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Riciclo: Che fine faranno le schede elettorali?

Le schede elettorali che verranno utilizzate per la prossima tornata elettorale sono una risorsa per quanto riguarda l'economia circolare.

    Le elezioni europee del prossimo 26 Maggio sono alle porte e gli italiani saranno chiamati ad esprimere la propria preferenza politica; ma se i politici ed i vari partiti giocheranno un ruolo da protagonista, dietro le quinte si solleva una nuova questione: che cosa ne sarà di tutte le schede elettorali? In un’ottica di economia circolare il materiale cartaceo delle schede elettorali può trasformarsi in un’utile risorsa.

    Le schede elettorati, come stabilito dal modello dell’Istituto Poligrafico dello Stato, sono composte da una carta copiativa riciclabile con una grammatura di 90 grammi al m2. Sulla base del corpo elettorale individuato (circa 51 milioni di elettori) e di una scorta del 30% del corpo elettorale, verranno stampate e rese disponibili 66 milioni di schede per la prossima tornata elettorale.

    Secondo le disposizioni legislative la procedura per il riciclo delle schede elettorali è piuttosto lunga: infatti le schede possono tornare disponibili presso la cartiera solo 5 anni dopo la consultazione elettorale. Basti pensare che da poco sono tornate disponibili le schede utilizzate per le elezioni europee del 2014.

    In fin dei conti oltre le varie discussioni in materia politica, le prossime elezioni potranno rappresentare un’occasione per riflettere anche sulle procedure di gestione e riciclo dei rifiuti. Per il segmento della carta e del cartone gli obiettivi al 2025 sono fissati al 75%, mentre per il 2030 all’85%. L’Italia detiene il primato europeo per quanto riguarda il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici pari all’80%, in media 10 tonnellate di macero riciclate ogni minuto.

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