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Rapporto annuale sul monitoraggio della generazione distribuita

    Autore: AEEG

    IN SINTESI: Rapporto n.427/2014/I/Eel – Pubblicato dall’Autorità  per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    sulla base degli ultimi dati disponibili, aggiornati al 2012. Dai numerosi dati e grafici riportati si conferma il trend di forte crescita delle mini- centrali per  numero di impianti, per potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    installata e per produzione lorda. Particolarmente evidente è il notevole sviluppo degli impianti di piccola taglia, per lo più fotovoltaici: infatti, oltre il 99% degli impianti monitorati per un totale di 482mila, è di piccolissime dimensioni con una capacità di generazione non superiore a 1 MW. Nell’insieme, le ‘micro-centrali’ hanno una capacità produttiva di 15.105 MW,   rappresentano il 35,6%  della  produzione  totale  (20,3 TWh)  e  utilizzano  quasi  esclusivamente  fonti  rinnovabili (98%), prevalentemente solare (70%) ma anche biomasse, biogasbiogas
    Miscela di gas prodotti in seguito ad un processo di digestione anaerobica di materiale organico di origine vegetale e animale. Alcuni batteri provvedono a decomporre il materiale organico, in ambiente privo di ossigeno, producendo una miscela gassosa formata da metano (50÷70%), anidride carbonica (35÷40%) e tracce di altri gas. Le materie prime utilizzabili sono residui agricoli, zootecnici dell’industria agro-alimentare, acque e fanghi reflui.
    e bioliquidi. Da notare che circa il 40% dell’energia prodotta da generazione distribuita viene autoconsumata mentre il rimanente viene immesso in rete o, in piccolissima parte, utilizzato per servizi ausiliari della produzione. 
    Il Rapporto è stato realizzato adottando per la prima volta la definizione europea di “generazione distribuita” che comprende tutti gli “impianti di generazione connessi al sistema di distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    “, senza limiti di  potenza; nei precedenti rapporti, invece, la generazione distribuita era definita come l’insieme degli impianti di produzione aventi potenza inferiore a 10 MVA. In questo scenario assumono particolare rilevanza gli interventi di regolazione per  promuovere l’integrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico e garantire la sicurezza, innovando le modalità di gestione delle reti e degli impianti e promuovendo lo sviluppo delle infrastrutture di rete, tra cui le smart grids.

    Executive Summary

    Dati relativi alla Generazione Distribuita (GD) e alla piccola generazione (PG) nell’anno 2012 in Italia

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