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Riconoscimento alla ricerca, CNR: Fotovoltaico al Mirtillo

    È tornata da poco dal Brasile, dov’è stata invitata a presentare il suo lavoro a un convegno sull’applicazione della chimica quantistica ai sistemi fisici, chimici e biologici, Mariachiara Pastore, uno dei sette vincitori del premio [email protected] La ricercatrice lavora come senior post-doc presso l’Istituto di scienze e tecnologie molecolari (Istm) del CNR, grazie a un assegno di ricerca ottenuto nel 2010.

    Ho ottenuto il riconoscimento per un progetto nel campo della chimica teorica: la modellizzazione, tramite metodi quanto-meccanici, delle componenti dei dispositivi e dei processi delle celle solari foto-sensibilizzate note come celle di Gratzel, fornendo così un’alternativa chimica ai pannelli di silicio”, spiega Pastore. “I vantaggi sono molteplici. Innanzitutto, le celle di Gratzel lavorano con luce diffusa e non diretta, come avviene con il silicio, sono flessibili e possono quindi adattarsi meglio a utilizzi specifici. Possono inoltre essere colorate a seconda della molecola che si utilizza, per esempio quelle del vino, della barbabietola rossa o del mirtillo, e potrebbero perciò essere impiegate per la costruzione delle vetrate di palazzi ad alta efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
    ”.

    Mariachiara ha un dottorato di ricerca in Chimica fisica e teorica all’Università di Ferrara, ha collaborato con diversi istituti in Francia, Germania e Spagna. “Sono soddisfatta per l’apprezzamento del mio lavoro”, continua, “ma se tornassi indietro forse farei il dottorato all’estero, dove ci sono maggiori possibilità di collaborazione con le imprese. La vita del ricercatore precario non è facile: la mobilità, poi, fa bene alla crescita professionale ma quando si arriva a una certa maturità scientifica servirebbe una posizione più stabile, in grado di garantire una maggiore possibilità di reperire fondi. In Italia si è precari ‘mentalmente’. Il premio però mi dà la speranza che qualcosa possa cambiare per il futuro della nostra ricerca”.

    Fonte: CNR

     

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