Energipedia - Tutto sull'EnergiaEnergipedia - Tutto sull'EnergiaIl sistema elettrico

Politica energetica

In un'ottica di sostenibilità la politica energetica deve garantire un mix energetico equilibrato per il benessere della società presente e futura

    La politica energetica è molto importante per il futuro e lo sviluppo di un paese: la disponibilità di energia è uno dei fattori più importanti e fondamentali per lo sviluppo sostenibile e per una crescita equa delle condizioni di vita dell’umanità. I cosiddetti Paesi poveri o sottosviluppati sono infatti sempre caratterizzati dalla mancanza o scarsità di energia, nelle sue diverse forme di impiego.

    Numerosi Paesi, oggi ricchi e sviluppati, a discapito di altri, hanno infatti disposto negli ultimi 2 secoli, di quantitativi sempre crescenti di energia, sia in termini di disponibilità della materia prima (i combustibili, disponibili in loco o importati da altri Paesi), sia in termini delle relative tecnologie necessarie alla conversione della “materia prima” in energia disponibile nelle abituali forme di maggiore utilizzo, quali ad esempio: calore, vapore ed elettricità.

    La disponibilità abbondante ed a prezzi accettabili di energia è quindi un fattore fondamentale per lo sviluppo ed il benessere dell’uomo, necessario anche per rafforzare la capacità competitiva dei singoli Paesi in un mondo sempre più aperto e globalizzato, seppure compatibilmente con il rispetto dell’ambiente.

    Non dimentichiamo che la maggior parte dei materiali e dei prodotti di uso comune disponibili in un Paese sviluppato deriva da industrie cosiddette “energivore” (che producono acciaio, cemento, vetro, carta, metalli, ceramica, laterizi, ecc.), un comparto che ha un ruolo fondamentale nell’economia.

    Se, a parità di disponibilità e sviluppo delle tecnologie impiegate, la disponibilità fisica della “materia prima” è scarsa ed il prezzo dei “prodotti energetici” (calore, elettricità, ecc.) è maggiore in un’area geografica o nel singolo Paese, le relative industrie manifatturiere si troveranno a dover pagare una “bolletta energetica” particolarmente “salata ” ed avranno uno svantaggio competitivo rispetto ai Paesi concorrenti che possono disporre dei “prodotti energetici” a prezzi più contenuti e con maggiore facilità di approvvigionamento.

    Questo fattore ha un impatto significativo e talvolta determinante per la possibilità di numerose industrie e dei relativi processi produttivi per operare all’interno di un Paese, con una ricaduta immediata e diretta sull’occupazione ed il relativo benessere dei propri cittadini.
    Una buona politica energetica dovrebbe garantire un fuel mix equilibrato che assicuri il benessere del singolo e della società in un’ottica di totale sostenibilità, ovvero considerando anche gli impatti sull’ambiente ed i relativi costi.

    Analizzando il fuel mix per la copertura dei consumi finali di energia, è evidente come gli idrocarburi abbiano un ruolo preponderante, soprattutto per il soddisfacimento delle esigenze di trasporto.

    Tabella 1: Struttura percentuale dei consumi finali di energia per fonte 2014

    Fonte EnergeticaMondoEuropaItalia
    Carbone13,9%6,9%2,3%
    Olio Combustibile39,1%36,7%39,1%
    Gas naturale14,1%22,4%77,6%
    Energia elettrica17,9%19,3%21,1%
    Altri15,0%14,8%9,9%

    Fonte: Terna

    Diversa è la composizione del mix di fonti per la generazione elettrica, il cui trend mondiale ha visto fra il 1971 ed il 2015 un ruolo primario del carbone, la quasi scomparsa dell’olio combustibile accompagnata da un aumento della quota gas.

    Fonte:  IEA-International Energy Agency – World Energy Balances: Overview 2018

    Tabella 2: Fuel Mix delle fonti di produzione di energia elettrica nel 2017

    Fonte EnergeticaMondoEuropaItalia
    Carbone38%22%11%
    Gas Naturale23%20%49%
    Idro16%15%12%
    Nucleare10%22%
    Olio Combustibile3%2%3%
    Rinnovabili8%18%23%
    Altre 1% 2% 2%

    Fonte: BP Statistical Review of World Energy – June 2018

    Dall’analisi di questi dati emerge che l’Italia impiega soprattutto gas naturale per la produzione di elettricità, ponendosi in una condizione di totale disallineamento rispetto alla media europea (49% dell’Italia contro il 20% dell’Europa).

    L’elaborazione di una strategia energetica e le relative politiche di gestione del suo assetto è uno dei fattori strategici essenziali per ogni Paese moderno e sviluppato.

    La definizione delle linee strategiche in materia di energia da parte di un Paese, è un’operazione estremamente complessa perché deve tener conto di numerosi fattori di carattere tecnologico, economico e socio-politico. Per esempio, è importante conoscere:

    • La natura di ciascuna materia prima energetica per poterla trasformare nel modo più economico ed efficiente possibile;
    • I prezzi e disponibilità di tali prodotti energetici sui mercati internazionali;
    • Le condizioni geopolitiche dei Paesi di provenienza delle materie prime per poter valutare e ridurre eventuali rischi di approvvigionamento;
    • Gli impatti sull’ambiente, sul clima e sulla salute dei relativi sistemi di conversione energetica;
    • Le ricadute occupazionali.

    Negli ultimi anni, le questioni di strategia energetica nazionale hanno trovato espressione nei seguenti piani:

     
     

    Si ringrazia per la collaborazione il Prof. G.B. Zorzoli e l’Ing. M.Gallanti

     

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