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‘RIO + 20’ – WWF: “OCCASIONE SPRECATA. MA LO SVILUPPO SOSTENIBILE HA GIA’ MESSO RADICI E CRESCERA’ NONOSTANTE LA DEBOLEZZA DEI LEADER POLITICI A RIO”

    In coda: la lettera alle Nazioni Unite in cui la società civile prende le distanze dal testo finale

    Alla chiusura dei negoziati di Rio+20, il direttore generale del WWFWWF
    Organizzazione che promuove la tutela e la conservazione della natura attraverso la preservazione della diversità biologica a livello di geni, specie ed ecosistemi. Il WWF sostiene numerose iniziative a favore della sostenibilità ambientale, contro l’inquinamento e l’uso irrazionale dell’energia e delle risorse, coinvolgendo l’opinione pubblica e volontari di tutto il mondo.
    Jim Leape, ha dichiarato:

    “Rio+20 era una Conferenza sulla vita, sulle futurefuture
    Contratto a termine standardizzato, stipulato all’interno di un mercato regolamentato, in cui chi lo sottoscrive si prende l’obbligo di acquistare o vendere un determinato bene ad una data e prezzo prefissati.
    generazioni, sulle foreste, gli oceani, i fiumi e i laghi da cui tutti noi dipendiamo per avere cibo, acqua ed energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    . Era una Conferenza per affrontare la pressante sfida di costruire un futuro che ci possa sostenere.

    “Sfortunatamente, i leader del pianeta riuniti qui hanno perso di vista questa urgente motivazione. Ma l’urgenza di agire non è cambiata. E la buona notizia è che lo sviluppo sostenibilesviluppo sostenibile
    Lo sviluppo sostenibile è quel tipo di sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere il futuro delle generazioni a venire. I tre obiettivi dello sviluppo sostenibile sono: prosperità economica, benessere sociale e limitato impatto ambientale. La prima definizione, risalente al 1987, è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland, poi ripresa successivamente dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo dell’ONU.
    è una pianta che ha messo radici; crescerà nonostante la debole leadership politica qui a Rio.”

    “Abbiamo visto dei leader farsi avanti a Rio, semplicemente non è stato nell’ambito dei negoziati: un’emozionante leadership cresce nelle comunità, nelle città, nei governi e nelle imprese che stanno gettando le fondamenta per proteggere l’ambiente, alleviare la povertà e portare il pianeta verso un futuro più sostenibile.”

    “Abbiamo bisogno di azione ovunque: da individui, villaggi, città, Paesi, piccole e grandi imprese e movimenti e organizzazioni della società civile. Dobbiamo tutti prenderci la responsabilità che i leader del pianeta hanno fallito a Rio. Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi e sperare che siano utili ad aprire lo spazio politico per portare a termine un processo multilaterale come Rio+20.”

    Sull’Europa, Mariagrazia Midulla, responsabile policy Clima ed Energia WWF Italia, che ha seguito i negoziati a Rio, ha aggiunto:

    “L’Europa si é presentata a Rio con proposte relativamente ambiziose, pure ben poche di queste proposte sono sopravissute nel testo finale. E’chiaro che il ruolo della UE é cambiato nel contesto globale, e che oggi le economie emergenti hanno assunto un ruolo politico nuovo e primario. Per questo, l’autorevolezza politica europea non puó che risiedere nella forza dell’esempio. Come WWF, dunque, sfidiamo la UE: dopo Rio, non solo bisogna comunque cercare di costruire sui pochi risultati ottenuti, ma soprattutto bisogna applicare le proprie posizioni a livello europeo, nel concreto. La green economy e’ anche la ricetta per far fronte alla crisi economica: sarebbe suicida continuare con una logica emergenziale senza avere una prospettiva. Per far questo, occorre non cedere alla tentazione di rattoppare l’esistente, se é in contraddizione con la propria visione. Questo vale a livello europeo, per esempio nelle discussione sul budget e sulla politica di coesione che determineranno i prossimi investimenti della comunitá, ed é valido a livello nazionale, in Italia: desta quindi davvero scandalo la notizia dell’autorizzazione concessa dal Governo alla centrale a carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    di Saline Joniche, inutile ed estremamente dannosa per il clima, per la salute e per le stesse prospettive economiche della Calabria, che ha enormi potenzialita’ nell’economia verde. Davvero non un bell’esempio per il paese, per l’ Europa e per il mondo intero”. 

    Gianfranco Bologna, direttore scientifico del WWF Italia, ha concluso:

    “Quarant’anni fa a Stoccolma e vent’anni fa al primo Summit di Rio de Janeiro, i leader del pianeta non avevano a disposizione la straordinaria conoscenza scientifica che oggi abbiamo, su come la specie umana stia riducendo i sistemi naturali che sono alla base della nostra sopravvivenza e del nostro benessere. Non a caso tutta la comunità scientifica internazionale ha ripetutamente allertato il mondo politico ed economico sulla consapevolezza che l’intervento dell’uomo è ormai equiparabile alle grandi forze geologiche che hanno modificato il pianeta in 4,5 miliardi di anni. La vittima della nostra stessa forza è la civiltà umana. I leader  si sono lasciati sfuggire l’opportunità di indicare una nuova strada per impostare un nuovo modello economico che ci consenta di vivere nei limiti di un solo pianeta.”

    Oggi le associazioni ambientaliste e i gruppi della società civile hanno presentato la lettera alle Nazioni Unite e ai delegati di Rio+20 in cui hanno preso le distanze dal testo finale:

    IL “RIO+20” CHE NON VOGLIAMO

    Il “Futuro che Vogliamo” non si trova nel documento che porta questo nome.

    Il “Futuro che Vogliamo” non è quello risultato dal processo negoziale di Rio+20.

    Il “Futuro che Vogliamo” è fatto di impegni concreti e azione, non di sole promesse. Ha l’urgenza necessaria per risolvere, non posporre, la crisi sociale, ambientale ed economica. E’ fatto di cooperazione ed è in linea con la società civile e le sue aspirazioni, non solo con le posizioni comode dei governi.

    Nessuno di questi punti si trova nei 283 paragrafi del documento ufficiale che questa Conferenza lascerà in eredità. Il documento intitolato “Il Futuro che Vogliamo” è MEDIOCRE e non è altezza dello spirito e dei passi avanti fatti nei vent’anni trascorsi da Rio92. Né è all’altezza dell’importanza e dell’urgenza delle questioni affrontate. Le agende fragili e generiche per i prossimi negoziati non garantiscono risultati.

    Rio+20 passerà alla storia come la conferenza ONU che ha offerto alla società globale un esito segnato da gravi omissioni. Mette a rischio la conservazione e la resilienza sociale ed ambientale del pianeta, così come ogni garanzia di diritti umani acquisiti per le generazioni presenti e future.

    Per tutte queste ragioni, come molti gruppi e individui della società civile, registriamo la nostra profonda delusione rispetto ai capi di Stato, sotto i cui ordini e guida hanno lavorato i negoziatori, e dichiariamo che non ammettiamo né avalliamo questo documento.

    Firmatari

    Ashok Khosla

    Bill McKibben

    Brittany Trifold

    Camilla Toulmin

    Carlos Alberto Ricardo

    Carlos Eduardo Young

    Davi Kopenawa Yanomami

    Fabio Feldmann

    Ignacy Sachs

    Jim Leape

    José Eli da Veiga

    José Goldemberg

    Juan Carlos Jintiach

    Kumi Naidoo

    Luis Flores

    Marcelo Furtado

    Marina Silva

    Mathis Wackernagel

    Megaron Txucarramãe

    Mohamed El-Ashry 

    Oded Grajew

    Peter May 

    Raoni Metuktire

    Ricardo Abramovay

    Ricardo Young

    Roberto Klabin

    Sergio Mindlin

    Severn Suzuki

    Thomas Lovejoy

    Vandana Shiva

    William Rees

    Yolanda Kakabadse

    Fonte: WWF, 21/06/2012

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