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Oltre 70 imprese leader del made in Italy aderiscono al programma del Ministero dell’Ambiente per la certificazione ambientale dei prodotti

    Presentata all’Università Bocconi l’iniziativa del Ministero dell’Ambiente

    Imprese leader del Made in Italy nel mondo, grandi imprese nelle infrastrutture e nei servizi, piccole e medie imprese, grandi istituzioni, hanno aderito agli accordi volontari lanciati dal Ministero dell’Ambiente per promuovere la certificazione ambientalecertificazione ambientale
    Documento rilasciato da certificatori esterni che attesta l’impatto ambiantale delle attività di gestione operativa di un impresa.
    dei prodotti, dei sistemi di gestione dei processi industriali e delle attività produttive : da Pirelli a Gucci, da Antinori a Benetton, da COOP ITALIA alla società Autostrade, dall’Acqua San Benedetto a Gancia, da ILLY Caffè a TELECOM Italia, dall’Università Ca’ Foscari di Venezia a Tasca d’Almerita, da UNICREDIT all’Università Tor Vergata di Roma.

    L’iniziativa del Ministero dell’Ambiente è stata avviata nel 2009 per individuare, promuovere e valorizzare iniziative comuni con le imprese per l’analisi dell’impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    e l’identificazione delle soluzioni tecnologiche/gestionali necessarie a promuovere modelli sostenibili di produzione e consumo nelle proprie attività di filiera.

    In questo contesto hanno assunto un ruolo significativo gli impegni volontari delle imprese per la riduzione sia delle emissioni dei gas ad effetto serraeffetto serra
    Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
    , “carbon footprinting”, sia dei consumi di acqua “water footprinting”, che molte imprese hanno adottato come label di identificazione della propria “impronta” ambientale.

    Dopo quasi tre anni sono oltre 70 le imprese italiane coinvolte, con iniziative riconosciute come progetti pilota di valore internazionale in occasione della conferenza mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    “RIO+20”.

    “L’esperienza di questi anni”, ha osservato il Ministro Corrado Clini, “suggerisce che i consumatori finali sono sempre più sensibili al valore ambientale delle proprie scelte, e questo dato sta orientando le imprese ad assumere in misura crescente la certificazione ambientale del ciclo di vita dei propri prodotti, come scelta volontaria e strategica per accrescere la competitività in mercati sempre più esigenti ed attenti ai valori ambientali.
    Il governo italiano, dopo le iniziative già assunte per il sostegno alla “green economy”, deve prevedere misure specifiche per la promozione della certificazione ambientale sia attraverso il “green procurement” nel settore pubblico, sia attraverso incentivi fiscali. A questo fine dovrà essere utilizzato lo schema di delega fiscale, che all’art.15 prevede misure per la fiscalità “verde”.

    Fonte: MinAmbiente

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