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PIANO D’AZIONE NAZIONALE PER LE ENERGIE RINNOVABILI

    Direttiva 2009/28

    Nota del Comitato Termotecnico Italiano

     

    Nell’ambito della consultazione sui contenuti del PAN per le energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    il Comitato Termotecnico Italiano segnala l’utilità di inserire nel Capitolo 4 una misura specifica volta a stimolare lo sviluppo della normativa tecnica a sostegno delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , quale elemento di notevole importanza per favorire il raggiungimento degli obiettivi imposti dalla Direttiva 28/2009 e la loro ulteriore espansione.

    Di fatto la normativa tecnica del settore energetico rinnovabile è stata solo parzialmente sviluppata e richiede ancora un particolare sforzo di coordinamento sia a livello nazionale che europeo.
    In sintesi, gli argomenti interessati sono i seguenti:

    • caratterizzazione delle fonti (metodiche di misura comprese) e, se applicabili, sistemi di assicurazione della qualità (particolarmente importanti per la biomassabiomassa
      In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
      e i suoi derivatiderivati
      Prodotti finanziari il cui valore deriva dall’andamento del valore di una determinata attività (definita “sottostante del prodotto derivato”). I derivati vengono utilizzati principalmente con finalità di copertura dal rischio oppure con finalità di speculazione (intesa nel senso di esposizione ad un rischio per ricavare profitto).
      energetici);
    • progettazione di impianti e componenti;
    • installazione di impianti e modalità per il loro collaudo;
    • caratteristiche delle figure professionali e modalità di certificazione di prodotti e servizi;
    • verifica delle prestazioni energetiche di sistemi e impianti;
    • verifica della sostenibilità energetica ed ambientale.

    Lo sviluppo a livello nazionale di un complesso razionale di norme tecniche può:

    • favorire l’armonizzazione delle regole tecniche emanate dalle singole regioni (aspetto strategico e molto importante);
    • garantire le prestazioni di prodotti e impianti e quindi i relativi risultati in termini complessivi;
    • tutelare gli utenti finali;
    • tutelare l’industria e le società di servizi maggiormente impegnate e che oggi investono nella qualità;
    • difendere le conoscenze acquisite a livello nazionale e quindi il mercato degli operatori italiani;
    • garantire la protezione ambientale in senso lato (aspetto importante – per esempio – per le emissioni di polveri sottili da biomassa).

    Su questa base si vuole quindi evidenziare come siano numerose le norme tecniche che potrebbero costituire riferimento oggettivo per l’elaborazione di programmi specifici per la promozione e l’eventuale incentivazione delle fonti di energiafonti di energia
    Sorgenti di energia o sostanze dalle quali può essere prodotta energia utile direttamente o dopo trasformazione. Le fonti di energia possono essere classificate in diversi modi a seconda del contesto di riferimento: risorse esauribili (principalmente petrolio, gas naturale, carbone, legna); risorse rinnovabili (tutte quelle derivanti direttamente o indirettamente dall’energia solare, dal calore endogeno terrestre e dalle maree); risorse primarie (utilizzabili direttamente come si trovano in natura: petrolio, carbone, gas naturale, legna); risorse secondarie (in cui l’energia deriva dalla trasformazione dell’energia primaria in altra forma di energia, ad esempio idroelettrico, energia elettronucleare eccetera); risorse commerciali ( ovvero soggette a transazioni commerciali e quindi facilmente quantificabili, derivanti da quattro tipi principali di fonti: carbone, petrolio, gas naturale, elettricità primaria); risorse non commerciali (non soggette a transazioni commerciali: ad esempio residui di coltivazioni, legna di sottobosco eccetera nei Paesi in via di sviluppo; sebbene assenti dal commercio internazionale in alcuni Paesi rivestono grande importanza); risorse tradizionali (derivanti da prodotti vegetali o animali: legna, carbone di legna, torba, sterco essiccato).
    rinnovabili.

    In questa ottica si suggerisce di inserire, per esempio, al punto (l) e/o (m) del Paragrafo 4.2.1 (pag. 44) e/o al punto (a) del Paragrafo 4.2.2 (pag.45; l’indicazione riguarda comunque anche i Paragrafi successivi del Capitolo 4) che:

    • il GSE, nell’ottica di dare un supporto alle Pubbliche Amministrazioni (con particolare riferimento a quelle regionali), potrà mettere a punto, in collaborazione con gli enti di formazione nazionali, un apposito pacchetto normativo finalizzato alla diffusione delle rinnovabili;
    • l’Italia darà un maggiore contributo alla messa a punto delle norme europee sempre legate allo sviluppo delle rinnovabili.

    Si tratta comunque di indicazioni esemplificative che risultano applicabili in molti punti del Rapporto.

    Il CTI rimane a disposizione per ulteriori considerazioni e per lo sviluppo della normativa tecnica in particolare nei seguenti campi (in relazione al PAN):

    • prodotti e componenti finalizzati alla produzione di energia termicaenergia termica
      Calore.
      (esempi:biocombustibili, generatori di calore, pompe di calore, cogeneratori, ecc.);
    • applicazione di fonti rinnovabili termiche agli edifici e ai processi industriali (esempio:solare, geotermico, ecc.) e valutazione delle prestazioni energetiche ed ambientali degli impianti;
    • pianificazione energetica;
    • qualificazione e certificazione di prodotti e servizi.

     

    Comunicato stampa, Comitato Termotecnico Italiano EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    e Ambiente, 25/06/2010

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