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REATI AMBIENTALI – WWF: UN’OCCASIONE PERDUTA

     

    Roma, 16 giugno 2011

    Il WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    ritiene che il recepimento della Direttiva sulla “tutela penale dell’ambiente” ora, seppuretardivamente in corso in Parlamento, è formalmente un fatto positivo, ma nella sostanza èun’occasione perduta.

    “L’Italia non doveva limitarsi a recepire la nuova Direttiva, ma avrebbe dovuto cogliere l’occasioneper fare finalmente una riforma sistematica dei “reati ambientali” ed introdurre un nuovo Titolonel codice penale dedicato ai “delitti contro l’ambiente”, con un significativo aumento delle pene edelle sanzioni nei confronti di compie i cosiddetti “ecocrimini”” dice Patrizia Fantilli responsabileufficio legale e legislativo WWF Italia.

    La Direttiva europea istituisce un elenco minimo di reati ambientali gravi che devono essereconsiderati fatti penalmente rilevanti in tutta la Comunità europea. In forza della Direttiva, ciascunoStato membro deve adottare misure e norme affinché siano perseguibili penalmente una serie diattività illecite (ad esempio uccisione di animali protetti, danneggiamento di habitathabitat
    Termine generico indicante l’ambiente naturale che permette la nascita e lo sviluppo di esseri viventi, animali o vegetali.
    e specieprotette, responsabilità per le persone giuridiche) e deve adottare le misure necessarie pergarantire che tali reati siano puniti “con sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive.

    Il Governo Italiano, il Ministro dell’Ambiente in particolare, ha deciso invece di limitarsi arecepire il minimo previsto dalla direttiva, senza adottare un nuovo sistema efficace di sanzionipenali per prevenire e punire i grandi “crimini ambientali”, ritenendo inoltre di non dover sentire gliesperti in materia (la magistratura, gli avvocati, le associazioni di protezione ambientale).

     

    Fonte: WWF, 16/06/2011

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