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Pompa di calore: con la tariffa D1 risparmio in bolletta del 32%. A parlarcene il Segretario Generale di ANIMA Co.Aer, Giampiero Colli

  • Intervistato: Gianpiero Colli

La tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore entrerà in vigore dal 1° luglio 2014 e sarà destinata agli utenti residenziali che hanno come unico sistema di riscaldamento un impianto a pompa di calore.

Giampiero Colli_Segretario Generale ANIMA COAERSegretario Colli, che cos’è la tariffa D1 e quali sono i vantaggi e le potenzialità ottenibili grazie alla sua attivazione?

La tariffa sperimentale D1 per le pompe di calore entrerà in vigore dal 1° luglio 2014 e sarà destinata agli utenti residenziali che hanno come unico sistema di riscaldamento un impianto a pompa di calorepompa di calore
Macchina in grado di trasferire calore da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo a temperatura più alta, utilizzando energia elettrica. Le pompe di calore funzionano grazie a diversi principi fisici, ma sono classificate in base alla loro applicazione (trasmissione di calore, fonte di calore, dispersore di calore o macchina refrigeratrice).
.

Tale tariffa è stata introdotta dall’AEEG al fine di sdoganare la tecnologia delle pompe di calore anche a livello domestico, mercato ad oggi fortemente penalizzato dall’attuale sistema tariffario a scaglioni progressivi di consumo.

Dal momento infatti che l’installazione di una pompa di calore comporta generalmente consumi maggiori rispetto al contratto residenziale standard da 3.000 kWhkWh
Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
annui, gli utenti residenziali dotati di pompa di calore si collocano in una delle fasce di consumo con i prezzi dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
più elevati, ovvero ad essi spetta la tariffa D3, per abitazioni di residenza con impegno di potenzapotenza
Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
superiore a 3 kWkW
Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
ed un costo al kilowattora di circa 32 c€, contro i 20 c€/kWh della D2 (consumi annui inferiori a 3.000 kWh) ed i 28-32 c€/kWh della BTA, tariffa non domestica dedicata esclusivamente alle pompe di calore con contatore dedicato dalla quale sono quindi esclusi i cosiddetti “usi obbligati” che sottostanno alle tariffe D2 o D3.

Ci troviamo quindi di fronte ad un sistema tariffario del tutto inadeguato, che ostacola – e non poco – la diffusione di questa tecnologia nonostante le sue enormi potenzialità. Il nostro sistema tariffario è infatti del tutto anacronistico in quanto riflette un principio di sussidiarietà risalente agli anni Settanta, anni della prima forte crisi energetica, che ad oggi risulta però del tutto inaccettabile. Le condizioni di allora sono infatti largamente mutate, e grazie anche al nuovo ruolo della generazione distribuita ed all’incremento delle rinnovabili, la capacità produttiva di energia elettricaenergia elettrica
Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
è oggi di molto superiore alla domanda, pertanto risulta impensabile rimanere ancorati ad un sistema tariffario che prevede prezzi crescenti in base al volume dell’energia consumata.

Alla luce di questo mutato scenario, l’AEEG – su istanza di molte associazioni della filiera – ha quindi deciso di mettere mano a questa tariffa a scaglioni progressivi e di proporre una nuova tariffa lineare e cost-reflective che permetta all’utenteutente
Soggetto che consuma elettricità o gas.
residenziale di risparmiare sulla bolletta energetica.

Ma se in questa prima fase sperimentale, la tariffa D1 (che in realtà esiste già, ma non è applicabile a livello residenziale) sarà circoscritta ai soli possessori di pompe di calore, dal 1° gennaio 2016 Coaer si auspica che essa venga estesa a tutti gli utenti domestici per usi anche non legati alle pompe di calore.

Segretario Colli, ci faccia un esempio pratico di quanto è possibile risparmiare passando dall’attuale D3 alla nuova tariffa D1…

Il team di Coaer ha  riscontrato che un utente tipico avente le seguenti caratteristiche – residente in zona climatica E (Lombardia), con un appartamento di circa 100m2 ed un fabbisogno annuo di circa 120 kWh/m2 (Classe D), dotato di caldaiacaldaia
Dispositivo in cui l’energia chimica posseduta da un combustibile viene trasformata in calore attraverso un processo di combustione. Il calore ottenuto generalmente assolve compiti di riscaldamento oppure viene impiegato per produrre vapore (in questo caso si parla di generatore di vapore).
più scaldabagno a gas
– che consuma all’anno circa 2.000m3 di gas per una bolletta di circa 1.750€, se passasse oggi alla pompa di calore, lavorando quindi in D3 (circa 32 c€/kWh), avrebbe un costo di esercizio pari a circa 1.650€, con un risparmio di soli 100€ (nemmeno il 6%), assolutamente insufficiente per giustificare il passaggio dal tradizionale impianto di riscaldamento alla pompa di calore.

Con la tariffa D1 – tariffa lineare non sussidiata – la spesa scenderebbe a circa 1.200€ con un risparmio di circa il 32% rispetto alla bolletta iniziale. Si tratta ovviamente di una differenza significativa che ci auspichiamo stimoli l’utente a passare alla pompa di calore. Ricordiamo tra l’altro che la D1, a differenza della tariffa dedicata BTA, ha il vantaggio di non richiedere un doppio contatore, per cui vi sarà anche un’unica linea ed un’unica bolletta.

Grafico Assoelettrica_Tariffa-D1-PdC-vs-D3-vs-D2-2014

Fonte: www.assoelettrica.it

Comprendiamo quindi che la tariffa BTA non ha riscosso il successo auspicato…

Direi proprio di no. Nella realtà il doppio contatore con la relativa tariffa BTA2 si è rivelato assolutamente impraticabile. Questo anche a causa della scarsissima informazione da parte dei distributori sulla possibilità di accedervi.

Per questa ragione Coaer ha insistito affinché si lavorasse su unico contatore, anche per facilitare l’utente nel passaggio alla tariffa D1.

Segretario Colli, esistono condizioni che l’utente deve possedere per poter accedere alla tariffa D1?

Per richiedere il passaggio alla D1, sarà sufficiente fornire tutta la documentazione dalla quale risulti che l’utente – sia esso proprietario o inquilino – sia residente nell’appartamento per il quale richiede la tariffa, fatta esclusione per le case di vacanza. L’AEEG in questa fase sperimentale preferisce infatti concentrarsi sui sistemi a pompa di calore per riscaldamento impiegati “a tempo pieno”, così da avere piena consapevolezza del numero di utenti e di quanto muteranno i consumi elettrici.

La seconda condizione è che l’utente disponga come unico sistema di riscaldamento un impianto a pompa di calore. Su tale aspetto vi sono però ancora dubbi e incertezze, ed anche se la prima fase di consultazione avviata dall’Autorità si è già conclusa, il documento finale nel quale verranno fissati i criteri definitivi, non è ancora stato emanato.

Coaer ha quindi avanzato le sue perplessità circa il concetto di pompa di calore come unico sistema di riscaldamento, chiedendo che venga fornita una definizione più chiara di sistema unico di riscaldamento, perché in realtà i progettisti, per evitare di dimensionare eccessivamente le pompe di calore, soprattutto nel caso di villette in zone climatiche un po’ fredde, sono soliti affiancare ad esse sistemi di back-up (molto spesso caldaie) che intervengono a supporto delle pompe di calore solamente quando necessario, ad esempio nelle giornate molto fredde. A livello progettuale è infatti molto più logico dimensionare la pompa di calore per temperature medie attorno ai 6°C alla quale abbinare un sistema di back-up di sostegno. In tal senso, durante la Mostra Convegno Expocomfort, svoltasi a Milano lo scorso marzo, sono stati presentati parecchi sistemi ibridi dove vi è già incorporata una caldaia.

Per questo Coaer suggerisce una definizione di sistema unico di riscaldamento secondo la quale il generatoregeneratore
Dispositivo che traforma l’energia meccanica in energia elettrica.
può essere più di uno, purché a servizio dello stesso sistema di distribuzionedistribuzione
Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
.

Oltre alla ridefinizione del concetto di impianto unico, vi sono altre aspettative che stanno a cuore a Coaer?

Sì. La prima riguarda la fase post-sperimentazione, ovvero ci auspichiamo che a partire dal 1° gennaio 2016 la tariffa D1 venga estesa a tutti gli utenti domestici e qualora le condizioni per far sì che ciò accada non vi siano, ci aspettiamo per lo meno che essa venga mantenuta per le pompe di calore. Non reputiamo infatti più accettabile il cosiddetto “stop&go” legislativo perché il mercato non vede con favore l’incertezza, né per quanto riguarda le operazioni di marketing, né dal punto di vista dei costruttori che stanno sviluppando nuove tipologie di apparecchi per affrontare il mercato.

Occorre inoltre passare ad una modalità di informazione più capillare, che coinvolga attivamente sia le associazioni della filiera, che gli operatori ed i distributori in generale. Mentre per quanto riguarda l’aspetto burocratico la parola d’ordine dovrà essere “semplicità”: no all’eccessiva burocrazia e men che meno a certificati extra. La documentazione che l’utente dovrà fornire per fare il passaggio alla tariffa D1 deve infatti essere quella già a sua disposizione altrimenti si rischierà di rimanere scottati a causa dell’eccessiva complessità del sistema, proprio come è accaduto con l’ultimo Conto Termico. Ovviamente ci auspichiamo che ciò non accada e che il settore domestico delle pompe di calore trovi un suo sbocco sul mercato.

Le potenzialità di tale tecnologia sono infatti molto elevate, non solo perché consentono di ridurre i costi di esercizio, ma perché a fronte di tale risparmio garantiscono un servizio decisamente migliore trattandosi di un unico sistema capace di coprire più esigenze: dal riscaldamento al condizionamento alla produzione di acqua calda sanitaria.

Un vero e proprio passaggio culturale che ci conduca verso un sistema impiantistico capace di garantire un maggior comfort abitativo derivante dal miglioramento della qualità dell’ambiente interno, senza comunque dimenticare gli effetti benefici verso l’ambiente esterno: riduzione del consumo di energia primariaenergia primaria
Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun’altra forma.
e conseguente diminuzione della dipendenza del Sistema Paese verso gli approvvigionamenti energetici dall’estero.


Giampiero Colli

Segretario Generale ANIMA Co.Aer

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