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Rifiuti: REMEDIA propone un video educational sul corretto smaltimento delle pile esauste

Il corretto riciclo, come per tutti i rifiuti tecnologici, porta a importanti benefici ambientali ed economici

    Cosa fare delle pile che hanno smesso di funzionare?

     

    Lo spiega REMEDIA – Consorzio no profit per la gestione eco-sostenibile di tutti i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), pile e accumulatori esausti e consorziata al CDCNPA (Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori) – attraverso un divertente video educational che mostra le buone pratiche per un corretto riciclo.

    Molti cittadini non sono ancora a conoscenza delle giuste modalità di conferimento delle pile portatili: spesso, dopo l’uso, vengono “abbandonate” in un cassetto, infilate in qualche scatola o gettate nell’indifferenziata. Il video di REMEDIA, dal titolo “Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore”, invita dunque ad usufruire dei servizi gratuiti di riciclo a disposizione di ognuno di noi, come l’isola ecologica del proprio comune di riferimento o gli appositi contenitori per la raccolta differenziata, che gli esercizi commerciali che vendono pile portatili, hanno l’obbligo di a mettere a disposizione del consumatore. L’obiettivo, ancora una volta, è quello di fornire un servizio plus al cittadino, incentivando quei piccoli gesti quotidiani che possono fare la differenza per noi e per l’ambiente. Basti pensare, ad esempio, che un solo grammo di mercurio contenuto in una pila può inquinare oltre 1.000 litri d’acqua.

    La quantità di rifiuti tecnologici cresce di anno in anno: secondo i dati del Global E-Waste Monitor, in un anno sono stati prodotti 44,7 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici nel mondo, una crescita dell’8% in due anni.

    Il trend in salita sembra destinato a crescere e si prevede un rapido aumento che potrebbe toccare il 17% in più, fino ad arrivare a 52,2 milioni di tonnellate entro il 2021, di pari passo ai rifiuti solidi urbani.

    Il video, “Pile esauste: piccolo rifiuto, grande cuore”,  protagonista della campagna di comunicazione social volta a informare ed educare i consumatori è disponibile QUI.

    L’impegno di REMEDIA in tal senso, rendicontato all’interno del Green Economy Report, è stato quello di gestire 124.818 tonnellate di rifiuti tecnologici, di cui il 9% (oltre 10mila tonnellate) costituito da pile e accumulatori.

    Principali dati in Italia, secondo il 5o RAPPORTO ANNUALE 2018, del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) che dal 2012 si occupa della raccolta differenziata e del riciclo di questa tipologia di rifiuti, tra cui anche rifiuti pericolosi, come per esempio nel caso delle batterie al piombo esauste.
    • Pur diminuendo l’immesso al consumo, aumenta del 10% la raccolta di pile e accumulatori portatili esausti;
    • Il tasso di raccolta raggiunge il 43% (+6% rispetto al 2017);
    • Quasi 184 mila tonnellate di accumulatori industriali e per veicoli esausti gestite;
    • Nel 2018 oltre 700 nuovi luoghi di raccolta iscritti al CDCNPA (+11%);
    • Complessivamente sono 7.449 le strutture servite dal CDCNPA.
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