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Presentata la decima edizione della World Oil and Gas Review

    • Crescita domanda petrolifera +3,4%, sorretta dai Paesi non OCSE
    • Produzione petroliopetrolio
      Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
      tornata a crescere +2,3%, Europa – 8,1%
    • In aumento riserve mondiali petrolio +1,9%
    • Aumento consumo gas +7,5%
    • Russia torna primo produttoreproduttore
      Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo n. 79/99, il produttore è la persona fisica o giuridica che produce energia elettrica indipendentemente dalla proprietà dell’impianto.
      di gas
    • Ridotto a 80% tasso utilizzo delle raffinerie

     

    Eni presenta la decima edizione della World Oil and Gas Review, rassegna statistica mondiale su produzione, riserve, consumi, esportazioni e importazioni di petrolio e di gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S)..

    Nel corso del 2010 la domanda petrolifera ha raggiunto circa 87,9 milioni di barili al giorno, registrando grazie alla ripresa economica una crescita del +3,4% rispetto all’anno precedente. L’area non OCSE ha sostenuto la crescita mondiale dei consumi, in presenza di spinte demografiche, aumento del reddito pro-capite e sussidi governativi al prezzo dei prodotti petroliferi.

    Gli Stati Uniti si confermano i principali consumatori mondiali di petrolio seguiti dalla Cina. Nel 2010 la domanda cinese ha raggiunto con 9,4 milioni di barili al giorno il suo picco storico, registrando una crescita di oltre il 12% rispetto al 2009.

    Le riserve di petrolio hanno confermato il trend positivo di crescita dell’ultimo decennio (+1,9% m.a). Più della metà sono localizzate in Medio Oriente, in particolare nei Paesi OPEC (72% delle riserve petrolifere mondiali). In crescita anche le riserve del continente americano, grazie al contributo dell’unconventional.La produzione di petrolio è tornata a crescere nel 2010 in tutto il mondo (+2,3%), a eccezione dell’Europa che per effetto del declino dei giacimenti ha registrato un calo (-8,1%). Resta immutata la quota di produzione OPEC (stabile sul 40% dal 1995). Sono proprio i Paesi del cartello che hanno contribuito in misura maggiore alla crescita dell’offerta nell’ultimo anno (+3% contro +1,8% dei Paesi non-OPEC).

    Nel 2010 il consumo di gas è cresciuto di ben 7,5 punti percentuali, frutto dell’incremento dei consumi nei Paesi Emergenti (+9%), ma anche nei Paesi Industrializzati (+5,8%).

    La Russia è tornata ad essere il primo produttore di gas naturale mondiale con 624,61 miliardi di metri cubi, dopo il sorpasso degli Stati Uniti dello scorso anno. Gli Stati Uniti hanno tuttavia raggiunto un nuovo massimo storico di produzione (600,15 miliardi di metri cubi), confermando un trend di crescita straordinario (+19,4% nel periodo 2005-2010), soprattutto grazie allo shale gas (gas accumulato in rocce argillose, caratterizzate da bassissima permeabilità). Il Qatar si conferma in questo settore il Paese con i tassi di crescita più elevati: le produzioni sono aumentate di oltre il 150% fra 2005 e 2010 grazie alle possibilità commerciali offerte dall’industria LNG.

    La decima edizione della World Oil and Gas Review approfondisce lo studio dell’evoluzione qualitativa della produzione di greggiogreggio
    Petrolio estratto che non ha ancora subito un processo di raffinazione.
    con la classificazione in termini di grado APIAPI
    American Petroleum Institute – Organizzazione che emana norme e regolamentazioni adottate quasi universalmente dall’industria petrolifera.
    e tenore di zolfo di ben oltre il 90% della produzione mondiale di greggio. Il 2010 conferma al primo posto per produzione i greggi “medium&sour” seguiti dai greggi “light&sweet”.

    Completa l’analisi del settore energetico l’inserimento di un capitolo dedicato all’industria della raffinazioneraffinazione
    Insieme di processi fisico-chimici che consentono di trasformare il petrolio in combustibili con caratteristiche appropriate agli utilizzi finali. La prima fase del procedimento di raffinazione del petrolio greggio è la separazione delle componenti di diverso peso molecolare: quelle più pesanti (che hanno un punto di ebollizione maggiore e che sono destinate alla produzione di oli lubrificanti, cere, …) rimangono nella parte bassa della colonna di frazionamento, mentre quelle più leggere (tra cui benzina, GPL, jet fuel, …) risalgono verso l’alto e possono essere facilmente asportate. Successivamente si procede con altri processi (crackingcracking
    Processo chimico utilizzato nell’industria di trasformazione petrolifera per convertire le frazioni pesanti del petrolio in frazioni più leggere. Esso consiste nel rompere (dall’inglese crack)  le grosse molecole complesse di idrocarburi ad alta temperatura in presenza di opportuni catalizzatori.
    , visbreaking, reforming, …), con trattamenti di purificazione più o meno complessi e aggiunta di additivi.
    , punto di raccordo tra domanda e offerta del mercato petrolifero. Analizzando i trend in atto negli ultimi cinque anni, si evince come l’incremento della capacità di conversione di oltre il 16% – per l’entrata in funzione di nuove raffinerie complesse – abbia generato nuove tensioni in un mercato in cui l’offerta di stream di greggi medio-pesanti non è aumentata di pari passo con la domanda. Peraltro, l’avvio di nuova capacità di raffinazione in un periodo di economia debole tra 2008-2009 si è tradotto in una diminuzione dei tassi di utilizzo delle raffinerie. Su base mondiale, il tasso di utilizzo si è ridotto dall’85% del 2005 all’80% del 2010, in particolare nei Paesi industrializzati. Tuttavia, in India le nuove raffinerie lavorano con un tasso di utilizzo prossimo al 100%.

    Anche quest’anno la World Oil and Gas Review, oltre che in formato cartaceo, è consultabile anche on line su www.eni.com/world-oil-gas-review/. Sul web sarà possibile consultare le serie storiche economiche ed energetiche di gran parte dei Paesi del mondo con il World Energy and Economic Atlas. Le singole statistiche possono essere utilizzate e aggregate, secondo le esigenze degli utenti. Infine è disponibile un’applicazione gratuita per iPad dedicata alla World Oil and Gas Review. L’applicazione permette di confrontare per Paese i dati su petrolio e gas, e realizza grafici che aiutano l’utenteutente
    Soggetto che consuma elettricità o gas.
    a visualizzare la dimensione e il posizionamento di ogni singolo Paese rispetto agli altri.

     

    Fonte: Eni, 07/11/2011

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