il nucleare in futuro.

    Il nucleare è la seconda principale risorsa di generazione elettrica low-carbon a livello globale; sono 452 i reattori attivi che hanno generato una potenza di 2700 TWh nel 2018, circa il 10% della fornitura globale di energia elettrica. Nonostante nelle economie avanzate il nucleare sia stato a lungo la principale risorsa di elettricità low carbon, si sta registrando una rapido decremento del suo utilizzo.

    Nel 2018 sono stati connessi alla rete 11.2 GW di capacità nucleare, principalmente concentrata in Cina e Russia.

    Generazione globale di energia low carbon per fonte, 2018. Fonte: IEA “Nuclear power in a clean energy system

    Il nucleare negli ultimi 50 anni ha evitato l’emissione di circa 55 milioni di tonnellate di CO2, corrispondenti a circa 2 anni di emissioni globali di CO2 collegate al settore energetico. Nonostante il contributo del nucleare e la rapida crescita delle rinnovabili, le emissioni di CO2 del settore energetico globale nel 2018 hanno battuto ogni record, principalmente a causa del sostenuto ritmo di crescita della domanda di elettricità che ha ecceduto rispetto ai livelli di crescita della generazione energetica low carbon.

    Emissioni CO2 aggiuntive evitate dalla potenza nucleare globale, 1971-2018. Fonte: IEA “Nuclear power in a clean energy system

    L’utilizzo del nucleare in alcune economie avanzate va avanti, in media, da circa 35 anni e molti impianti sono vicini alla fine del proprio ciclo di vita; data l’età obsoleta, con molti gli impianti destinati alla chiusura, la IEA prevede che il 25% dell’attuale capacità nucleare nelle economie avanzate non verrà più utilizzata entro il 2025.

    Profilo anagrafico della capacità nucleare in alcuni paesi. Fonte: IEA “Nuclear power in a clean energy system

    Nonostante i costi di rinnovamento di un reattore siano più bassi della costruzione di un nuovo impianto, richiedono un notevole capitale d’investimento: il costo stimato per estendere la vita di 1 GW di capacità nucleare per almeno 10 anni oscilla tra i 500 milioni di dollari ed un miliardo di dollari, a seconda delle condizioni del sito nucleare. Inoltre un esteso periodo di bassi prezzi all’ingrosso di elettricità, in diversi paesi, ha ridotto o eliminato i margini per molte tecnologie, mettendo a rischio il futuro del nucleare. Ne consegue che la fattibilità per l’estensione della vita di alcuni reattore dipende, principalmente, dalle condizioni dei vari mercati nazionali.

    Costo attualizzato dell’elettricità nell’UE, 2040. Fonte: IEA “Nuclear power in a clean energy system

    Dato questo scenario, c’è la possibilità effettiva che il nucleare nelle economie avanzate possa affrontare un rapido declino. Lo IEA ha cercato di prevedere cosa potrà accadere nei prossimi decenni, qualora non dovessero essere fatti investimenti per allungare la vita di alcuni reattori o per nuovi progetti. In questo caso emerge una situazione in cui la capacità nucleare operativa, in alcuni paesi, si ridurrà di 2/3 entro il 2040: dai 280 GW del 2018 si passerà a circa 90 GW nel 2040. La quota del nucleare nell’UE crollerebbe fino al 4%, negli USA all’8% ed in Giappone al 2%.

    Scenario di declino della potenza nucleare 2018-2040. Fonte: IEA “Nuclear power in a clean energy system

    Le conseguenze di questo caso di decrescita del nucleare potrebbero essere numerose; la transizione energetica sarebbe molto più complicata e più costosa, rendendo necessari 1.6 trilioni (!) di dollari per investimenti in alcuni paesi entro i prossimi due decenni. Inoltre una riduzione degli investimenti nel nucleare, decreterebbe una caduta per una maggiore generazione di energia green entro il 2040, richiedendo uno sviluppo maggiore di quello previsto al settore del fotovoltaico e dell’eolico.

    Generazione eolica e fotovoltaica, 2019-2040
    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button