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Robin Tax, bocciatura dell’Authority

    Sotto esame dell’Autorità la Robin Tax, istituita nel 2008 per togliere un po’ di margine alle compagnie petrolifere

     

    Nel pomeriggio di ieri, dopo giorni di polemiche scaturite dalle nuove disposizioni relative ad un aumento dell’imposta Ires previsto dalla manovra di Ferragosto, l’Autorità per l’energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    ha inviato una segnalazione a Governo e Parlamento: bocciata la Robin Tax che potrebbe riflettersi sulle bollette dei consumatori e ridurre la propensione agli investimenti.

    Il principale effetto di un aumento dell’Ires e di una sua estensione anche al settore dell’elettricità (comprese le fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    di energia) ed alle reti di corrente e gas – avverte l’Autorità presieduta da Guido Bortoni “è quello di ridurre la propensione all’investimento nell’attività colpita dall’aumento stesso. Nelle attivita’ svolte a mercato, e’ attraverso la contrazione degli investimenti e, di conseguenza, dell’offerta che puo’ aver luogo, in linea generale, la futura traslazione degli effetti dell’aumento dell’imposta diretta sui prezzi e quindi sui consumatori”.

    La nuova disposizione, si legge nella segnalazione dell’Autorita’, “prevedendo un incremento del 10,5% dell’Ires per le imprese che gestiscono le infrastrutture energetiche a rete, riveste profili di criticita’ per lo sviluppo della infrastrutturazione energetica del Paese, presupposto indispensabile affinche’ al settore produttivo e ai consumi domestici possa essere fornita energia a prezzi competitivi e allineati con gli altri Paesi dell’Unione Europea”.

    Se la misura dovesse comunque passare, l’Authority sottolinea la necessità di non limitarla solo alle aziende energetiche. “Si ritiene che il settore dell’energia non sia oggi caratterizzato da fondamentali tali da giustificare che l’aumento dell’Ires sia circoscritto al solo settore energetico. Ciò anche in ragione della fondamentale rilevanza che gli investimenti in questo settore rivestono per la competitività dell’intera economia del Paese”.

    Testo integrale della segnalazione dell’Autorità

     

    Orizzontenergia.com, 30/08/2011

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