NewsRinnovabiliEolicoStakeholder energiaOrizzontenergia.it

Solare_Energia Eolica nel Mediterraneo: la Spagna leader europeo

    L’energia eolicaenergia eolica
    Energia ricavata dal vento in virtù della velocità con cui soffia. Questa forma di energia viene prodotta grazie a macchine eoliche (dette anche aerogeneratori) che convertono l’energia cinetica del vento in energia meccanica di rotazione, e, successivamente, in energia elettrica utilizzabile per differenti scopi.
    nel Mediterraneo è una realtà  di dati e risultati degni di rilievo e, soprattutto, ha un futuro ricco di prospettive.

     

    di Aldo di Tacchio

     

    Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Mediterraneo dell’EnergiaEnergia
    Fisicamente parlando, l’energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L’unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
    (OME), dall’Associazione Spagnola delle Imprese Eoliche (AEEolica) e dal Consiglio Mondiale dell’Energia Eolica (GWEC) all’inizio del 2010 si conta un totale di 32 GW di potenzapotenza
    Grandezza data dal rapporto tra il lavoro (sviluppato o assorbito) e il tempo impiegato a compierlo. Indica la rapidità con cui una forza compie lavoro. Nel Sistema Internazionale si misura in watt (W).
    installata, dato significativo se paragonato ai 158 GW installati nel mondo. E questi impianti risultano essere ancora insufficienti e, purtroppo, non ben distribuiti da una sponda all’altra del Mediterraneo.

    Di fatto, il versante Nord- Spagna (19.1 GW), Italia (4.9 GW) e Francia (4.5 GW)- somma un totale di 28,5 GW, a cui vanno aggiunti 1 GW della Grecia e 800 MW della Turchia; mentre sulla sponda Sud l’ Egitto, con i suoi 430 MW, è in testa ed a seguire il Marocco con 253 MW e per ultima la Tunisia con 54 MW; invece altri Paesi, come la Libia e l’Algeria, non sono ancora stati trascinati dallo sviluppo di questa tecnologia; mentre verso la riva orientale i discorsi sull’eolico sono solo agli albori.

    Att_App_Loghi/ART_INT/Nuove_Installazioni_Eoliche_nel_mondo.jpg

    L’impegno dei Paesi europei per l’energia eolica è sempre più calzante, infatti durante il 2009 è la tecnologia che si è più sviluppata (+10.163 MW contro +37.466 MW mondiale cioè il 27% dei nuovi impianti eolici sono localizzati nell’UE, +16% rispetto l’anno 2008). Tant’è che le linee di base per la politica energetica, disegnate dal Consiglio Europeo nel marzo 2007, verranno ratificate ed ampliate. Sull’altro versante, i Paesi del Maghreb più la Libia, ricchi di risorse petrolifere, guardano verso le energie rinnovabilienergie rinnovabili
    Una risorsa è detta rinnovabile se, una volta utilizzata, è in grado di rigenerarsi attraverso un processo naturale in tempistiche paragonabili con le tempistiche di utilizzo da parte dell’uomo. Sono considerate quindi risorse rinnovabili:
    – il sole
    – il vento
    – l’acqua
    – la geotermia
    – le biomasse
    come una realtà  inevitabile per il loro futuro energetico.

    Tutti sono consapevoli che la lotta contro i cambiamenti climatici comporta uno sconvolgimento del modello energetico finora perseguito. I Paesi che non contano su sufficienti risorse di energie primarie convenzionali vedono nelle rinnovabili una alternativa mentre quelli che già  si sono affacciati al mondo delle energie alternative sono sempre più convinti che ora è possibile avere i mezzi finanziari necessari per poter fare sempre più fronte a tale passaggio. Capita infatti di vedere spesso partecipare a fiere ed eventi del settore eolico Paesi come la Libia e l’Algeria che, nonostante contino vaste risorse di gas naturalegas naturale
    Idrocarburo che ha un’origine simile al petrolio, che si forma a partire dalla decomposizione anaerobica (cioè in assenza di ossigeno (O2) di microorganismi, attraverso processi biologici avvenuti nel corso delle ere geologiche. La composizione del gas naturale varia notevolmente a seconda del sito di formazione, ma in genere presenta un’alta percentuale di metano (dal 70 al 95 %), anidride carbonica (CO2CO2
    Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell’atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).

    ), azoto (N2) e idrogeno solforato (H2S)., guardano con sempre maggior interesse allo sviluppo delle FER e in particolare all’energia eolica.

    In generale, un grande passo avanti per lo sviluppo della “Energia Verde” in tutta la sponda Sud sarà  il lancio del PSM- Piano Solare Mediterraneo, che mira ad installare 20 GW di potenza rinnovabile (fotovoltaica ed eolica), e del grande progetto MEDRING (Mediterranean Electric Ring) proposto già  nel 2000, la grande ed unica infrastruttura di trasporto, distribuzionedistribuzione
    Attività di trasporto (di elettricità o di gas) agli utilizzatori finali attraverso le reti di distribuzione.
    ed interconnessione denominata “Anello Elettrico del Mediterraneo” che richiederà non solo l’impegno dei 22 Paesi aderenti tra UE, Nord Africa e Medio Oriente ma anche un investimento economico-finanziario di rilevante importanza. L’elettricità  “pulita” generata da circa 5 GW di questi impianti sarebbe destinata all’esportazione verso l’Europa.

    L’attuazione del PSM prevede, secondo quanto calcolato dall’OME e dichiarato dal suo Presidente – Piero Gnuti – un volume di investimenti complessivi di circa 450 miliardi di dollari nonché un impegno della Banca Mondiale per un totale 750 milioni di dollari e della Banca Europea per gli investimenti con un fondo dedicato. Un tale importante programma di sviluppo in terra d’Africa non solo farà  fronte alle necessità  energetiche della sponda Sud del Mediterraneo, ma servirà  ad esportare verso l’Europa energia elettricaenergia elettrica
    Forma di energia ottenibile dalla trasformazione di altre forme di energia primaria (combustibili fossili o rinnovabili) attraverso tecnologie e processi di carattere termodinamico (ovvero che coinvolgono scambi di calore) che avvengono nelle centrali elettriche. La sua qualità principale sta nel fatto che è facilmente trasportabile e direttamente utilizzabile dai consumatori finali. Si misura in Wh (wattora), e corrisponde all’energia prodotta in 1 ora da una macchina che ha una potenza di 1 W.
    “pulita”. Il PSM è stato presentato dai 43 Stati dell’Unione del Mediterraneo già  nel luglio 2008 attraverso una serie di circa 150 progetti, nati, per l’appunto, dalla cooperazione bilaterale e regionale fra i Paesi del Nord Africa e l’Europa. La prospettiva è installare, entro il 2030, nel bacino del Mediterraneo, nuovi impianti rinnovabili per un totale di 372 GW di capacità  installata di cui il 68% sarà  localizzati nella sponda Sud dove la capacità  installata dovrebbe quasi triplicare, raggiungendo nel 2030 un totale di 358 GW.

    Per quanto riguarda il progetto MEDRING, nei mesi scorsi la Commissione UE ha presentato un secondo studio sul progetto, aggiornando le analisi sulla base delle novità  verificatesi negli ultimi anni e valutandone la possibile evoluzione nei prossimi cinque, anche dal punto di vista dei finanziamenti necessari. Altro retaggio, oltre all’aspetto tecnico, legislativo, giuridico e dei diversi meccanismi di mercato, per poter attuare quest’altro mega progetto Mediterraneo, sarebbe l’appiattimento e l’equo e giusto valore del prezzo dell’energia elettrica; attualmente si registrano notevoli differenze da un Paese all’altro: si va dai 2 centesimi di euro/kWhkWh
    Unità di misura dell’energia elettrica equivalente a 1.000 Wh (wattora), ovvero 1.000 W forniti o richiesti in un’ora.
    dell’Egitto ai 7 centesimi di euro di Israele, mentre nella UE i prezzi sono attestati su una media per kWh di 9 centesimi per l’industria e 16 centesimi per gli usi domestici. L’interconnessione elettrica dell’intero bacino del Mediterraneo è un obiettivo importante che però richiede ancora molti sforzi. Infatti, nonostante le interconnessioni elettriche tra i Paesi rivieraschi del Mediterraneo esistano già  (tranne con Israele), i sistemi elettrici dell’intera regione sono divisi in quattro aree separate e permangono dei punti critici come, ad esempio, i collegamenti tra Tunisia e Libia e tra Siria e Turchia.

    Tornando all’eolico, vale ad ogni modo citare che la generazione nel litorale nord dell’Africa risulterà  costare molto meno rispetto all’Europa, si stima un 45% al MWh in meno, dovuto soprattutto ad una maggiore disponibilità  e sfruttamento di questa verde, pulita e naturale risorsa generatrice: il vento, incrementando conseguentemente la capacità  ed il fattore di produzione di questi impianti.

    Ad oggi sono molti i Paesi del Nord Africa che hanno progettato grandi piani per lo sviluppo dell’energia eolica: l’Egitto ratificò nel 2008 un piano che prevede, entro il 2020, la generazione di energia elettrica da parchi eolici fino a concorrere al 12% del fabbisogno nazionale, cioè oltre 7.000 MW di potenza installata, un nuovo impianto di 120 MW dovrebbe essere operativo entro il 2010, questo autunno verrà  lanciata una gara d’appalto per un macro impianto eolico di 4×250 MW nell’area del Golfo di Suez che dovrebbe essere operativo dal 2014-2015; la Libia prevede nel medio termine di avere diversi parchi eolici con una potenza totale di 500 MW con l’obiettivo di raggiungere, entro il 2020, 1.000 MW di potenza installata eolica; il Marocco è l’unico Paese del Nord Africa senza risorse fossili e mira quindi a ridurre la dipendenza dalle importazioni di petroliopetrolio
    Combustibile di colore da bruno chiaro a nero, costituito essenzialmente da una miscela di idrocarburi. Si è formato per azioni chimiche, fisiche e microbiologiche da resti di microorganismi (alghe, plancton, batteri) che vivevano in ambiente marino addirittura prima della comparsa dei dinosauri sulla terra. I principali composti costituenti del petrolio appartengono alle classi delle paraffine, dei nafteni e degli aromatici, che sono composti organici formati da carbonio e idrogeno e le cui molecole sono disposte secondo legami di varia natura.
    e di carbonecarbone
    Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d’impiego.
    I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un’elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono ‘energeticamente’ più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
    per vertere sull’eolico e coprire così, entro il 2020, il 14% del consumo nazionale di elettricità : i programmi del governo di Casablanca prevedono l’installazione, entro il 2012-2013,è di circa 1.300 MW di potenza energetica eolica le cui aree per l’stallazione dei parchi sono già  state individuate, successivamente si stima la possibilità  di istallare ulteriori 500-700 MWh comunque entro il 2020; mentre l’Algeria ha in studio alcuni progetti eolici, ma soprattutto progetta di creare una linea sottomarina di interconnessione elettrica attraverso un cavo che correrà  in parallelo al gasdottogasdotto
    Condotta adibita al trasporto di gas (pipelinepipeline
    Condotta adibita al trasporto di gas.
    , in inglese).
    MEDGAZ che arricchirà  cosi la linea di trasporto e distribuzione verso l’Europa della futura generazione di energia elettrica “verde”; in Tunisia è in atto la costruzione di parchi eolici per raggiungere un totale di 250 MW di potenza installata che, una volta operativi dal 2011, apporteranno il 20% del totale della generazione elettrica nazionale.

    Nel resto dell’area Mediterranea la Turchia sta prendendo in considerazione lo sviluppo di 6.000 MW di impianti eolici, di cui circa 500 MW sono in installazione entro il 2010 e la costruzione di altri 3.000 MW circa sono stati già  autorizzati; 1.500 MW verranno autorizzati nell’arco dei prossimi 10 anni ed altri 1.000 MW successivamente; altri Paesi emergenti, come la Croazia e l’Albania, scommettono già  sulla diversificazione del loro futuro energetico con lo sfruttamento della forza del vento.

    Questi ed altri programmi, tutti inseriti nell’iniziativa “TRANSGREEN”, saranno condotti a stretto coordinamento, incluso il progetto DESERTEC che propone di arrivare a fornire entro il 2050 fino al 15% del consumo di elettricità  dell’Europa attingendo a fonti di generazione solare ed eolica installate in Nord Africa e Medio oriente.

    Una breve parentesi a livello mondiale: secondo un recente studio della GWEC divulgato in occasione del Global Wind Energy Outlook 2010, l’energia del vento potrebbe coprire sino al 22% del fabbisogno elettrico mondiale entro il 2030. Questa ipotesi è stata proposta e sviluppata nell’evolversi di tre possibili diversi scenari. In considerazione dell’evoluzione che ha avuto il mercato dell’eolico negli ultimi anni cioè un aumento di quasi il 42% nel 2009 ed un aumento medio di quasi il 29% negli ultimi 13, superando ogni previsione, Steve Sawyer – segretario generale del Consiglio Mondiale dell’Energia Eolica – sostiene che sarà  più probabile che si verifichi il migliore dei tre ipotetici scenari e più precisamente una copertura di circa il 12% del consumo mondiale nel 2020 e circa il 22% nel 2030. Conseguentemente il raggiungimento di tali obbiettivi comporterà  una riduzione nell’emissioni di CO2 di 1,6 miliardi di tonnellate/anno nel 2020 e di 3,3 miliardi nel 2030.

    Nel mondo l’industria dell’eolico genera attualmente 600 mila posti di lavoro diretti ed indiretti installando 1 nuova turbina ogni 30 minuti; in questo scenario l’occupazione generata verso il 2030 sarà  di circa 3 milioni di posti lavoro cioè 1 nuova turbina ogni 7 minuti circa.

    In questo grande orizzonte dell’energia eolica nel Mediterraneo e nel mondo, secondo quanto dichiarato da Sergio Otto – direttore relazioni esterne dell’Associazione Spagnola delle Imprese Eoliche – la Spagna, già  presente con molte aziende in questo settore energetico, avrà  molta voce in capitolo per la vasta esperienza e comprovata capacità  nello sviluppo dell’Energia del Vento. La Spagna potrebbe essere un esempio da seguire per prendere spunto per dei nuovi investimenti, sbocchi commerciali e di mercato, per fare anche valere il know-how italiano ed il “Made in Italy” nel mondo, per migliorare la produzione di energia con un minor impatto ambientaleimpatto ambientale
    L’insieme degli effetti (diretti e indiretti, nel breve o nel lungo termine, positivi o negativi, ecc..) che l’avvio di una determinata attività ha sull’ambiente naturale circostante.
    , portare avanti un programma di diversificazione energetica del nostro Paese povero di risorse primarie ed in tal modo poter dare in futuro anche un taglio al costo delle bollette.

    Orizzontenergia.com, 22/10/2010

    Tags
    Show More

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Back to top button