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RTE: Europa, fornitura corrente elettrica a rischio in caso di un inverno rigido, ma… Anche il gas è a rischio?!

    Anche se il sistema elettrico della nostra cugina Transalpina è in forma migliore rispetto allo scorso anno, risultando quindi in grado di sopperire ad un’eventuale forte domanda elettricadomanda elettrica
    Quantità di energia elettrica che deve transitare sulla rete calcolata come la somma dei consumi degli utenti e delle perdite sulla rete. È sinonimo di fabbisogno elettrico.
    nei picchi invernali, la situazione invece nel resto dell’Europa è piuttosto tesa, questo è quanto stato reso noto dalla RTE, gestore della rete elettricarete elettrica
    Insieme delle linee elettriche, delle stazioni elettriche e delle cabine elettriche adibite alle operazioni di trasmissione e distribuzione dell’elettricità. La rete elettrica può essere ad alta tensione (da 40 a 380 kV), a media tensione (da 1 a 30 kV) o bassa tensione (380 V).
    nella vicina Francia
    .

    Il fermo di due su sette reattori in Belgio, a causa della scoperta di micro-crepe nei serbatoi, in aggiunta alla chiusura dello scorso anno di otto reattori nucleari in Germania, decretata dal Premier Angela Merkel,  potrebbe mettere l’Europa in crisi per carenza di fornitura elettrica durante i picchi invernali qualora le temperature risulteranno essere rigide. Questa è l’osservazione fatta dai responsabili dei gestori delle reti elettriche europee che devono presentare il loro studio definitivo entro fine novembre alla vigilia della stagione invernale.

    “Infatti, sembra che la situazione potrebbe essere estesa ai vari paesi in caso di combinazione di forti fluttuazioni tra domanda ed offerta in ogni singolo paese. Se in Germania si dovesse presentare una situazione simile a quella dello scorso inverno, il Belgio, per esempio, ha già annunciato che potrebbe avere la necessità aumentare decisamente le importazioni”, questo quanto emerge dal portavoce della RTE. Ovviamente tale situazione di crisi potrebbe non verificarsi  nel caso in cui le temperature rientrino nella media stagionale.

    Se la Francia risulta essere elettricamente molto sensibile al freddo a causa di un sistema di riscaldamento prevalentemente elettrico (1° C richiede circa 2.300 MW di capacità aggiuntiva, ovvero il 2,5% del picco invernale), altri paesi europei invece, che dipendono da altre fonti energetiche per il riscaldamento domestico, potrebbero non soffrire di una tale penuria di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    , ma correrebbero un rischio simile qualora rimanessero “a corto di gas” aggravando comunque il sistema di fornitura e disponibilità di corrente elettrica nell’intero sistema europeo.

    C’e da dire però che il sistema europeo per la fornitura del gas è sufficientemente robusto per garantire una significativa flessibilità anche in caso di una domanda particolarmente sostenuta, simile a quella del febbraio 2012, ma nell’eventualità di un’interruzione delle forniture di gas Russo, attraverso l’Ucraina, si creerebbe un deficit in Scandinavia e nell’area balcanica fino alla Grecia (compresa). Il sistema italiano invece reggerebbe l’urto, ma con residui margini di flessibilità ridotti al minimo. Questo quanto si evince, sul fronte forniture gas, dal Winter Supply Outlook 2012-2013, pubblicato di recente dall’associazione degli operatori europei del trasporto gas, EntsoG.

    Per  il primo trimestre del 2013, EntsoG prevede una domanda di gas giornaliera media europea equivalente a 21.747 GWh/gennaio, 21.454 GWh/febbraio e 17.645 GWh/marzo, che nell’eventualità di temperature inferiori alla media stagionale salirebbe rispettivamente a  36.008, 30.915 e 32.580 GWh/equivalenti.

    Per quanto riguarda l’Italia, lo scenario previsto da EntsoG illustra che negli stessi tre mesi il fabbisogno giornaliero di gas equivalgono a GWh 3.600, 3.442 e 2.658, che nel caso di un inverno particolarmente freddo salirebbero a 5.193, 4.499 e 4.662 GWh/equivalenti. Quanto agli approvvigionamenti, la produzione interna e le importazioni (tubo e Gnl) assicureranno, nell’ipotesi massima, l’equivalente a 23.566 GWh/gennaio, 22.684 GWh/febbraio e 21.429 GWh/marzo.

    EntsoG ha pubblicato inoltre un rapporto retrospettivo sull’inverno 2011-2012, che mette in evidenza l’ondata di freddo dello scorso febbraio ed al nesso tra gas ed elettricità. “Il rapporto sul passato inverno dimostra la capacità delle infrastrutture gas di reagire sulla base delle esigenze del mercato e fornisce un’utile analisi del crescente collegamento tra gas ed elettricità”, quanto commentato da Vittorio Musazzi, direttore generale di EntsoG.

    Orizzontenergia.it

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