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Scozia. Stop al fracking tra polemiche e manovre politiche

    Appena una settimana fa, seguendo l’esempio di New York, il governo scozzese ha annunciato una moratoria sui permessi di estrazione non convenzionale di gas e petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    incluso il 
    fracking. Con questo divieto il ministro alle risorse energeticherisorse energetiche
    Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
    , Fergus Ewing, è riuscito a prendere tempo sulla questione e si è detto pronto a indire una consultazione pubblica in concomitanza con la richiesta di studi più precisi a riguardo.

    Nel frattempo nei Commons, a seguito di una votazione, sono state poste 12 nuove restrizioni alle attività d’estrazione grazie all’intervento del Labour Party.

    Con il termine fracking s’intende una tecnica con cui acqua ed altri agenti chimici vengono pompati ad alta pressione nel sottosuolo per far sì che gas e petrolio possano essere estratti dalla roccia. Secondo alcuni studi che di certo hanno già convinto altri stati dove è stato posto lo stesso divieto (New York, Francia, Paesi Bassi) questa attività comporterebbe seri rischi per la salute e l’ambiente.

    Stando alle dichiarazioni di Paul Younger, membro della Royal Academy of Engineering, la moratoria non è altro che una manovra politica ordita dal SNP e dai Labour in quanto l’estrazione potrebbe essere fatta secondo standard che rispettino la salute dei cittadini. Dichiarazioni pienamente appoggiate dal portavoce dei Tory al governo di Edimburgo.

    Lo stesso David Cameron, a metà gennaio aveva apostrofato le varie manifestazioni contro i nuovi permessi d’estrazione come irrazionali e religiosamente opposti. Non si è ancora arrivati a un divieto definitivo, e per questo forse bisognerà aspettare tempi più lunghi, probabilmente oltre le votazioni di maggio, ma se da una parte i conservatori spingono per iniziare a trivellare e rendersi energeticamente autosufficienti, dall’altra la Scozia si dimostra molto più indipendente di quanto lo sia nominalmente, scegliendo altre risorse (vedasi l’eolico, settore dove la materia prima proprio non manca) e rinforzando il consenso verso l’SNP che è alla sua guida.

    Tutto mentre in Italia il decreto Sblocca Italia è investito dalle stesse, se non più feroci, polemiche e il Il Sole 24ore stima che ci siano 700 milioni di tonnellate di petrolio sepolte qua e là sotto il suolo italiano.

    di Michele Convertino

    Fonte: Notizie Geopolitiche

     

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