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Quando la città diventa una “città piattaforma”: siamo nell’era dell’Internet of Things

  • Intervistato: Maurizio Olivieri

La Smart City nell’era dell’Internet of Things: intervista a Maurizio Olivieri, ex assessore all’Ambiente del Comune di Montechiarugolo (Parma).

SMART CITYSMART CITY
Espressione dall’inglese che significa “Città Intelligente” ed indica, in senso lato, un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, spaziando dal settore prettamente energetico a quello della gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti. La città intelligente riesce a conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, grazie anche all’impiego diffuso e innovativo delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica.
| Nell’era dell’Internet of Things la città diventa una “città piattaforma”: resilienza la parola d’ordine.

Intervista a Maurizio Olivieri: ex assessore all’Ambiente del Comune di Montechiarugolo. In cinque anni ha trasformato questa piccola realtà del Parmense nel Comune più virtuoso d’Italia.

Capiamo come parlando di Smart City e resilienza nell’era dell’Internet of Things.

 

Quando Smart City “fa rima” con resilienza: qual è il legame tra questi due paradigmi? Ritiene siano intrinsechi ed imprescindibili l’uno dall’altro?

Smart City

Mi pare sempre più evidente che con ‘Smart City‘ si debba intendere non banalmente una città che fornisce connettività ai residenti (anche se questo risultato basilare è ancora troppo poco garantito nel nostro paese, questa visione mi sembra ormai residuale) quanto piuttosto una città dotata di un ‘sistema nervoso’ capillare in grado di connettere, di far comunicare ed interagire fra di loro le sue parti: reti, impianti, sensori, edifici, mezzi di trasporto ed anche le persone.

Però, per stare nella metafora biologica, non si tratta solo di un sistema nervoso ‘volontario’, che serve per trasmettere proattivamente la nostra volontà al sistema urbano, ma anche -e forse soprattutto- di un sistema nervoso ‘vegetativo’, cioè autonomo, che innervi le varie parti e le connetta garantendo le funzioni biologiche e vitali fondamentali anche indipendentemente dagli input centrali. E che così consenta ai sistemi urbani di autocondizionarsi a vicenda e interagire per indurre e conservare autonomamente lo stato ottimale del sistema città.

La resilienza, cioè la capacità di recupero può dunque essere vista in due direzioni.

Da un lato quella che abbiamo appena detto, cioè la capacità di un sistema urbano di prevenire e limitare le conseguenze di un evento che ne perturbi l’equilibrio (es.: limitazione della domanda eccessiva di energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
, equilibrio produzione-consumo, monitoraggio e sicurezza delle reti, difesa e allerta rispetto a disastri di tipo naturale o artificiale).

Dall’altro in senso generale, può essere il modo per facilitare la resilienza dell’ecosistemaecosistema
È l’insieme di tutti gli organismi viventi (animali e vegetali) presenti in un determinato ambiente e delle relazioni che intercorrono tra di loro e tra essi e il sistema fisico circostante.
più vasto
, rispetto a cui la città stessa rischia di essere (anzi chiaramente lo è!) l’evento perturbatore dell’equilibrio (riduzione delle emissioni, dell’uso di materiali sull’ecosistema globale).

Ebbene, questo sistema nervoso, costituito da una pluralità di network e strumenti di comunicazione già disponibili, potrà essere costituito per buona parte dalla rete di pubblica illuminazione, integrata con le altre, che diviene anche una rete di comunicazione.

Questa rete per la prima volta è presente nel 100% di un territorio urbano a Montechiarugolo, ed è il risultato in parte inatteso di quello che doveva essere ‘solo’ un intervento di efficientamento. Come conseguenza di una rete che aveva lo scopo principale di controllare e governare ‘punto per punto’ la rete IP (Illuminazione Pubblica), abbiamo ora un nuovo ‘asset’ pubblico, presente quasi ovunque ci sia attività antropica significativa, con grandi potenzialità nei servizi basati sullo scambioscambio
Scambio tra energia elettrica immessa ed energia elettrica prelevata, nel caso in cui l’immissione e il prelievo avvengono in momenti differenti.
di informazioni, e con grandi potenzialità anche per il risparmio energeticorisparmio energetico
Con questo termine si intendono tutte le iniziative intraprese per ridurre i consumi di energia, sia in termini di energia primaria sia in termini di energia elettrica, adottando stili di vita e modelli di consumo improntati ad un utilizzo più responsabile delle risorse.
diffuso. 

 

Quali sono stati i fronti d’azione che hanno portato il Comune di Montechiarugulo (10.000 abitanti) ad aggiudicarsi la vittoria della settima edizione del Premio Comuni Virtuosi? Quanto risparmio hanno generato?

Le azioni che hanno portato al premio sono da ricondursi agli ambiti dei rifiuti e della gestione delle risorse: diminuzione dei kg/abitante, aumento della differenziata all’80%, acqua alla spina, ma soprattutto, credo, gli interventi nel campo dell’energiail Comune ha realizzato in un mandato il programma Hèlios sull’energia fotovoltaica- e del risparmio energetico -progetto Negawatt.

Αll’interno di questi, credo che lo ‘stile Montechiarugolo’ sia il fatto di averli realizzati con un deciso taglio pubblico (gli interventi sono di progettazione e proprietà pubblica) e senza spendere risorse economiche, ma anzi producendone.

Nonostante il Patto di Stabilità in un quinquennio abbiamo realizzato progetti ambientali per più di 9 milioni di euro (su 11 complessivi di opere) senza spendere quasi nulla, abbattendo le emissioni di circa 780 TEP/anno, coprendo per quasi il 400% i consumi del Comune e producendo utili sulla parte corrente del bilancio comunale di circa 900mila euro all’anno (per i prossimi 20 anni circa).

Tutte soluzioni replicabili, più o meno, da qualsiasi comune italiano, particolarmente quelli di medie dimensioni.

 

Internet of Things e città piattaforma: come sfruttare al meglio l’IoT per la realizzazione di città intelligenti?

Internet of ThingsEcco, l’IoT potrebbe essere assimilabile a quello che prima abbiamo definito metaforicamente sistema nervoso ‘autonomo’ della città. Pensiamo ad esempio alle sue applicazioni nella rete IP.

Smart waste, con cassonetti stradali e familiari che comunicano lo stato e l’esposizione, massimizzando i tempi e riducendo le emissioni, rendicontando e registrando il servizio di raccolta (la città stessa diviene sistema di misurazione).

Smart meetering, monitoraggio delle reti, con consumi e perdite (ad ogni snodo ed ogni utenza sono monitorate le quantità, ad esempio di gas, e vengono calcolate possibili anomalie), comunicazione dei dati dei propri consumi alle famiglie attraverso i contatori intelligenti e la rete, e contemporaneamente Smart sensor, utilizzo complessivo dei dati per la previsione delle necessità di consumo e possibili rischi di ‘stress’ delle reti, anche tramite incrocio coi dati di sensori meteo diffusi di temperatura (abitazioni, auto, impianti solari termici) e irraggiamentoirraggiamento
Meccanismo di trasmissione del calore per mezzo di onde elettromagnetiche. A differenza della conduzione e della convezione, l’irraggiamento può anche avvenire nel vuoto (è così che si propaga il calore dal Sole alla Terra).  Tutti i corpi emettono delle radiazioni perché tutti i corpi possiedono una determinata temperatura; tuttavia l’entità dello scambio termico dipende dalla natura dei corpi, dalla loro reciproca posizione, dall’eventuale assorbimento del mezzo interposto e dalla temperatura delle loro superfici. La quantità di calore emessa da un corpo per irraggiamento, infatti, è proporzionale alla quarta potenza della temperatura. Questo significa che al crescere della temperatura l’irraggiamento diventa il meccanismo di conduzione del calore preponderante, rispetto alla conduzione e alla convezione.
(impianti  fotovoltaici).

Ed anche Smart saving, con autoregolazione e classificazione dell’illuminazione delle strade in base al traffico, monitoraggio dei rischi ambientali e risposta adattiva (ex. monitoraggio fiumi e frane e chiusura di percorsi in caso di pericolo, aumento luce in caso di nebbia e simili): tutto ciò e molto altro ancora già fattibile con una tecnologia che esiste ed è matura ed affidabile perché ampiamente usata in vari settori industriali.

 

Intervista a cura di Orizzontenergia.it

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