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Rinnovabili: L’Italia tra obiettivi raggiunti ed opportunita’ da cogliere

    E’ passato un anno dall’edizione della COP21 di Parigi, passata alla storia per gli accordi globali sottoscritti da tutti gli stati partecipanti, per prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici e ridurre le ripercussioni delle azioni umane sull’ambiente. Andrea Zaghi (Responsabile ufficio studi e relazioni esterne – Assorinnovabili) nel corso dell’articolo ha fornito un quadro generale in cui si evince la posizione dell’Italia relativamente agli obblighi sottoscritti a Parigi, e del ruolo fondamentale che alcuni strumenti (come gli incentivi) hanno rivestito nel nostro paese per un più rapido sviluppo delle energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
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    Un anno dopo l’importante conferenza sul clima di Parigi, in cui 196 paesi hanno firmato un accordo storico per ridurre le emissioni di gas serra a livello globale e contenere l’aumento di temperatura entro 2° C rispetto all’era pre-industriale, ha avuto luogo la COP22 di Marrakech, che ha delineato la linea procedurale e il piano di lavoro da seguire per raggiungere tali traguardi. In altre parole, almeno per quanto riguarda gli obiettivi ambientali, il mondo si sta muovendo in un’unica direzione, nel tentativo di delineare uno sviluppo quanto più sostenibile possibile, investendo nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energeticaefficienza energetica
    Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
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    L’Italia finora ha fatto la sua parte, spinta da un’Unione Europea che ambisce a svolgere il ruolo di leader mondiale nel campo delle energie alternative. Il generoso sistema di incentivazione ha permesso al nostro Paese di avere un vero e proprio boom di energie rinnovabili a cavallo tra il 2010 e il 2012, in cui la fonte solare fotovoltaica ha primeggiato, tanto che l’Italia è il primo Paese al mondo per quota di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    solare
    rispetto al totale prodotto.

    I numeri ad oggi sono importanti: la produzione da fonte rinnovabile ha rappresentato, nel primo semestre 2016, il 42,2% della produzione interna netta e il 36,2% della richiesta di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    elettrica, di cui il 17% e il 14% rispettivamente sono stati soddisfatti dalle fonti variabili, vale a dire eolico e fotovoltaico. L’Italia, unico paese tra le principali economie europee, ha già raggiunto e superato nel 2014 l’obiettivo del 17% del consumo finale lordo di energia soddisfatto dalle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    , come previsto dall’UE per il 2020.

    Pertanto, sebbene sia fondata la critica che in certi momenti il livello degli incentivi sia stato generoso, i risultati di queste politiche sono stati evidenti e fattuali e hanno permesso un’enorme riduzione dei costi di investimento. Numerosi poi sono i benefici per il sistema paese. Tra questi vi sono sicuramente gli effetti positivi sull’occupazione e sul PIL e la riduzione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità che, grazie anche al crescente apporto dell’energia rinnovabile con minori costi variabili di quella fossile, si è ridotto dai 72 €/MWh del 2011 ai 37 €/MWh del primo semestre 2016, risparmiando in questo lasso di tempo circa 12 miliardi di euro. Considerando il lato strategico, l’Italia è ora maggiormente autonoma energeticamente, grazie ad un mix più diversificato delle fonti. Tra il 2010 e il 2014, infatti, la dipendenza energeticadipendenza energetica
    Rapporto tra la quantità di energia primaria importata e la quantità di energia primaria consumata . È un parametro legato alle risorse energetiche di cui dispone un Paese.
    italiana è calata da un picco dell’85% nel 2007 al 75% del 2014
    , come agli inizi degli anni ‘60. I vantaggi dal punto di vista ambientale sono chiari: la produzione di energia da fonte rinnovabile in Italia ha permesso solo nel 2014 il risparmio di quasi 70 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e la sola produzione fotovoltaica quasi 13 Mt/CO2, con evidenti effetti benefici sulla salute dei cittadini.

    Con poche azioni mirate si potrebbero ottenere ulteriori risultati rilevanti, ad esempio attraverso una riforma della politica energetica italiana che porti ad una maggiore e significativa elettrificazione dei consumi e riduca l’uso delle fonti fossili maggiormente inquinanti anche nel settore residenziale e nei trasporti.

    Aumentare l’utilizzo del vettore elettrico tramite le nuove tecnologie oggi disponibili (auto elettriche, pompe di calore, cucine a induzione) permetterebbe in primo luogo di sfruttare una forma di energia che non inquina nei luoghi in cui viene consumata (cioè nei centri urbani) e che utilizza le fonti primarie in maniera generalmente più efficiente rispetto alle attuali tecnologie per lo più in uso (auto a benzina e diesel, caldaie e cucine a gas metanometano
    Idrocarburo che rappresenta il costituente principale del gas naturale.
    ). Inoltre, andrebbe a stimolare investimenti per rendere la rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    più moderna e flessibile, sperimentando ed applicando strumenti volti a bilanciare in tempo reale e in maniera “intelligente” domanda e generazione di elettricità.

    Le smart gridsmart grid
    Trattasi di una rete di informazione che affianca la rete di distribuzione elettrica e gestisce la rete elettrica in maniera “intelligente” sotto vari aspetti o funzionalità ovvero in maniera efficiente per la distribuzione di energia elettrica evitando sprechi energetici, sovraccarichi e cadute di tensione elettrica. Ciò avviene attraverso un sistema fortemente ottimizzato per il trasporto e diffusione della stessa, dove gli eventuali surplus di energia di alcune zone vengono redistribuiti, in modo dinamico ed in tempo reale, in altre aree oppure regolando costantemente il dispacciamento tra centrali di autoproduzione elettrica da fonti rinnovabili della rete di distribuzione (generazione distribuita) con le centrali elettriche della rete di trasmissione (produzione centralizzata).
    sono l’ennesima opportunità che il nostro paese potrebbe cogliere. L’installazione di enormi quantità di capacità variabile in pochi anni ha reso infatti necessario in Italia lo sviluppo di tali applicazioni intelligenti, in anticipo rispetto al resto del mondo: gran parte dei produttori fotovoltaici sopra i 50 kWkW
    Unità di misura della potenza equivalente a 1.000 Watt.
    , ad esempio, ha installato nei propri impianti interfacce che permettono di modulare in tempo reale la loro potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    in funzione delle esigenze della rete; inoltre, l’Italia è stato il primo paese in Europa ad introdurre su larga scala gli smart meter elettrici per i clienti finali in bassa tensionebassa tensione
    Tensione inferiore a 1000 V in corrente alternata ed inferiore a 1500 V in corrente continua.
    ed è tuttora il primo paese al mondo per numero di apparecchi in servizio.

    Anche i sistemi di accumulo, una volta che diverranno maturi dal punto di vista tecnologico, troveranno nuova linfa da questi sviluppi del mercato. Le batterie sono spesso associate alla generazione distribuita, sia in ambito residenziale che commerciale/terziario, al fine di massimizzare l’autoconsumo. Ad oggi, la diffusione di impianti abbinati a sistemi di accumulo è promettente: secondo gli ultimi dati disponibili, su circa 38.000 nuovi impianti di generazione registrati tra gennaio e novembre 2015 sul sistema GAUDÌ di Terna, circa 600 sono caratterizzati da un sistema di storage. Essendo un mercato ancora in fase di start up, non sono certamente numeri da trascurare.

    Le opportunità insomma non mancano e vanno colte. È semplice guardare al passato per sottolineare errori commessi, più difficile è guardare al futuro in maniera propositiva, sulla base dei risultati positivi raggiunti.

     

    Andrea Zaghi per Orizzontenergia 

     

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