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Risparmio energetico: Tutto quello che c’è da sapere sulla potenza dei dispositivi elettrici

I dispositivi elettrici assorbono determinate quantità di energia, bisogna saperli utilizzare consapevolmente

    L’energia elettrica è oggetto di studio fin dal 1700: se, in principio, si cercavano le strategie migliori per impiegarla e sfruttarla, ad oggi la problematica principale è quella del risparmio, sia a livello di impatto ambientale che di spese conseguenti al suo utilizzo. Quest’ultimo rappresenta uno dei motivi per cui è nata, nel 1995, l’autorità indipendente ARERA, che si occupa, tra le altre cose, di tutelare i consumatori indirizzandoli verso la scelta migliore tra una rosa di gestori, informandoli adeguatamente sulle innovazioni del mercato.

    Per ottenere un’efficienza energetica valida, si impiegano anche fonti alternative ma è anche possibile usare l’elettricità in maniera intelligente, ottimizzandone i consumi. Bisognerebbe, in tal senso, non solo ricercare il gestore più consono alle proprie esigenze, ma anche conoscere la potenza di ogni dispositivo presente in casa (o in ufficio) per regolarla in maniera che risulti efficace ma non dispendioso.

    Approfondendo l’argomento con la guida dedicata alla potenza watt sul sito di Sorgenia, è possibile scoprire non solo le alternative più ecologiche impiegate da questa famosa società del mercato libero, ma anche importanti indicazioni che riguardano l’uso dell’energia elettrica. Si scopre, così, l’origine stessa dell’unità di misura della potenza elettrica, ovvero il watt. Per comodità di misurazione, in un’abitazione o in un ufficio, la potenza si esprime in kilowatt (1 KW è uguale a 1.000 watt) e negli ambienti domestici la potenza al contatore non supera mai i 3,5 KW. Ciò significa che la somma della potenza di tutti i dispositivi elettrici attivi sarà sempre di 3.500 watt al massimo e, qualora si oltrepassi tale soglia, l’erogazione della corrente si potrebbe interrompere automaticamente. L’energia elettrica prodotta in determinato un arco di tempo, invece, si definisce kilowattora ed è quella che determina i consumi riscontrabili in bolletta.

    Ogni dispositivo elettrico assorbe determinate quantità di energia, quindi occorrerà utilizzarlo solo quando sia strettamente necessario. Questo non solo per limitare le spese, ma anche per non incorrere in uno sgradito black-out. È risaputo, infatti, che se in casa si accendono contemporaneamente uno scaldabagno, un ferro da stiro e una lavastoviglie la corrente salterà. La cosa più opportuna da fare per dosare opportunamente la potenza dell’elettricità è effettuare una scelta per evitare sovraccarichi.

    Molti dispositivi di ultima generazione, a tal proposito, sono stati creati per consumare di meno, ma naturalmente non bisogna fare affidamento solo su questo.
    Esistono, infatti, apparecchiature che hanno bisogno di erogazione continua di energia elettrica, perché il loro funzionamento è indispensabile sia di giorno che di notte: è il caso di un frigorifero, specie se associato a un congelatore. Questo, come tanti altri elettrodomestici (televisori, lavatrici, piani di cottura elettrici), deve presentare l’indicazione chiara della classe energetica di appartenenza: a livello europeo, questa classificazione va dalla D, che è quella che riguarda le apparecchiature con i consumi più alti, alla A (che si suddivide a sua volta in A+, A++ e A+++), che è la più ecologica in assoluto.

    Un acquisto oculato, la scelta della compagnia elettrica più conveniente e l’uso consapevole degli apparecchi elettrici sono quindi alla base del risparmio e dell’ecosostenibilità.

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