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Sarà ultimato nel 2012 il primo edifico ZEB – Zero Energy Building – che produrrà energia rinnovabile grazie alle micro-alghe

    Progettato dallo studio austriaco Splitterwerk Architects con l’ausilio delle competenze tecnico-scientifiche dei professionisti di Arup Europe, e la collaborazione della tedesca Strategic Science Consult, è in costruzione ad Amburgo il primo edificio ZEB – Zero Energy Building, nell’ambito del prossimo International Building Exhibition (IBA) programmato per il 2013.

    Questo innovativo impianto, dotato di una “bio-adaptive façade“, grazie alle proprietà delle micro-alghe produrrà contemporaneamente energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    rinnovabile ed ombreggiamento
    . Ma come?

    La prima “facciata vivente” è costituita da una serie di bioreattori contenenti delle microalghe che assorbendo i raggi solari, attivano il processo di fotosintesi. Quest’ultimo permette ai microvegetali di crescere in rapporto all’intensità del sole, creando di riflesso una schermatura dell’edificio.

    Inoltre, contemporaneamente, i bioreattori consentono di produrre biomassabiomassa
    In generale si identifica con biomassa tutto ciò che ha matrice organica ad eccezione delle plastiche e dei materiali fossili. Come indicato nel decreto legislativo del 29 Dicembre 2003 n. 387, per biomassa si intende ” la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonchè la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani “. Ciò che accomuna le diverse tipologie di biomassa è la presenza di carbonio che mette a disposizione un elevato potere calorifico eventualmente sfruttabile per fini energetici.
    e di immagazzinare energia termicaenergia termica
    Calore.
    , immagazzinata dall’edificio che potrà così ridurre il suo fabbisogno energetico.

    L’utilizzo dei processi biochimici per la realizzazione di sistemi ombreggianti è una soluzione innovativa e completamente sostenibile fino ad oggi utilizzata solo in fase sperimentale, è perciò un grande passo avanti la sua applicazione in un contesto reale. Oltre a fornire energia rinnovabile e ad ombreggiare l’edificio contribuendo al microclima interno, il sistema crea un aspetto visivo interessante ed originale che sicuramente attirerà architetti e designer”, afferma Jan Wurm, ricercatore capo di Arup Europe.

    Fonte dell’immagine: ARUP

    Orizzontenergia.it

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