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Regno Unito. Nucleare? Yes, please

    Dopo l’incidente di Fukushima in Europa si è costituito un fronte apertamente contrario al nuclearenucleare
    Forma di energia derivante dai processi che coinvolgono i nuclei atomici (fissione e fusione).
    in cui spiccano Germania, Svizzera e Italia
    ma sta prendendo forma anche un fronte attivamente favorevole al nucleare, di questo fronte fa parte la Francia che ha deciso proprio in questi giorni un prolungamento (condizionato) di 10 anni alla vita del reattore Fessenheim 1, fa parte la Finlandia che procede con i programmi per la costruzione di un nuovo reattore nuclearereattore nucleare
    Rappresenta il “cuore” di un impianto nucleare, il luogo dove avvengono le reazioni di fissione. In un reattore nucleare sono presenti anche il moderatore (ovvero un fluido che ha il compito di rallentare i neutroni generati nelle reazioni) ed il fluido refrigerante (che ha il compito di asportare il calore generato trasferendolo al ciclo di potenza).
    e che al fine di garantirsi una buona offerta economica ha messo in competizione Areva e Toshiba.

    Pare emblematica invece la posizione del Regno Unito. L’Inghilterra è un paese che, seppur da qualche anno non è più esportatore netto di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    , può contare su importanti giacimenti di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    , è un paese in cui l’energivora vocazione manifatturiera ha ormai da tempo perso il suo smalto ed è un paese che potrebbe davvero sfruttare le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , non certo il sole, sulla cui irradiazione media annua dati il clima e la latitudine è meglio stendere un pietoso velo, ma il vento. Le coste della Scozia permettono infatti alle turbine eoliche producibilità vicine alle 4000 ore equivalenti annue.

    Sul fronte nucleare il regno Unito si trova con un parco centrali piuttosto obsoleto, costituito quasi esclusivamente da reattori AGR e con un preventivo per le spese di decommissioningdecommissioning
    Attività multidisciplinare che si applica agli impianti in fase di demolizione, rinnovamento o costruzione. L’obiettivo principale è la bonifica della zona di edificazione della centrale nucleare attraverso lo smaltimento del combustibile irraggiato e delle scorie di lavorazione e successivo stoccaggio.
    degli impianti nucleari esistenti pari a circa 100 miliardi di euro, la maggior parte della cifra servirà a smantellare il complesso nucleare di Sellafield. Quindi un paese che, secondo molti, avrebbe tutte le carte in regola per uscire in punta di piedi dal nucleare.

    Il ministro dell’energia inglese Charles Hendry in un discorso tenuto di fronte all’assemblea della NIA (Nuclear Industry Association) ha invece ribadito che il nucleare è la più economica fonte energetica a basse emissioni di CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    (affermazione che sarebbe scontata in Italia ma che considerando il vento scozzese è degna di nota), che l’Inghilterra è pronta a tornare nuovamente ad essere una nazione nucleare ‘seria’ e che il paese sarebbe un luogo più buio (darker) e meno prospero senza l’energia nucleareenergia nucleare
    Energia derivante dalle trasformazioni che coinvolgono i nuclei atomici (fissione o fusione). Attualmente la produzione di energia elettrica con il nucleare si basa sulla fissione, dal momento che i processi di fusione nucleare sono ancora in fase di studio e ricerca. Il combustibile impiegato è l’uraniouranio
    Elemento metallico radioattivo che si trova sottoforma di ossidi o sali nelle rocce, nel suolo, nell’aria e nell’acqua. L’uranio, così come si trova in natura, è costituito da tre isotopi: l’uranio 238 (per il 99.9 %), l’uranio 235 (l’uranio fissile impiegato come combustibile nelle centrali nucleari) e l’uranio 234, in piccolissime tracce.
     235, contenuto in piccola concentrazione nell’uranio naturale. Nelle centrali di questo tipo l’enorme quantitativo di energia che si libera dalle reazioni nucleari viene ceduto a un fluido che a sua volta la cede all’acqua che poi percorre un ciclo di potenza uguale a quello delle centrali a vapore convenzionali.
    . Hendry promuove un programma piuttosto ambizioso di rilancio dell’energia da nucleare che prevede la costruzione di una dozzina di nuovi reattori.

    Importante sarà ascoltare cosa dirà a giorni il ‘capo’ del ministro Hendry, il Segretario per l’energia Chris Huhne, in occasione della presentazione del ‘white paper’, il piano stategico riguardante il programma per la produzione di energia a basse emissioni di CO2, piano che dovrebbe essere pubblicato entro il mese di luglio. Il Segretario per l’energia ha avuto da sempre una visione critica verso il nucleare ma le parole del ministro Hendry lasciano ben sperare l’industria nucleare inglese.

    Un forte rilancio del nucleare è sicuramente una scelta difficile, soprattutto per quanto riguarda il consenso della popolazione, ma in Inghilterra il tasso di dipendenza di energia primariaenergia primaria
    Energia riferita direttamente al combustibile impiegato nelle centrali di produzione elettrica. È definita primaria perché deriva direttamente dallae caratteristiche della fonte, così come si trova in natura, senza trasformazioni in nessun’altra forma.
    dall’estero è arrivata ad un livello di circa il 20%, le importazioni di carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    e gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S).
    sono in aumento e la bolletta energetica ha cominciato a pesare all’incirca per 15 miliardi di sterline all’anno.

     

    Fonte: Forum Nucleare Italiano, 10/07/2011

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