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Risparmio energetico: I fattori che influenzano l’efficienza energetica degli edifici

Criteri di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica a cui prestare attenzione per ristrutturazione o costruzione di edifici

    Al giorno d’oggi la scelta di ristrutturare un ufficio, o di costruirlo da zero, non può fare a meno di considerare soluzioni in ottica di risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Le aziende sono sempre più attente a soluzioni efficienti e sostenibili, e la realizzazione o ristrutturazione di immobili fa riferimento a un contesto, di natura anche normativa, che comprende tematiche di grande attualità e risalto come ad esempio l’autosufficienza energetica per il rispetto dell’ecosistema. In questo scenario diventa sempre più crescente il bisogno di progetti edilizi efficienti dal punto di vista energetico e sostenibili da un punto di vista ambientale, contribuendo ad esempio alla riduzione delle emissioni di gas serra e a un maggior ricorso alle fonti rinnovabili, come da obiettivi per il settore residenziale stabiliti dalla Strategia Energetica Nazionale.

    Gli edifici di nuova costruzione, o soggetti a ristrutturazioni rilevanti, devono essere realizzati tramite soluzioni che ricorrano a energia prodotta da impianti alimentati da FER (come previsto dal Decreto Rinnovabili Dlgs 28/2011) in grado di coprire almeno il 50% dei consumi previsti per acqua calda sanitaria e il 50% della somma prevista per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento. Normalmente l’adozione di determinati sistemi di generazione termica, che seguano le norme sopra discusse, è influenzata anche dalla zona territoriale o climatica: ad esempio la costruzione di un edificio per uffici a Treviso prenderà in considerazione una gamma di materiali o di tecniche di costruzioni, che probabilmente differiranno da quelli che un’azienda utilizzerà per costruire la propria sede a Palermo.

    La tendenza di architetti e progettisti di perseguire progetti energeticamente efficienti, è anche giustificata dal ricorso a detrazioni e incentivi di cui le aziende possono beneficiare; ad esempio per interventi di riqualificazione energetica di un edificio si potrà beneficiare di detrazioni fiscali fino al 75% delle spese sostenute, un motivo in più per un’azienda di rendere più efficiente la propria sede. Altri meccanismi d’incentivazione a cui fare ricorso sono ad esempio il Conto Termico 2.0, il quale promuove l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia rinnovabile, e il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi produttivi.

    Generalmente si possono distinguere varie classi di prestazione energetica degli edifici, i cui indicatori risultano dall’attestato di prestazione energetica dell’edificio; in questo documento vengono precisati ad esempio i consumi che si riferiscono alla superficie abitabile che viene riscaldata. In ogni caso, tralasciando i valori numerici riportati all’interno dell’attestato, si può anche stilare una classificazione degli edifici secondo parametri prettamente qualitativi:

    • Edifici convenzionali non a norma – questi edifici non rispettano la normativa vigente in materia di efficienza energetica e risparmio energetico;
    • Edifici convenzionali a norma – questa tipologia invece presenta parametri di costruzione e progettazione che segue la normativa;
    • Edifici a ridotto consumo energetico;
    • Edifici passivi – è una tipologia di edificio il cui fabbisogno energetico per il riscaldamento e raffrescamento degli ambienti viene soddisfatto ricorrendo a dispositivi passivi (ovvero che non ricorrono a forniture energetiche esterne);
    • Edifici a consumo zero – si tratta di edifici progettati con un involucro efficiente e ottimizzando i guadagni termici, inoltre il fabbisogno energetico è soddisfatto dal ricorso a impianti che producono energia da fonti rinnovabili.

    I fattori discriminanti che concorrono alla distinzione di queste categorie sono vari, ma prendiamo in esame quelli più importanti:

    • Il principale obiettivo nella progettazione/ristrutturazione di un edificio è di ridurre il più possibile la trasmittanza (la grandezza fisica che misura la quantità di potenza termica scambiata da un materiale o un corpo per unità di superficie o differenza di temperatura), ovvero ottimizzare la qualità dell’isolamento termico. Edifici con buone prestazioni energetiche hannovalori medi di trasmittanza pari a circa 0.3 W/m2K. Le componenti decisive per ridurre il più possibile la trasmittanza sono principalmente i materiali isolanti, e i due maggiormente utilizzati sono il polistirene e la lana minerale;
    • La movimentazione dell’aria all’interno dell’edificio è un altro parametro molto importante. Solitamente gli edifici con scarse prestazioni energetiche non sono dotati di un sistema di ventilazione forzata, per cui il ricambio dell’aria avviene solamente tramite l’apertura delle finestre e le correnti che transitano dalle fessure degli infissi; qui entra in gioco la ventilazione forzata che costringe alle correnti d’aria di entrare e uscire dall’immobile secondo determinati canoni stabiliti in fase di progetto. Avere un impianto di ventilazione meccanica controllata aumenta notevolmente la qualità energetica dell’edificio in quanto, tramite appositi scambiatori, sarà possibile anche recuperare il calore prodotto dall’aria calda esausta;
    • I componenti finestrati e i ponti termici sono altri parametri rilevanti e incidono per il 15% sulle performance dell’edificio. La riduzione della trasmittanza dei componenti finestrati è ottimizzabile con vetri ad alta efficienza energetica, mentre i ponti termici fanno riferimento alle interruzioni dell’isolante (spesso si trovano negli spigoli, balconi o angolature);
    • Un ultimo parametro che merita molta attenzione è l’orientamento dell’edificio che riguarda principalmente i serramenti vetrati. In Italia, trovandoci nell’emisfero nord, è consigliabile esporre le finestre verso sud per circa il 40% della superficie complessiva della facciata.
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