ArticoliAutore: Pierpaola Pietrantozzi

Rifiuti: Ecco le misure necessarie per risollevare il settore italiano

Un approfondimento sul settore dei rifiuti italiano in vista degli obiettivi nazionali di riciclo; occorre maggiore chiarezza specialmente sulla regolazione tariffaria.

    Il settore rifiuti nel nostro paese si presenta come una realtà piuttosto complessa sia da un punto di vista operativo che regolatorio, inoltre gli obiettivi di riciclo fissati impongono un’attenzione continua e minuziosa. Per cercare di snellirne i processi che ne regolano il sistema, Adiconsum esprime il proprio apprezzamento per gli sforzi nel cercare di fare chiarezza specialmente sulle questioni tariffarie che vanno di pari passo con il miglioramento della qualità e del servizio dei livelli di sostenibilità ambientale. Pierpaola Pietrantozzi (Segretario nazionale Adiconsum) esprime il punto di vista di Adiconsum sulla questione. 

     

    La questione dell’ambiente è sempre più al centro delle agende politiche dei governi a livello internazionale, perché si è presa consapevolezza dell’importanza che tale tema rappresenta per il futuro stesso dell’umanità.  All’interno di questo tema, i rifiuti urbani occupano una posizione importante. Del resto viviamo in un contesto globale che genera di per sé una enorme quantità di rifiuti. Le recenti Direttive (n. 850 e 851 del 2018) approvate dall’Unione europea fissano dei tempi stringenti per arrivare alla gestione circolare dei rifiuti. Questi tempi si dovranno tradurre, per il nostro Paese, nei seguenti risultati: raggiungimento entro il 2020 di almeno il 50% del riciclato relativo ai rifiuti quali carta, metallo, plastica e vetro; entro il 2025 del 55% dell’intera produzione di rifiuti urbani annui; entro il 2030 del 60% ed entro il 2035 del 65%.

    La Gestione del settore dei rifiuti è un problema di rilevanza nazionale e locale che coinvolge tutti i cittadini, le Amministrazioni, le realtà sociali e anche le politiche di gestione del territorio, nell’ottica di realizzare e mantenere un modello sostenibile sia sotto il profilo tariffario, ma anche e soprattutto ambientale.

    Come Adiconsum, esprimiamo il nostro apprezzamento per l’apertura, da parte dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, della Consultazione dal titolo “Orientamenti per la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento del servizio integrato dei rifiuti per il periodo 2018-2021”. Per la prima volta, si cerca di intervenire nell’ambito regolatorio di un settore che nel nostro Paese è tra i più critici, facendo chiarezza rispetto all’individuazione del perimetro della regolazione tariffaria.

    C’è l’esigenza di adottare un intervento che rafforzi i profili di coerenza, di stabilità e di certezza della disciplina per la determinazione dei corrispettivi e il riconoscimento dei costi, dove le variazioni tariffarie devono essere, secondo il nostro pensiero, strettamente legate al miglioramento della qualità sia del servizio che della sostenibilità ambientale.

    Del resto, l’eterogeneità della gestione del servizio a livello territoriale, la molteplicità di normative regionali, la numerosità degli operatori del settore che rispondono a natura e struttura estremamente variegata, impongono necessariamente una ridefinizione delle regole sia a livello normativo che operativo.

    Accogliamo quindi positivamente quanto predisposto dall’Arera in merito alla definizione del perimetro della regolazione tariffaria, che comprende tutta l’attività relativa alla gestione dei rifiuti, finanche a quella relativa alla riscossione ed al rapporto con gli utenti, e concordiamo sui principi proposti per la copertura dei costi efficienti e di investimento, anche rispetto al biennio 2018/2019 preso in esame, ed a quelli afferenti alla predisposizione del PEF che, come da normativa in atto (L.147/2013), determina le tariffe della TARI.

    Per quanto riguarda i criteri per la determinazione dei corrispettivi del servizio integrato dei rifiuti e dei singoli servizi che costituiscono attività di gestione, Adiconsum ritiene che nell’individuazione delle componenti poste a recupero, sia applicata la massima trasparenza rispetto agli oneri da riattribuire al fine della determinazione della tariffa, facendo attenzione alla loro natura ed alla stretta attinenza con il servizio.

    Cogliamo nel documento l’approccio graduale alla regolazione del settore, che è necessaria per entrare in un ambito che, come già detto, è estremamente eterogeneo; non ci sfugge che i criteri suggeriti, in alcuni casi, potrebbero anche determinare problematiche di carattere economico nei confronti di alcuni gestori/operatori, ma riteniamo che la gradualità proposta non debba dilatarsi troppo in quanto i consumatori attendono da molto, troppo tempo, che si faccia ordine ed equità in questo settore.

    Gli interventi proposti dall’Autorità di Regolazione potranno avere riflessi positivi sul livello delle tariffe e del servizio prestato, ma non basta: l’ambiente reclama regole non più procrastinabili. Adiconsum ritiene che il modello di tariffa innovativa debba essere determinata non solo in relazione ai costi sostenuti per il servizio fornito, ma debba anche prevedere un sistema premiale dove “chi meno inquina meno paga”.

    Apprezziamo, infine, la scelta di realizzare un Tavolo Permanente con i diversi attori coinvolti nella governance del settore rifiuti, ma riteniamo che anche le Associazioni Consumatori come Adiconsum debbano essere coinvolte nell’attività di monitoraggio, quali rappresentanti dei principali stakeholder che sono i consumatori.

     

    Articolo a cura di Pierpaola Pietrantozzi (Segretario nazionale Adiconsum) per Orizzontenergia

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