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Rinnovabili, Prestigiacomo: Un decreto per dare stabilità e “moralità” al settore

    Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri punta a dare stabilità e “moralità” a un settore chiave per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    del futuro. Non è stato fissato alcun tetto, a 8000 mila megawatt, per le istallazioni di solare, che avrebbe rischiato di bloccare lo sviluppo del comparto, e al contempo si è adottata una strategia per contenere i costi sulla bolletta energetica e per intensificare i controlli contro le truffe e le frodi. Dal prossimo giugno saranno fissati con un decreto interministeriale i nuovi obiettivi delle diverse rinnovabili, con step intermedi annuali e i parametri tariffari. Raggiungeremo un punto di equilibrio che terrà conto:

    • dell’obiettivo europeo del 17% di rinnovabili al 2020;
    • della progressiva riduzione dei costi dei materiali per l’istallazione degli impianti;
    • dei livelli di incentivi presenti negli altri paesi europei.

    Il sistema del futuro quindi consentirà all’Italia di restare saldamente dentro il settore delle rinnovabili, dando una prospettiva di sviluppo alle migliaia di aziende e alle decine di migliaia di lavoratori che operano nella filiera e assicurando un ruolo di protagonista al nostro paese anche nella ricerca che in questo campo sta facendo continui progressi con una prospettiva di riduzione del costo/chilowat che nel futuro potrà rendere queste fonti competitive rispetto ai combustibili fossili.

    Comunicato stampa Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, 03/03/2011

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