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Occorre una regia sui meccanismi per incentivazione per rinnovabili ed efficienza energetica

    Roma, 13 ottobre 2010 – Intervenendo al Convegno di apertura di Enermanagement 2010, gli Amici della TerraAmici della Terra
    Associazione ambientalista presente in Italia dal 1978 che costituisce la rappresentanza italiana di Friends of the Earth International.Gli Amici della Terra promuovono azioni di educazione al rispetto verso l’ambiente, sostenendo iniziative sul territorio affinchè i governi e le istituzioni sovranazionali adottino politiche di sviluppo sostenibile.
    rendono note alcune anticipazioni sui risultati dell’indagine sullo stato e prospettive delle politiche di efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    , che sarà presentata alla Seconda Conferenza Nazionale sull’Efficienza Energetica “Integrare l’efficienza con le rinnovabili”, organizzata dall’associazione ambientalista il 19 Ottobre 2010 a Roma.

    Andrea Molocchi, resp. Studi dell’associazione, dichiara: “Le nostre analisi, che riprendono quelle effettuate dall’Autorità per l’energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    e il gas e, più recentemente, da Confindustria, evidenziano la necessità di una riforma generale dei meccanismi di incentivazione per l’efficienzaenergetica e per le rinnovabili. Ci troviamo oggi in una situazione paradossale, per cui mentre lo Stato fatica a trovare le risorse necessarie per l’essenziale meccanismo delle detrazioni fiscali del 55% per i piccoli interventi di risparmio energeticorisparmio energetico
    Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
    nell’edilizia, gli strumenti di incentivazione delle rinnovabili elettriche, i cui benefici di risparmio energetico sono fruiti dalla collettività e non dai consumatori, gravano con pesanti oneri sui consumatori invece che sullo Stato, riducendo la competitività del sistema. C’è anche un altro paradosso: mentre gli elevati incentivi per le rinnovabili elettriche aprono spazi di speculazione e vanno sostanzialmente a finanziare la diffusione di tecnologie estere, come i pannelli fotovoltaici cinesi, la maggior parte delle tecnologie per il risparmio energetico e i prodotti ad alta efficienza sono già oggi offerte dall’industria nazionale, che potrebbe quindi avvantaggiarsi da un rilancio delle politiche di efficienza, rafforzando il suo posizionamento competitivo, in Italia e all’estero
    .”

    E’ evidente che occorre una regia capace di razionalizzare gli incentivi per le rinnovabili elettriche e potenziare quelli per gli interventi di efficienza energetica, ivi incluse le rinnovabili termiche, assai meno onerosi e ricchi di opportunità sotto ogni profilo, anche ambientale. In particolare, è necessario fare attenzione al potenziale di risparmio energetico nell’industria, che nello studio recentemente presentato da Confindustria, ammonta a circa 20 Milioni di tep di combustibili fossili evitati nel prossimo decennio. Infatti, i due principali strumenti di incentivazione dell’efficienza energetica oggi disponibili nel nostro paese (detrazioni fiscali del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, meccanismo dei certificati bianchi) si concentrano sul settore civile, mentre nel settore industriale mancano stimoli sufficienti per conseguire elevati risparmi energetici. In base all’ultimo rapporto sui certificati bianchi, appena pubblicato dall’Autorità per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    elettrica e il gas, appena il 15% circa dei risparmi certificati dal 2005 al 31/5/2010 riguarda l’industria, contro l’80% del settore civile.

    Questa lacuna di governo dell’energia è resa ancora più evidente dai risultati dell’indagine degli Amici della Terra sulle spese energetiche dei settori produttivi, che sarà presentata al Convegno del 19 ottobre, secondo cui il totale delle spese per prodotti energetici dell’economia nazionale ammonta a 161 miliardi di euro, pari all’11,3% del PIL, mentre la percentuale della spesa per prodotti energetici sul valore aggiunto dell’economia sfiora il 10%: gli interventi di efficienza energetica nei settori che producono i prodotti di base utilizzati dalla nostra industria manifatturiera possono “liberare” un vero e proprio salto di produttività, consentendo l’aumento delle retribuzionid ei lavoratori e dei profitti delle imprese, innescando un circolo virtuoso consumi, investimenti, innovazione e occupazione.”

    Direzione Nazionale
    via di Torre Argentina 18, 00186 Roma
    Tel. +39 06 687 53 08 / Fax +39 06 683 08 610
    www.amicidellaterra.it

    Comunicato stampa Amici della Terra del 13/10/2010

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