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SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO SULLE FER: NON POSSONO ESSERE LIMITATE

    NUOVI CONTRASTI A LIVELLO REGIONALE

    BOCCIATO IL PIANO ENERGETICO REGIONALE DELLA BASILICATA

     L’ANEV AUSPICA LA SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA

    Roma, 12.10.2012 Pubblicata oggi la sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di Essebiesse Power contro la Regione Basilicata che ha negato con una delibera del giugno 2008 l’autorizzazione a un parco proposto dalla società adducendo il limite massimo alle installazioni eoliche nella regione di 128 MW al 2010 (in quel momento già superato) fissato dal Piano energetico regionale del 2000, nonché l’art. 3 della legge regionale 9/2007 in base al quale fino all’approvazione del nuovo piano energetico ambientale regionale non era più consentita l’autorizzazione di altri impianti.

                La V Sezione del CdS ha ribaltato la sentenza del TarTar
    Residuo pesante derivante dalle operazioni di raffineria, particolarmente ricco di zolfo e molto viscoso.
    Basilicata che aveva inizialmente respinto il ricorso della società  “alla luce della fondatezza delle censure sollevate”, secondo cui la Basilicata ha violato le norme vigenti internazionali (protocollo di Kyotoprotocollo di Kyoto
    È un accordo internazionale sull’ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti “meccanismi flessibili”) per l’adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l’Emission TradingTrading
    Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
    .
    ) e comunitarie (art. 3 direttiva n. 2001/77/CE) che incentivano lo sviluppo delle fonti rinnovabilifonti rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    .

                La normativa lucana, rileva infatti il CdS, “porterebbe innegabilmente alla chiusura del mercato della produzione di energia eolicaenergia eolica
    Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
    e ciò, sebbene stabilito con un limite temporale, si manifesta lesivo di importanti e basilari principi caratterizzanti gli ordinamenti europeo ed italiano, in particolare la direttiva già richiamata 2001/77/CE, secondo cui la produzione di energiaenergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    anche da fonti rinnovabili avviene in regime di libero mercato concorrenziale senza la previsione di limiti alla produzione”. Si deve perciò escludere, continua la sentenza, “che il legislatore nazionale, statale o regionale che sia, possa introdurre un limite massimo alla produzione di energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    rinnovabile, poiché tale limite si dimostra in contrasto radicale con il favor della normativa europea”.

    Inoltre, il D.Lgs 387/2003 di recepimento della direttiva 2001/77/CE ha previsto che le Regioni “possano adottare misure per promuovere l’aumento del consumo di elettricità da fonti rinnovabili nei rispettivi territori, aggiuntive rispetto a quelle nazionali, quindi senza incentivare i criteri che potessero portare a stabilire tetti massimi di produzione”.

    Infine, il CdS si richiama alla successiva direttiva 2009/28/CE (che ha sostituito la 2001/77/CE), con cui è stato tra l’altro precisato che “la principale finalità di obiettivi nazionali obbligatori è creare certezza per gli investitori nonché stimolare lo sviluppo costante di tecnologie capaci di generare energia a partire da ogni tipo di fonte rinnovabile”. Tale direttiva, pur successiva alla legge regionale in questione, “ha carattere ancor più cogente e si pone in antitesi totale e definitiva con la fissazione di limiti massimi di produzione di energia elettrica di fonte eolica”.

    Anche in questo caso emerge la crucialità per il nostro Paese di rivedere il Titolo V della Costituzione, come il Consiglio dei Ministri ha proposto in questi giorni, per una ripartizione equa di materie importanti, come l’energia, tra Stato e Regioni, che eviti errori di interpretazione e conflitti di competenza. C’è bisogno di una normativa uniforme, certa e trasparente per tutto il Paese.

    Fonte: ANEV

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