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Smart City: Come ci adatteremo con 9 miliardi di uomini nel mondo.

  • Intervistato: Enrico Piraccini

A fronte di un continuo aumento della popolazione mondiale, stimata a 9 miliardi di individui al 2050, e del conseguente impatto ambientale dell’uomo vi è la necessità che le città si adattino a razionalizzare le risorse mediante nuove tecnologie.

Il concetto di Smart CitySmart City
Espressione dall’inglese che significa “Città Intelligente” ed indica, in senso lato, un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini, spaziando dal settore prettamente energetico a quello della gestione, smaltimento e riciclo dei rifiuti. La città intelligente riesce a conciliare e soddisfare le esigenze dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni, grazie anche all’impiego diffuso e innovativo delle TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione), in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica.
è l’orizzonte a cui si aspira per il rinnovamento degli agglomerati urbani. Cosa vuol dire secondo lei rendere SMART una città?

Una città è simile a un organismo, consuma acqua quindi beve, consuma alimenti quindi mangia, consuma ossigeno quindi respira, consuma carburanticarburanti
Sostanze solide, liquide o gassose, di origine naturale o derivanti da processi industriali, contenenti carbonio e idrogeno, che, se bruciate, sviluppano calore in base al loro “contenuto energetico” (potere calorifico).
quindi si muove. Come tutti gli organismi è dotata di organi (sistema cardiocircolatorio: la rete idrica e depurativa; apparato digerente: raccolta e trattamento rifiuti; apparato muscolare: strutture energetiche come reti energiaenergia
Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
gas-elettrico; ecc.) ma ancora non possiamo dire che sia dotata di un cervello. Per noi diventare smart significa dotare la città di un cervello, cioè di una piattaforma in grado di integrare e far evolvere tutti gli organi e organizzare il loro funzionamento.

Le sfide per la maggior parte delle città sono la riqualificazione e il risanamento dell’esistente. Idealmente il primo step per costruire una smart city è l’ottimizzazione di risorse energeticherisorse energetiche
Stima dei volumi totali di fonti energetiche, sia scoperte che non ancora scoperte. Tale quantità comprende anche le riserve.
e trasporti
 in modo che le aree metropolitane diventino più efficienti riducendo al tempo stesso le emissioni di carboniocarbonio
Elemento chimico costituente fondamentale degli organismi vegetali e animali. È alla base della chimica organica, detta anche chimica del carbonio: sono noti più di un milione di composti del carbonio. È molto diffuso in natura, ma non è abbondante: è presente nella crosta terrestre nella percentuale dello 0,08% circa, e nell’atmosfera prevalentemente come monossido (CO) e biossido (CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

) di carbonio (anidride carbonica). Allo stato di elemento si presenta in due differenti forme cristalline: grafite e diamante., l’inquinamento in generale, la produzione di rifiuti e la congestione del traffico. Il secondo step è l’introduzione progressiva di nuove tecnologie per la gestione dei processi urbani, magari in collaborazione con grandi imprese, università o centri di ricerca.

 

Il cittadino che ruolo gioca in questo contesto? E’ lui il promotore del cambiamento oppure sarà soggetto passivo?

Introdurre in una città soluzioni in grado di ridurre l’inquinamento, consumare meno energia, facilitare gli spostamenti e migliorare la qualità della vita è un obiettivo a cui devono concorrere necessariamente più soggetti: pubblica amministrazione, imprese, il mondo della ricerca nel suo complesso, forze economiche e sociali e, ovviamente, anche il ruolo giocato dai singoli cittadini è fondamentale, attraverso il proprio comportamento e le scelte di consumo che opera quotidianamente.

 

Entro il 2050 si prevedono 9 miliardi di individui nel mondo, di cui il 70% occuperà gli spazi urbani per cui diventerà necessario efficientare i centri urbani. La data seppur lontana, richiede necessità di adeguamento da parte dei sistemi di governance. In Italia qual è il grado di attenzione a questi temi? Sono già in atto alcuni processi di rinnovamento?

Oggi il 50% della popolazione mondiale che attualmente vive in un contesto urbano sta consumando circa il 75% dell’energia planetaria e producendo addirittura l’80% delle emissioni a effetto serraeffetto serra
Fenomeno fisico per cui alcuni gas contenuti nell’atmosfera (anidride carbonica, vapore acqueo, metano, ecc..) intrappolano il calore proveniente dal sole facendo in modo che la temperatura media sulla Terra permetta la vita delle varie specie. Il meccanismo è simile a quello che avviene in una serra, da cui il nome. Tuttavia l’aumento e, dunque, la situazione di squilibrio della concentrazione di tali gas è causa di un eccessivo riscaldamento della superficie del pianeta con conseguenze anche pesanti sugli ecosistemi, su scala globale.
.

La qualità della vita di miliardi di persone, se non addirittura la sopravvivenza stessa del pianeta, dipenderanno da quanto gli agglomerati urbani sapranno diventare virtuosi nel risparmiare energia, nel ridurre le emissioni  e nel rendere più agevoli e semplici le condizioni di vita e lavoro al loro interno. Diventa quindi una strada obbligata la trasformazione delle attuali città in smart city, vale a dire centri urbani intelligenti, dove grazie alla tecnologia sia possibile ottenere trasporti (pubblici e privati) più efficienti, risparmi energetici consistenti, un calo drastico delle emissioni inquinanti e servizi pubblici più efficienti e accessibili per il cittadino.

Con questo obiettivo diverse amministrazioni in tutto il mondo, in partnership con grandi aziende, università e centri di ricerca, hanno avviato progetti sperimentali che spaziano dalla sostenibilità ambientale, al risparmio e all’efficienza energeticaefficienza energetica
Con questi termini si intendono i miglioramenti che si possono apportare alla tecnologia per produrre gli stessi beni e servizi utilizzando meno energia, con conseguente riduzione dell’ impatto ambientale e dei costi associati.
, ai trasporti intelligenti, a moderne infrastrutture di comunicazione, all’infomobilità, ecc. In particolare, l’Unione Europea, con l’iniziativa Eu Smart City, ha stanziato 11 miliardi di euro in 10 anni per finanziare progetti per introdurre elementi “smart” nelle città del Vecchio Continente.

In Italia sia le multiutilities che le aziende creatrici di servizi informatici stanno cercando di proporre soluzioni e progetti pilota alle municipalità; il problema di fondo è costituito dal fatto che i servizi smart alle città non godono ancora di un sistema regolatorio economico-finanziario come i servizi idrici o la raccolta rifiuti o l’illuminazione pubblica, per cui diventa difficile concretizzare innovazioni importanti e strutturate; ogni città cerca un po’ la sua strada sulla base delle proprie risorse finanziarie, che sono sempre minori di anno in anno.

 

I dati acquisiranno progressivamente una rilevanza sempre maggiore. Il cittadino stesso dovrà essere in grado di assimilarli ed elaborarli nei suoi processi decisionali; E’ d’accordo sul fatto che non sarà più solamente un elemento che compra ed utilizza ma anche un soggetto che partecipa?

Sicuramente. Un esempio è certamente il progetto dei contatori di nuova generazione che stiamo portando avanti a Modena. Si tratta dell’installazione di 13 mila contatori sosti­tuiti a quelli precedenti. Il progetto pilota è stato selezio­nato dall’Autorità per l’Ener­gia Elettrica il Gas e il Siste­ma Idrico, nell’ambito di un bando nazionale volto allo sviluppo di nuovi sistemi di telelettura dei contatori, in un’ottica multiservizio.

foto 1 contatori smart.jpgI contatori, che possono essere letti a distanza in au­tomatico da Hera, rendono possibile la fatturazione sui consumi reali, permettono ai cittadini interessati di ve­rificare in qualsiasi momento i propri consumi di luce, ac­qua, gas e teleriscaldamentoteleriscaldamento
Sistema che consente di distribuire calore presso le utenze, a partire da una centrale di produzione (per esempio centrale di cogonerazione, termovalorizzatore, ecc…). Il calore viene trasportato sotto forma di acqua calda o vapore all’interno di condotti interrati e può servire per riscaldare gli ambienti oppure per produrre acqua calda sanitaria. Nelle abitazioni servite dal teleriscaldamento la caldaia viene sostituita da uno scambiatore di calore, consentendo una diminuzione delle emissioni e un risparmio di combustibile.
e aiutano a mettere in pratica eventuali azioni volte a ridur­li: mettono quindi il cittadino in grado di conoscere meglio i propri comportamenti energetici e consumi idrici, di analizzarli e di modificarli, per evitare sprechi.  

 

Uno degli aspetti su cui si gioca parte dell’innovazione urbana è rappresentato dai servizi pubblici. Le utilities si trasformeranno in multi utilities allargando il proprio raggio di competenza e, soprattutto, innovando i propri servizi?

Il ruolo che possono svolgere le aziende di pubblico servizio, come le multiutility, è assolutamente strategico. Crediamo infatti che le aziende di servizi pubblici siano attori fondamentali nel percorso di sviluppo di servizi innovativi e di sistemi in grado di dialogare tra loro. Pensiamo solo alle reti elettriche che devono interloquire con i tanti piccoli e grandi produttori di energia rinnovabile come il solare.

Le aree in cui è possibile suddividere gli interventi per rendere più intelligente una città sono fondamentalmente cinque: ambiente, mobilità, reti (elettriche, gas, acqua, ecc.), illuminazione pubblica e servizi informativi. In ognuno di questi ambiti una società di servizi pubblici locali può offrire un contributo importante, in relazione ai servizi gestiti. Possono essere soluzioni che danno ai cittadini benefici immediati oppure, più spesso, interventi che consentono poi ad altri soggetti di realizzare soluzioni smart. Il ruolo di una multiutility rispetto a questo percorso evolutivo, è quello di promuovere quelle infrastrutture che consentano di sviluppare i nuovi modelli di rapporto cittadini-città, per ciò che riguarda la fruizione dell’intera gamma di servizi. E l’auspicio, anche pensando alle dimensioni di un gruppo come quello di Hera, è che si riesca a non restringere questa prospettiva alle sole grandi città, ma che attraverso sistemi di aggregazione territoriale di medio-piccoli comuni si riesca a poter parlare di “Smart Area”.

 

Il Gruppo Hera in quali ambiti applicativi sta orientando maggiormente i propri processi di ricerca e sviluppo?

Il piano industrialepiano industriale
Il piano industriale è il documento che riporta le linee strategiche di un’impresa finalizzate al raggiungimento degli obiettivi economici e finanziari stabiliti. Vengono, infatti, descritte le azioni passate e future intraprese in tal senso, gli investimenti previsti e le performance aziendali attese.
al 2019 del Gruppo Hera ha quali elementi strategici la crescita, l’effi­cienza, l’eccellenza e l’inno­vazione. Quest’ultimo è un fattore che da sempre carat­terizza l’azienda ed è un elemento propedeutico per raggiun­gere l’eccellenza. In questo momento e per il prossimo futuro l’impegno del gruppo verso l’innovazione si con­centra su tre macro-filoni che riguardano sostenibilità ambientale ed economia cir­colare, efficienza energetica, smart city.

Rimanendo su questo ultimo fronte, il Gruppo Hera ha sviluppato alcuni progetti per una città evoluta 4.0. La vogliamo dotata di sensi e quindi abbiamo lavorato sul totem smart, che applica al classico palo dell’illuminazione pubblica nuovi servizi, quali: la presenza di videocamere evolute in grado di effettuare non solo videosorveglianza, ma anche videoanalisi, cioè riconoscere targhe auto, persone a terra, oggetti abbandonati, misurare la quantità di rifiuti che andiamo a scaricare nel cassonetto, riconoscere i parcheggi liberi, ecc.; la presenza di sensori che misurano la qualità dell’aria (Pm10, PM 2,5, ozono, NOx, ma anche inquinamento acustico) e di sistemi di comunicazione evoluti come Wi-Fi e fibre ottiche, sino ad alloggiare i futuri trasmettitori 5G o i concentratori necessari allo smart metering; la presenza di una centralina di ricarica elettrica per bici e auto; il tutto in assenza di schermi video: considerata l’estrema diffusione di smartphone si è pensato di utilizzare come schermo quello presente in ogni telefono, semplificando così l’intero progetto.

HergoAmbiente.jpgLa città smart però, come citato all’inizio, deve avere un cervello che elabori e incroci i dati, e quindi ecco HergoAmbiente, il progetto che ha visto la realizzazione di un sistema informativo innovativo che gestisce in maniera integrata tutte le attività dei Servizi Ambientali del Gruppo Hera, elevandone qualità, efficacia ed efficienza e assicurando inoltre la tracciabilità dei flussi. Ognuno dei 300.000 cassonetti del Gruppo Hera è stato taggato, ricevendo un “nome”, un “cognome” e una “voce”. In ogni momento, e in tempo reale, è possibile controllarne posizione e corretto funzionamento, sapendo se e quando è stato svuotato. L’innovazione, però, non riguarda solo i cassonetti. Attraverso tecnologie dedicate e sistemi informativi, Hergo Ambiente assegna un’identità univoca a ogni altro asset (mezzi, stazioni ecologiche, impianti, ecc.), localizzandolo nello spazio, organizzando nel tempo le attività che lo riguardano, controllando l’effettiva esecuzione delle stesse e valutando la qualità delle prestazioni erogate.

Un terzo filone è quello dell’energia e delle risorse, quindi mappe energetiche svilup­pate dal Gruppo e pensate a sostegno della pubblica am­ministrazione, spesso non munita degli strumenti ne­cessari a verificare le even­tuali inefficienze dei propri immobili. Attraverso la raccolta e il confronto di diversi dati di consumo sia­mo in grado di stabilire se un edificio è efficiente dal punto di vista energetico e quindi consentire alle Pa di intervenire sulle prestazioni. Abbiamo ideato soluzioni che offrono so­stegno anche ai privati: a bre­ve saranno offerti ai nostri clienti termostati intelligenti per controllare i consumi in base alle abitudini di ciascun utenteutente
Soggetto che consuma elettricità o gas.
, contribuendo all’effi­cientamento energetico. Mi­nor consumo di gas significa meno emissioni e maggiori benefici per l’am­biente.

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